Il rito e la conclusione del processo diocesano per Don Nando

DIOCESI – La causa di canonizzazione del Servo di Dio Ferdinando Negri (don Nando) è stata aperta nel 2013 dal vescovo, Alberto Tanasini, che ha portato avanti questo processo avvalendosi di collaboratori. E’ stato istituito un tribunale diocesano di cui il vescovo è responsabile in prima persona, pur avvalendosi di un delegato episcopale (Can. Mario Ostigoni) che ha svolto la funzione di giudice, assistito dai notai (Don Andrea Borinato e sig. Osvaldo Calabrese), da una commissione di periti storici (Francesco Baratta, Gianluigi Pezzi e Padre Mauro Di Gioia) e dai censori teologi (Mons. Mario Rollando e Mons. Corrado Sanguineti). I periti hanno avuto la funzione di raccogliere tutto il materiale che ha riguardato la vita di don Nando che, dal momento dell’avvio del processo di canonizzazione, viene definito Servo di Dio. Sono stati raccolti oltre 424 documenti, di cui oltre 60 manoscritti di don Nando, materiale audio visivo sul sacerdote, e le testimonianze di una quarantina di persone che, nel corso della loro vita, hanno conosciuto il servo di Dio. Altra figura molto importante nel processo è il postulatore della causa (inizialmente Mons. Gero Marino, al quale è subentrato, dopo la consacrazione a vescovo di Savona Noli, il vice postulatore Raffaele Girlando), persona che ha richiesto che venga portato avanti questo procedimento per accertare le virtù umane e spirituali del sacerdote.Il postulatore ha convocato i testimoni, ascoltati dal giudice, alla presenza di testimoni.
Il postulatore della causa (inizialmente Mons. Gero Marino, al quale è subentrato, dopo la consacrazione a vescovo di Savona Noli, il vice postulatore Raffaele Girlando) ha convocato i testimoni affinché potessero essere ascoltati dal giudice in presenza dei notai e del promotore di giustizia (Don Giuseppe Pino Privitera) che ha il compito di intervenire e chiedere chiarimenti sulle testimonianze.
Tutto il materiale raccolto è sottoposto a segreto d’ufficio.

CHIUSURA DELLA FASE DIOCESANA DEL PROCESSO DI CANONIZZAZIONE

L’ultima sessione della fase diocesana della causa di canonizzazione di Don Nando Negri avverrà il giorno di tutti i santi. Giovedì 1° novembre 2018 alle 17.30 nella Cattedrale di N. S. dell’Orto a Chiavari il vescovo dichiarerà, con un decreto, che l’inchiesta è definitivamente conclusa. La chiusura (sessio ultima seu postrema) è pubblica. Durante il rito, tutti coloro che hanno partecipato alle fasi del processo (giudice, notai, postulatore, promotore di giustizia, ecc.) giureranno di aver adempiuto fedelmente al compito loro affidato e di mantenere il segreto d’ufficio. Tutta la documentazione sarà chiusa e sigillata. Una copia sarà custodita in una sezione specifica dell’archivio diocesano, mentre l’altra copia sarà portata a Roma da un delegato del vescovo, il quale dovrà giurare di adempiere fedelmente a questo incarico.

SECONDA FASE DEL PROCESSO DI CANONIZZAZIONE

Tutta la documentazione sarà consegnata alla Congregazione per le Cause dei Santi che avrà il primo compito di verificarla. Accertata l’idoneità dei documenti prodotti, ne inizierà lo studio che potrebbe concludersi con la dichiarazione dell’eroicità delle virtù del Servo di Dio. Da quel momento la Don Nando potrà essere dichiarato venerabile. Arrivati a questo punto, l’ultimo elemento affiché il Papa possa decidere di proclamare la beatificazione di don Nando, è che sia accertato e provato un miracolo, ottenuto da Dio per intercessione del sacerdote. Con la beatificazione si dichiara la Santità della persona che viene proposta come modello di santità e se ne avvia il culto a livello locale. In caso di canonizzazione il culto viene esteso a tutta la Chiesa Universale.

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