Profondità, semplicità, ironia, amicizia, il ritratto di don Gianni Cogorno

DIOCESI – L’unità profonda fra spiritualità e cultura, semplicità e ironia, amicizia e passione per la realtà: il ricordo di don Gianni Cogorno ha segnato, nel giorno del suo funerale, un ulteriore passo verso la certezza della Resurrezione, in tutti coloro che lo hanno conosciuto. Perché per tutti l’amicizia con il sacerdote, insegnante e parroco di molte comunità, è stata un autentico punto di svolta nell’esistenza, verso un cammino umano più fecondo e maturo.

Dio ha chiamato a sé un grande amico: don Pino de Bernardis ha introdotto così la celebrazione eucaristica in suffragio di don Gianni Cogorno, il sacerdote 83enne scomparso la vigilia di Pasqua. Dall’incontro con don Giussani all’Università Cattolica di Milano, alla passione per la realtà che ha contraddistinto il suo ministero, l’ironia nello sguardo, lo studio, il servizio alle comunità che ha guidato, l’insegnamento, l’amore per la natura, la libertà nelle amicizie e dall’esito delle iniziative. Amico, pastore, insegnante. Sempre se stesso, acuto nel giudizio e profondo nel giudizio, aperto a chiunque, abbracciava tutto dell’umano, ha sottolineato don Pino con commozione. Il fatto che don Gianni lasci in eredità l’amore per il vero non significa intellettualismo, ha sottolineato mons. Alberto Tanasini nell’omelia, perché il vero cristiano è Gesù, la roccia su cui poggia l’esistenza. Il dolore del distacco e la gioia della Pasqua: su questo duplice binario il Vescovo ha proposto la sua riflessione, agganciata al ricordo personale.

 

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