Rito “in passione Domini”: riempiamo con amore i momenti difficili

DIOCESI – Il rito del venerdì Santo, In Passione Domini, presenta la Croce con segno santo di redenzione. Il legno viene alzato per tre volte dal diacono, e nel silenzio, si contempla e si venera. Il rito è preceduto dalla lettura della Passione di Gesù, declamato nella Cattedrale vuota, ma risuonato nelle case di molti attraverso la televisione. Ogni volta che ci troviamo a meditare la passione di Gesù – ha introdotto il vescovo – viene sempre la domanda: ma perché la passione? Perché tanta sofferenza? Era proprio necessaria?
La storia ci dice che si era creato un abisso tra l’uomo e Dio. Una rottura che si compiva perché l’uomo aveva detto: voglio essere come Dio! Di fronte all’arroganza e alla presunzione dell’uomo Gesù risponde col silenzio accettando tutti i gesti di umiliazione.

Gesù è colui che obbedisce sino in fondo, fa suo il disegno di salvezza del Padre. Gesù è colui che si fida. Proprio nella difficoltà si fida e si affida.
E’ questo il modo con cui Gesù ha riempito l’abisso, rovesciando la logica dell’uomo. “Tutto quello che ha compiuto è stato un gesto che ha detto di sì all’amore del Padre” ha spiegato Mons. Tanasini che ha poi esortato a sentirci ognuno invitati a far nostra sino in fondo quella strada. Anche noi siamo chiamati a rovesciare quello che ci sembra una maledizione, un ingiusto periodo di passione e riempirlo d’amore.
Anche noi in questo tempo, in questa circostanza, in questi momenti difficili, riempiamo tutto d’amore, di fiducia, di umiltà.

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