Pasqua, vescovo: nella nostra povertà portiamo il tesoro della vita Dio in noi

DIOCESI – La sfida è, nei momenti di difficoltà, trovare una luce che aiuti a comprendere. Gesù porta a compimento tutto questo, con una vita nuova la vita del risorto, e noi siamo stati chiamati a vivere con Cristo. Un passaggio rimarcato anche nella Messa della domenica di Pasqua dal vescovo Tanasini. “Gesù – ha esordito il vescovo – non è solo uscito dal sepolcro, ma è uscito con una vita nuova. Non più la condizione di prima, ma la condizione impensata”. Allora ecco l’esortazione che ha risuonato nella celebrazione pasquale: “se siete risorti con Cristo cercate le cose di lassù”, abbiate consapevolezza di quello che siete.

Un’ampia sintesi dell’omelia del vescovo:

Al cuore della nostra fede l’apostolo Paolo dice “se cristo non è risorto, vana è la nostra fede”. Tutto poggia lì. Non si tratta solo di un evento straordinario, ma è molto di più. Se si fermasse la nostra credenza solo sul fatto che uno è risorto dai morti, è uscito dal sepolcro, non daremmo conto della nostra fede. Gesù non è solo uscito dal sepolcro, ma è uscito con una vita nuova. Non più la condizione di prima, ma la condizione impensata. E’ la vita scaturita dal dono di sé, dall’abbandono totale al Padre. E’ la vita che manifesta un amore infinito. Ed è fonte di vita. Questo è l’aspetto che vorrei mettere in evidenza: Cristo risorto è fonte di vita, per tutti gli uomini che lo accettano nella fede, che credono in Lui. Ci dona una condizione nuova. Non basta pensare uno stile di vita nuovo. Questa è la conseguenza, ma è una condizione nuova, la condizione dei figli di Dio. E’ il principio della vita dello spirito, dice l’apostolo Paolo. Di fatto Gesù dona lo spirito appena risorto. E noi diventiamo uomini e donne spirituali, che non vuol dire soltanto che credono nell’anima, in un essere spirituale. Vita nello spirito vuol dire che è una vita mossa dallo spirito Santo che è dono della Pasqua. Allora ecco l’esortazione che abbiamo ascoltato, “se siete risorti con Cristo cercate le cose di lassù”, abbiate consapevolezza di quello che siete. Pensate a quello che siete, custodite quello che siete. Quanto nella nostra esistenza, quanto spazio diamo a pensare e volere questa condizione e noi sappiamo che col dono dello Spirito riceviamo tutta una quantità di doni. Le nostre virtù teologali fede speranza carità sono dono dello Spirito. Le virtù morali sono dono dello spirito, non sono semplicemente un impegno umano, sostenuti dal dono dello Spirito. Il vivere le beatitudini è dono dello spirito. Ecco io credo che andando al cuore della risurrezione noi troviamo questa fonte di acqua viva, e questa fonte ci disseta nel profondo dell’anima. Preoccupiamoci di questa condizione, pensiamola questa nostra condizione, riscopriamola, cerchiamo le cose di lassù. Si tratta proprio di scoprire in noi questa condizione nuova. Si tratta di tenerla presente. Credo che questo sia il frutto della celebrazione della Pasqua più alto. Se siete risorti con Cristo. Ecco noi non siamo qui soltanto per dire “Gesù è veramente risorto”. Siamo qui per dire “Siamo risorti con Cristo”. Nella nostra povertà portiamo il tesoro della vita Dio in Noi. Noi ci sentiamo così terra a terra, noi viviamo un tempo in cui tutto viene abbassato in nome della dignità umana, in realtà la dignità umana è di gran lunga superiore a quella che pensiamo se fondata sulla risurrezione del Signore. Ci può essere qualcosa di più grande? Lo siamo già ma non si vede ancora, è nascosta ma è vera. Custodiamo con gelosia questa nostra condizione. Allora lì troveremo la gioia della Pasqua. Usciamo di qui questa mattina portiamo con noi questa convinzione profonda, questa consapevolezza: una realtà che il mondo non conosce perché non ha conosciuto lui. Stiamo attenti a non essere in questa condizione del mondo, che non conosce i doni di Dio perché non ha conosciuto lui, noi lo conosciamo lo abbiamo visto, la Chiesa continua ad annunciarlo. E tutto questo supera la nostra fragilità e la nostra povertà. Siamo partecipi della natura divina, perché Cristo è risorto ed è fonte della vita. Perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza, questa è la ragione è morto ed è risorto. Mentre viviamo l’esperienza della morte, mentre tutto sembra crollare, mentre siamo confusi pensiamoci, è risorto perché abbiamo il dono della vita e l’abbiamo in abbondanza.

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