Messa di Natale: “il Natale del Signore porta luce nelle tenebre dell’umanità”

DIOCESI – Nella messa del giorno, il Vangelo di Giovanni ci fa entrare dentro il mistero, per farci capire che ciò che è entrato nella storia appartiene all’eternità. “Il Natale del Signore porta la luce a rischiarare le tenebre dell’uomo” ha sottolineato il vescovo. La Luce significa vedere la strada da percorrere, la vita per il suo verso giusto. Da qui l’atteggiamento del Cristiano, chiamato a conformarsi a Cristo.

“La nostra non può essere semplicemente un’osservanza non solo un ascolto del maestro, ma è di più. Appartenere allo stesso corpo, essere una nuova cosa con lui. Essere il Cristo”.

TESTO INTEGRALE DELL’OMELIA DEL VESCOVO

Il mistero del natale, la Chiesa tradizionalmente lo vive in tre momenti: messa della notte, messa dell’aurora, messa del giorno. Nella messa della notte e nella messa dell’aurora il vangelo ci ha raccontato come è avvenuta la nascita di Gesù, quello che è successo a Maria, Giuseppe e i pastori. Nella messa del giorno veniamo invitati ad entrare dentro il mistero. Visto considerato la semplicità di quanto ci è stato raccontato, la povertà di quanto ci è stato presentato, sembra che la Chiesa ci dica: ma renditi conto di quello che è successo, cerca di entrare dentro in profondità. E allora ecco il Vangelo di Giovanni: che scruta la profondità del mistero dalla grotta di Betlemme ci invita ad alzare gli occhi sino nell’eterno, al di sopra, al di là del tempo e dello spazio. Per farci capire che è ciò che appartiene all’eternità che è entrato nella storia. Dovremmo stupirci di fronte a questo mistero. Sant’Agostino era affascinato da questa pagina: quante volte ci ritorna a dare ragione della fede. A dare ragione del nostro adorare il bambino. Perché è l’umanità del Verbo di Dio. La Parola con cui Dio dice sé stesso. A sé stesso e fuori di sè. In lui tutto è stato creato. Non si tratta solo di un uomo tra gli altri, ma dell’uomo preso dal Verbo di Dio, dalla Parola creatrice e si è fatto piccolo per noi. Dovrebbe bastare questo pensiero per farci inginocchiare e cercare di scoprire per tutta la nostra vita quello che ci è stato donato. Vorrei fermarmi su un versetto: in Lui era la vita e la vita era la luce degli uomini. La realtà della luce è la realtà del Natale. Il Natale del Signore vuole proporre appunto la Luce, che vince le tenebre dell’uomo. La Luce significa finalmente rendersi conto dell’eredità della realtà , la Luce significa vedere la strada da percorrere, vedere le cose per il loro verso, la vita per il suo verso giusto. La vita perchè il Verbo è la fonte della vita, ed è venuta la vita, questa luce dunque è la vita nostra. Era la luce che illumina ogni uomo che viene nel mondo. A questo punto dovremmo renderci conto che il credere in Cristo Gesù, non è semplicemente accogliere quello che dice scoprire quello che fa, ma renderci conto che questo bambino è colui al quale la nostra vita è chiamata a conformarsi. Quello che dice quello che opera è tutto in funzione di questo nostra conformazione a Cristo. Il Cristiano è chiamato ad essere un altro Cristo. E’ chiamato a farsi prendere dall’umanità di Cristo. Il Verbo si è fatto uomo e noi siamo chiamati a rispecchiarci in Lui. Ad essere in Lui. San Paolo insiste tantissimo su questo essere in Cristo. Essere dentro la realtà di Cristo, essere plasmati al modo di Cristo, essere realizzati al modo di Cristo. La nostra non può essere semplicemente un’osservanza non solo un ascolto del maestro, ma è di più. Appartenere allo stesso corpo, essere una nuova cosa con lui. Essere il Cristo. Guardando il mistero del Natale scopriamo come essere uomini, come essere donne, scopriamo perchè siamo stati chiamati ad essere figli di Dio. In Lui, il figlio unico, questo è il mistero del Natale, Che il Signore ci aiuti ad entrare in questo mistero, non solo con la nostra riflessione ma col desiderio della nostra vita.

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