Domenica delle Palme

domenica palmeCHIAVARI – Nella Cattedrale di N. S. dell’Orto a Chiavari il vescovo ha presieduto il rito della Domenica delle Palme. Sul pronao la benedizione delle palme e dei ramoscelli di ulivo, in Cattedrale la Santa Messa. Mons. Alberto Tanasini ha richiamato nell’omelia il significato di entrare nella Settimana Santa, proprio come Gesù è entrato a Gerusalemme. Ha quindi sottolineato il ruolo dei discepoli di Cristo e il significato della Croce, che non schiaccia, ma apre la strada del risorto.

UN AMPIA SINTESI DELL’OMELIA DEL VESCOVO:

Oggi abbiamo ricevuto l’invito a entrare con Gesù nella Città Santa, come Lui è entrato in Gerusalemme. Per noi la Città Santa non è ora un luogo, ma un tempo santo. Questa grande settimana è Santa, perché ci conduce nel mistero del Signore. Sapremo far prevalere la nostra attenzione del cuore e della mente verso questi eventi?

Nella lettura delle pagine della Passione, Luca è particolarmente capace di farci cogliere gli aspetti della passione, farci conoscere Gesù che ci salva. Gesù non ha salvato se stesso. E’ morto sulla croce perché io non andassi perduto e nel suo darsi fosse riaperta la strada dell’amore di Dio. Le parole dette al ladrone sulla Croce: “tu sarai con me in Paradiso”. Il ladrone ha capito che sarebbe entrato nel suo regno e si è affidato a lui, riconoscendosi meritevole della pena che stava subendo. Questa promessa cambia la prospettiva di quest’uomo e gli apre la porta del paradiso. Questa promessa mi interessa perché proprio in questi giorni si rifletteva alla Scuola del clero questo fatto: oggi raggiunta la felicità sulla terra, non ci interessa quella dopo. Quindi cerchiamo di raggiungere la nostra felicità qui. Ce la dà il nostro denaro, il nostro potere, il nostro successo questa felicità? O è una parola che ancora penetra la nostra, vita la nostra speranza, la prospettiva di vita eterna?

La croce è evento di salvezza per noi.

C’è un secondo aspetto nella Passione: la croce c’insegna ad essere discepolo vero del Signore. “Chi vuol essere mio discepolo, prenda la sua croce e mi segua”. Questa frase ci riguarda, ci sfida. Gesù è davvero maestro ed esempio, modello, e io sono chiamato all’ascolto. Sono chiamato ad avere gli stessi suoi sentimenti, come dice San Paolo Apostolo ai Filippesi. Insisto su questo, come ha fatto Papa Francesco al convegno di Firenze, invitandoci ad essere umanità nuova, ad entrare nell’intimo di Gesù, a guardare la sua croce. Il discepolo di Gesù non è schiacciato dalla croce, ma è consolato anche lui da un angelo. Il discepolo è sostenuto dalla preghiera nella tentazione. Pregate per non cadere in tentazione. Ecco come ci sorprende Gesù sulla croce: con la sua fiducia nel Padre, fa esperienza di Misericordia. Il bene scoperto nel darsi di Gesù, può essere tradotto nella semplicità della nostra vita, praticando la via dell’amore, ci dice il Papa, di un qualsiasi gesto che semini pace e amicizia. E sappiamo consolare questo mondo sfiduciato.

Il mondo di oggi si sente sufficiente, eppure quante persone sono sfiduciate. Come i discepoli del Signore, avendolo incontrato ed essendo stati sotto la sua Croce, sapremo consolare i nostri fratelli

Potrebbero interessarti anche...