Il rito delle ceneri dà avvio alla Quaresima

CHIAVARI – Col rito delle Ceneri inizia la Quaresima, un atto penitenziale che sprona ad un impegno di conversione. Un cammino non individuale, ma comunitario, ha sottolineato il vescovo nell’omelia pronunciata oggi pomeriggio in Cattedrale. L’apertura alla grazia di Dio contraddistingue questo percorso in cui, il richiamo a gesti concreti come elemosina, digiuno e preghiera, non deve essere solo formale.

AMPIA SINTESI DELL’OMELIA DEL VESCOVO:

Iniziamo il nostro cammino quaresimale. La quaresima, infatti, è vista come un cammino che parte dalla nostra consapevolezza di avere bisogno di conversione e ci accompagna con la forza di questa volontà di conversione alla Pasqua. E’ un cammino comune, non è solo individuale, ma è una comunità che si mette in cammino: la comunità Cristiana. C’è la consapevolezza ad acccompagnarci sia del bisogno che tutta la comunità ha di penitenza e nello stesso tempo nella comunità di come ciascuno di noi ha bisogno di vivere la conversione. Tuttavia non è un gesto formale quello che vogliamo compiere, parte da una consapevolezza profonda, che ci è data dalla croce di Gesù. Qual è il nostro peccato? Quanto è grande il nostro peccato? Vogliamo misurarlo? Guardiamo a colui che si è rivestito dei nostri peccati e ne ha dimostrato tutta la gravità con la Croce. Questo deve scuotere il nostro cuore e il nostro sguardo, la nostra mente, diventare considerazione profonda e dire: guarda quanto io ho chiesto a Dio. Io ho detto poco fa che la nostra volontà ci porta in questo cammino. In realtà è la grazia di Dio che ci sostiene. E’ un tempo di grazia, un tempo particolare che noi sappiamo di sostegno. Lasciate che Dio operi dentro di voi. Questo è un tempo favorevole. Vivetelo con intensità con consapevolezza senza formalismi. Il cammino penitenziale che muove da questa consapevolezza del nostro peccato e della grandezza della grazia di Dio, ha delle armi che ci sono state ricordate dal Vangelo: l’elemosina, il digiuno, la preghiera; ma anche queste ci ha avvertito Gesù non sono gesti formali, devono essere richiami forti alla nostra penitenza, gesti che si compiono davanti al Padre che è nei cieli, non di fronte agli uomini. Egli ci ricompenserà perchè saranno il segno della nostra risposta davanti alla Grazia di Dio. L’elemosina richiama la carità, il perdono, non solo il piccolo denaro da dare, ma piuttosto l’attenzione al povero l’accoglienza dell’ultimo. Il digiuno ci dice che possiamo vincere la nostra ricchezza, quella con cui ci sentiamo soddisfatti. Ricordandoci che privandoci di qualche cosa, ci mettiamo in condizione di aprire meglio il cuore a Dio. Preghiera come incontro con Dio più profondo più vero, essere con lui, accanto a lui.
Sia questo un tempo che non si esaurisce in questa sera, ma sia un tempo vero tutto preso dall’austerità della Quaresima e nello stesso tempo di vivere la gioia con Dio. Lasciatevi riconciliare con Dio.

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