Giornata mondiale dei poveri

VATICANO – “Non amiamo a parole, ma con i fatti”. Parte da un versetto dell’apostolo Giovanni, il Papa, nel messaggio per la 1^ giornata mondiale dei poveri.
Il cristiano – spiega – deve sapersi misurare tra le parole vuote, che spesso sono sulla nostra bocca, e i fatti concreti. Francesco invita ad avere uno sguardo sull’essenziale che deve tradursi in un vero incontro con i poveri. I bisognosi, avverte, non vanno visti come destinatari di una buona pratica di volontariato da fare una volta alla settimana, né tanto meno di gesti estemporanei di buona volontà per mettere in pace la coscienza. Sono esperienze valide, spiega il Pontefice che però aggiunge: “Se vogliamo incontrare realmente Cristo, è necessario che ne tocchiamo il corpo in quello piagato dei poveri”. Il Papa fa l’esempio di S. Francesco d’Assisi che non si accontentò “di abbracciare e dare l’elemosina ai poveri” ma scelse di “stare insieme con loro”. Bergoglio invita così a tendere la mano ai poveri, a incontrarli, abbracciarli, guardarli negli occhi. La loro mano tesa verso di noi è anche un invito a uscire dalle nostre certezze e comodità e a riconoscere il valore che la povertà costituisce in se stessa. Secondo il Santo Padre, se desideriamo offrire il nostro contributo per cambiare la storia, generando sviluppo, è necessario che ascoltiamo il grido
dei poveri e ci impegniamo a sollevarli dalla loro condizione di emarginazione. Francesco descrive poi i volti della povertà di oggi: da chi è segnato dal dolore, dall’emarginazione, dal sopruso, dalla violenza, dalle torture e dalla prigionia, dalla guerra, dall’ignoranza e dall’analfabetismo, a donne, uomini e bambini sfruttati per vili interessi, calpestati dalle logiche perverse del potere e del denaro. Il Pontefice denuncia la ricchezza sfacciata che si accumula nelle mani di pochi privilegiati e che spesso si accompagna a illegalità e sfruttamento offensivo. Un riferimento anche ai giovani che fanno fatica a trovare un lavoro. Francesco spiega che la Giornata è uno stimolo per reagire alla scultura dello scarto e dello spreco e deve tradursi in forme di solidarietà concrete. Il Papa suggerisce di invitare i poveri alla Messa e anche di avvicinare coloro che nel nostro quartiere o parrocchia cercano protezione e aiuto.

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