Il rito delle ceneri presieduto in Cattedrale dal vescovo Tanasini

DIOCESI – “Ricordati uomo che polvere sei e in polvere ritornerai”. L’antica esortazione ci porta al cuore del rito dell’imposizione delle ceneri. Non parole di umiliazione, ha ricordato il vescovo Alberto Tanasini nella celebrazione presieduta in Cattedrale a Chiavari. Bensì un’invito all’umiltà, alla consapevolezza di sé, contro quell’orgoglio che sta alla base di ogni distacco da Dio.

“Credo che il tempo che viviamo di circostanze che viviamo ci aiutino a renderci conto di questa fragilità che è insita nella nostra condizione umana. Però oggi siamo invitati a ricordare che la nostra più grande fragilità è il peccato”.

La Quaresima, dunque, ci invita a renderci conto di questa condizione umana di grande fragilità, in positivo. Il tempo della penitenza non va vissuto con tristezza, ma con la consapevolezza della misericordia di Dio.

“Ecco la nostra fragilità ha bisogno della misericordia di Dio di quella misericordia così abbondante che noi conosciamo nel dono di Cristo, nel suo darsi per noi, nel suo morire perché possiamo risorgere. A questo mistero ci porta il cammino quaresimale”

Tre gli atteggiamenti suggeriti per vivere il cammino di conversione: il digiuno, la penitenza, l’elemosina. Il digiuno, ha spiegato Mons. Tanasini, ci invita a rinunciare a ciò che appesantisce la nostra vita interiore. La preghiera, in questo tempo in cui siamo tutti più confusi, ci porta a far scelte di vita che siano coerenti con la nostra fede. L’elemosina, da intendersi come attenzione a chi ha più bisogno, come un pensiero nuovo. Le tre vie della conversione, ha concluso il vescovo, non vanno vissute singolarmente, ma insieme per vivere in modo sereno e consapevole il tempo di preparazione alla Pasqua.

“Sia un momento bello la Quaresima, sereno la quaresima, perché anche la consapevolezza delle nostre colpe, nella consapevolezza della misericordia di Dio ci dà serenità e forza di camminare avanti, il cammino della Quaresima”.

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