Veglia pasquale: Cristo è la luce che rischiara anche nei momenti di difficoltà

DIOCESI – Il vescovo Alberto Tanasini ha presieduto il riti Pasquali nella Cattedrale di N. S. dell’Orto a Chiavari. “Ci sono momenti in cui temiamo che la natura ci sia nemica” ha rilevato il vescovo durante la veglia della notte, ricordando poi che la storia degli uomini è nella creazione voluta da Dio. Ecco allora la chiave di lettura degli eventi, anche nei momenti di difficoltà, in cui si è messi alla prova: trovare la luce. “Dio ha compiuto il bene e lo mantiene” ha detto Mons. Tanasini “La vera liberazione la compie il Signore non è un fatto puramente sociale, ma è un evento che tocca le dignità dell’uomo la sua missione”.

Ampia sintesi dell’omelia del vescovo:

Secondo l’invito che ci è stato fatto dalla liturgia all’inizio di questa celebrazione noi siamo raccolti in preghiera per celebrare l’evento della risurrezione di Gesù. Celebrarlo nella notte perché nella notte il Signore è risorto, ma anche perché la notte è tempo d’attesa e noi siamo in una felice attesa. L’attesa di riscoprire nel profondo dell’anima, questo evento. Abbiamo compiuto dei gesti, che volevano essere significativi. Abbiamo ascoltato la lettura della parola di Dio. Una cosa è fondamentale in quello che stiamo facendo, noi ci rendiamo conto che Dio è intervenuto nella storia degli uomini, il cero pasquale è luce che squarcia le tenebre. Nello stesso tempo abbiamo considerato come Dio abbia agito nella storia di Israele e questo è stato preparazione al grande evento che oggi celebriamo. C’è stato ricordato e credo che sia attuale ricordarlo stasera che con la creazione Dio ha cercato il bene. Ci sono dei momenti in cui temiamo che la natura ci sia nemica e ci sia un male che la erode e la ritorce contro di noi. Ci è stato ricordato che Dio ha compiuto il bene e lo mantiene, il bene per noi. Ci dà questo respiro di bellezza: pensare che quello che Dio ha fatto è cosa molto buona. Ci sfida nei momenti di difficoltà a trovare una luce che ci aiuti a comprendere, certo, ma rimane una cosa molto buona, la storia degli uomini nella creazione voluta da Dio. Ci ha detto che Dio è liberatore, libera il suo popolo dalla schiavitù. La vera liberazione la compie il Signore non è un fatto puramente sociale, ma è un evento che tocca le dignità dell’uomo la sua missione. Abbiamo ascoltato i profeti, ci hanno fatto capire che è nel profondo dell’uomo che si svolge la realtà della storia dell’incontro con Dio. Dell’uomo che ha bisogno di misericordia, dell’uomo che si ribella ma che trova pur sempre in Dio colui che lo accoglie, lo sostiene. Gesù porta a compimento tutto questo, con una vita nuova la vita del risorto. Siamo stati chiamati a vivere con Cristo. Notte battesimale al suo cuore c’è il battesimo. Viene in evidenza la nostra condizione di battezzati, essere battezzati vuol dire morire con Cristo e risorgere con lui. Noi muoriamo tutte le volte che sperimentiamo un passaggio di vita attraverso la sofferenza la difficoltà l’incomprensione un senso di fallimento,. Ma se siamo morti con Cristo vivremo anche con lui. Noi rinnoviamo le promesse battesimale perché vogliamo dire che noi siamo risorti con Cristo, che il modo di vivere che Gesù Ci ha proposto è il modo di vivere dei risorti.

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