Dialogo ebraico-cristiano, meditando sul Cantico dei cantici

LAVAGNA – La bellezza e la profondità del Cantico dei cantici sono stati al centro della seconda Giornata per il Dialogo cristiano ebraico ospitata in Diocesi, con il commento di Martin Ibarra ed Elena Lea Bartolini De Angeli, e la lettura sia in ebraico che in italiano.

Con il canto dello Shemà Israel, forse la preghiera ebraica più conosciuta, ha avuto inizio a Lavagna la seconda Giornata per il dialogo Cristiano Ebraico ospitata in Diocesi. Giunta alla 31esima edizione dalla sua istituzione, l’iniziativa, nata per approfondire e sviluppare il dialogo fra cristiani ed ebrei, è stata organizzata per la prima volta lo scorso anno anche nella Diocesi di Chiavari. Viene proposta il 17 gennaio, significativamente alla vigilia della Settimana Ecumenica, a sottolineare come l’Ebraismo rappresenti una radice per ogni confessione cristiana.
Quest’anno al centro della serata c’è stato Il Cantico dei cantici, commentato da Martin Ibarra, partiore delle Chiese evengeliche di Chiavari e Rapallo, ed Elena Lea Bartolini De Angeli, di origine ebraica da parte materna, docente di Giudaismo ed Ermeneutica Ebraica all’lstituto Superiore di Scienze Religiose di Milano e all’Università Cattolica ove dirige la sezione ebraica del nuovo Master su Fonti e Istituzioni dei tre Monoteismi.
La presentazione è stata seguita dalla lettura di alcuni brani del Cantico dei Cantici, che ha permesso di gustarne la bellezza.
La serata è stata l’occasione per presentare alcuni aspetti del viaggio interreligioso a Gerusalemme che l’ufficio Ecumenismo e Dialogo della Diocesi sta organizzando a cavallo fra luglio e agosto

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