Solennità dell’Ascensione: per la Chiesa una chiamata e un mandato

CHIAVARI – L’Ascensione del Signore rappresenta per la Chiesa una chiamata ed un mandato: una chiamata, perché indica la vocazione di ogni essere umano, quella ad una esistenza che si compie; ed un mandato, perché indica un compito, quello di annunciare a tutti questa speranza. E’ il contenuto della riflessione che il Vescovo Alberto Tanasini ha pronunciato in Cattedrale nella solennità dell’Ascensione.

La nostra vita è fatta per compiersi, non per esaurirsi: e questa non è una speranza lontana o una prospettiva impossibile.
Lo ha ricordato mons. Alberto Tanasini nella celebrazione presieduta in Cattedrale nella Solennità dell’Ascensione. Il Vescovo ha dedicato l’omelia al significato di questa festa, che mette in condizione di conoscere in pienezza il Mistero della Pasqua e ricorda come la condizione mortale entri nella gloria, grazie al Signore che attira a sé l’umanità.
In questa prospettiva, è semplice iniziare a camminare sulle orme di Cristo, ha aggiunto il Vescovo; per questo, l’Ascensione parla anche della nostra chiamata.
Di qui la riflessione sui ministeri nella Chiesa, che sono servizio, e non occasione di affermazione di sé. Una riflessione scaturita dall’istituzione, celebrata nella solennità dell’Ascensione, di tre nuovi accoliti, studenti del Seminario diocesano: Simone Garibaldi, della parrocchia di San Michele Arcangelo a Vignolo, Tommaso mazza, della parrocchia di San Giovanni Battista a Chiavari, e Giovanni Vaccaro, della parrocchia dei Santi Gervasio e Protasio a Rapallo.

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