Veglia di Natale: “Siamo fragili, abbiamo bisogno di un Salvatore”

DIOCESI – Il mistero del natale, la Chiesa tradizionalmente lo vive in tre momenti: messa della notte, messa dell’aurora, messa del giorno. Nella Messa della notte e dell’aurora, ha rilevato il vescovo Alberto Tanasini durante la celebrazione in Cattedrale a Chiavari, il Vangelo narra come è avvenuta la nascita di Gesù, quello che è successo a Maria, Giuseppe e i pastori. Due gli aggettivi richiamati da Mons. Tanasini nella messa della notte: dolcezza e tenerezza. La dolcezza dell’annuncio della nascita del Salvatore, che si manifesta in un bambino avvolto in fasce, deposto in una mangiatoia. E la tenerezza di un Dio che si fa uomo per salvarci e per fare in modo che la nostra vita si realizzi pienamente. Un avvenimento tanto più importante nel tempo presente.

TESTO INTEGRALE DELL’OMELIA

Anche quest’anno siamo qui per gustare la dolcezza del natale, Sì anche quest’anno, al di là di tutti i rammarichi, rimane la sostanza del natale e nessuno ce la può togliere. La sostanza è la nascita di Gesù. Perché dolcezza dunque, prima di tutto perché abbiamo ricevuto ancora una volta l’annuncio: è nato per voi il Salvatore. il tempo presente con i suoi avvenimenti con le sue difficoltà ci ha ricordato che abbiamo bisogno di un Salvatore. Forse ha ricevuto un colpo decisivo il fatto che noi ormai pensavamo di essere salvatori di noi stessi, di non aver bisogno di nessun altro e poi ci siamo accorti che non è vero. Siamo fragili. Abbiamo bisogno di un salvatore. Non tanto di chi interviene a risolvere i problemi immediatamente, ma piuttosto di chi prende in mano la nostra vita e la guida. E’ nato per noi un salvatore. E la Salvezza viene da un dono d’amore. Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo figlio unigenito. Ancora una volta ricorre questo annuncio, Dio ci ama. Se non ci amasse non ci avrebbe dato il Suo figlio, non ci avrebbe rimesso in condizione di essere ricreati. ma questo è avvenuto e noi lo celebriamo. Ce lo ricordiamo. Lo rimettiamo al cuore della nostra vita. E’ nato per noi un salvatore. Questo è il primo motivo di letizia, di dolcezza e poi interviene anche quel segno particolare: incontrerete un bambino avvolto in fasce. Questo è il segno, dicono gli angeli ai pastori. Perché vedere un bambino è segno di Salvezza? Proprio perché quel bambino è il Salvatore. Questo Salvatore è come noi, è uno di noi. E’ nato come nasciamo noi. Ha accettato di essere piccolo, di crescere. Papa Francesco ci ha parlato della tenerezza. Anche questo ci dà dolcezza. Non manca la tenerezza nella nostra vita di fede. Noi godiamo di questa dolcezza, di questa tenerezza, e scopriamo che Dio non è il giudice inflessibile. Dio non è colui che punta il dito contro di Noi, ma colui che ci ama e ci vuole salvi. Vuole che la nostra vita si realizzi pienamente. E’ l’amore e questo amore ci avvolge. La schiera degli angeli che cantano Gloria a Dio ci avvolgano ancora questa notte con la loro luce. Con il Canto con l’annuncio, “è nato per noi il Salvatore, troverete un bambino avvolto in fasce e deposto in una mangiatoia”.

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