Precetto Pasquale in carcere e in cantiere

Messa vescovo in CarcereDIOCESI – Nel racconto degli ultimi giorni della vita terrena di Gesù, c’è un riferimento particolare anche ai sentimenti di coloro che vi hanno prendono parte. Mons. Alberto Tanasini lo ha messo in evidenza nelle celebrazioni di questo Mercoledì santo, nel Cantiere navale Fincanteri di Riva Trigoso e nel carcere di Chiavari. Uno di questi, è l’atteggiamento di Gesù che, pur nella consapevolezza di ciò che gli accadarà, condivide la cena con gli apostoli, momento familiare per ogni ebreo, gesto di lode e di rigraziamento per ciò che Dio ha fatto per il suo popolo. nel gesto di Cristo c’è la consapevolezza del fatto che la solidarietà umana e la condivisione sorreggono nella prova, anche la più odiosa, quella del tradimento. E sulle figure di Gesù e di Giuda il Vescovo è tornato anche nell’omelia della Messa nel carcere di Chiavari. Nel loro rapporto c’è giù l’annuncio della misericordia. L’amicizia che nessuno può rompere è il rapporto che Gesù ha con ciascuno di noi, ha detto Mons. Tanasini; e quante volte, ha aggiunto, tutti noi usiamo del Signore, come Giuda, per noi stessi, per un piano diverso dal Suo disegno di salvezza. Ma nessuno, ha spiegato, può rompere questo rapporto di amicizia col Signore. Ed è qui la possibilità di resurrezione, anche per persone che scontano il carcere.

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