Il rito delle Palme, nella Cattedrale vuota “ma dilatata” a tutta la Diocesi

DIOCESI – Si è dilatata abbracciando tutte le chiese della Diocesi e tutti i fedeli che hanno partecipato da casa attraverso le frequenze di Telepace alla benedizione delle palme e dei rami d’ulivo. La cattedrale di Chiavari vuota di persone, si è riempita della preghiera di un’assemblea unita attraverso le case e le comunità. E la domenica delle Palme, durante la quale il Vescovo ha impartito la benedizione a distanza, così vissuta per l’emergenza Coronavirus diventi oltre che una difficoltà un dono per tutti noi che desideriamo rinnovare la nostra Pasqua ha detto Mons. Tanasini. Anche noi vogliamo seguire Gesù, accoglierlo ancora nella nostra vita, ma non basta il gesto di esultanza, bisogna che ci rendiamo conto che con suo gesto Gesù ci ha voluto dire che lui è il Messia colui che è atteso dalle genti. ha spiegato Mons. Tanasini. – La folla osannante accoglie non un Messia guerriero, che non entra in Gerusalemme per conquistare la città ma si presenta come un re mite. Il Vescovo ha poi sottolineato uno degli aspetti del racconto della passione secondo Matteo: il silenzio di Gesù. Un silenzio rotto semplicemente da un invito ai suoi a pregare con lui e poi da una preghiera sommessa nel giardino, nell’orto degli ulivi. Una preghiera di fiducia e di affidamento non staccata dal tormento della paura, dall’angoscia. Una preghiera di abbandono che vuole anche essere un esempio per tutti noi in questo tempo di prova.

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