Pasqua: il Risorto ci invita ad elevare il pensiero, oltre agli interessi terreni

CHIAVARI – “Elevate i vostri pensieri, sappiate guardare la vostra vita nella luce di Dio” l’invito di Mons. Alberto Tanasini pronunciato nell’omelia della domenica di Pasqua. Il vescovo, durante la celebrazione nella Cattedrale di N. S. dell’Orto a Chiavari, cita l’apostolo Paolo “Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù” e invita i fedeli a non fermarsi agli interessi terreni, sono chiudersi alle proprie presunzioni, non affidarsi solo alle tecnologie. “Pensate al vostro destino eterno” l’esortazione di Mons. Tanasini “scoprirete la pienezza della vostra vita”.

Ampia sintesi dell’omelia del vescovo:

Ancora una volta, con tutta la comunità cristiana con i credenti in Cristo nei secoli, lanciamo il grido “il Signore è veramente risorto!”. In questo modo sappiamo che andiamo al cuore della nostra fede. Non si tratta solo di affermare che un morto è ritornato alla vita. La nostra fede ci fa leggere, alla luce della risurrezione, tutta l’opera di Cristo. Noi dobbiamo pensare che i Vangeli ci raccontano quello che Gesù ha fatto alla luce della risurrezione, di quello che Gesù ha voluto compiere: l’opera di salvezza. Dire che Gesù è risorto vuol dire che davvero l’Agnello di Dio si è caricato e ha tolto il peccato dal mondo. E attraverso la sua obbedienza al Padre, il suo amore per i fratelli ha ricostruito quella realtà rovinata dal peccato, dal male che sfigura l’uomo, che l’annulla. La risurrezione significa nuova creazione, nuova creatura, una condizione nuova dell’essere. Cristo, come ci è stato presentato dalla testimonianza degli apostoli, è un uomo nuovo, il nuovo risorto. Questo perché anche noi diventiamo uomini nuovi, capaci di una vita come quella di Cristo. Affermare la risurrezione vuol dire che lì davvero, in Cristo soltanto, troviamo la novità dell’uomo. L’apostolo Paolo ci ha detto: “Se siete risorti con Cristo cercate le cose di lassù”. Dunque da una parte ci ricorda che possiamo essere risorti con Cristo. Questo ci riguarda tutti, perché battezzati… siamo stati battezzati nella sua morte, per risorgere alla sua vita. Bisogna esserne consapevoli. E poi aggiunge “cercate le cose di lassù”. Elevate i vostri pensieri, sappiate guardare la vostra vita nella luce di Dio. Scoprite questa presenza in voi. Non fermatevi ai vostri interessi terreni, non chiudetevi alle vostre presunzioni, non affidatevi semplicemente alle vostre tecnologie, cercate le cose di lassù, dove Cristo siede alla destra di Dio. Pensate al vostro destino eterno, vivete per questo destino eterno, scoprite la pienezza della vostra vita. Ecco dunque dire che Cristo è risorto credere che Cristo è risorto vuol dire impostare così la nostra vita: una vita da risorti. Per questo quando preghiamo, nelle assemblee liturgiche, ci alziamo in piedi. Vuol dire essere in piedi davanti a Dio, risorti con Cristo. Sia la nostra gioia oggi, una gioia sempre rinnovata, oggi e ogni giorno della nostra esistenza.

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