Via Crucis: La Chiesa che soffre, ha bisogno dell’unguento delle donne

DIOCESI – Il silenzio della notte è interrotto da letture, brevi preghiere e qualche canto, intonato nelle varie tappe del percorso. Il corteo si snoda dietro al legno della croce che si erge verso il cielo rischiarato dalla luna. Sono molti i fedeli che percorrono la Via della Croce a Chiavari, partendo dalla Chiesa delle saline, per poi fare sosta in piazza torriglia, dai frati cappuccini di Viale Tappani, Viale Arata e infine la cattedrale di N. S. dell’Orto. Qui lo accoglie il vescovo Alberto Tanasini che, a conclusione della giornata del venerdì santo, si sofferma in particolare su una presenza costante in diverse circostanze della vita terrena di Gesù: quella delle donne. Nel momento del sacrificio, sulla Croce, sono in molti ad allontanarsi: discepoli, amici, qualcuno ha tradito, altri hanno rinnegato, ma le donne restano lì, sotto la croce, a testimoniare la compassione, il coraggio della verità, l’accoglienza. “Le donne sono capaci di gratuità – spiega il vescovo – non hanno paura e insegnano a tutti noi a non cercare l’autorità che ha potere, ma chiedono che ci sia l’autorità che è servizio”. Maria diventa quindi il modello, non solo per le donne, ma per tutto il popolo di Dio. Sotto la croce si scopre la ricchezza per la chiesa della presenza femminile, la parità fraterna. Da qui l’invito di Mons. Tanasini a non sentirsi secondarie, posizione che nel tempo ha allontanato troppe donne dalla Chiesa. Questa Chiesa che sta soffrendo – ha concluso – ha bisogno dell’unguento delle donne.

“E’ un appello che vi faccio da sotto la Croce del Signore. Non permettiamo che le nostre donne, le nostre giovani donne si sentano estranee alla Chiesa. Molto della trasmissione della fede dipende da loro, quando sanno raccogliere i valori più profondi, che plasmano ogni essere umano”.

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