Ordinazioni presbiterali, Mons. Tanasini ai giovani: Dio chiama, non tiratevi indietro

DIOCESI – Nella solennità di Pentecoste il vescovo Alberto Tanasini ha ordinato tre nuovi sacerdoti: don Simone Garibaldi, don Tommaso Mazza e don Giovanni Vaccaro. Nella Cattedrale di N. S. dell’Orto a Chiavari Mons. Tanasini ha imposto le mani ai tre giovani, ringraziando il suo successore Mons. Giampio Devasini, per avergli permesso di accompagnare i tre ordinandi sino al compimento del loro percorso di studi in seminario.

Alcuni stralci dell’omelia:

Con gratitudine ho letto le lettere con le quali mi hanno domandato di essere ammessi a questo sacramento. Certamente, compiendo questo gesto, ricordo tutti gli altri ordinati da me in questi 17 anni: ventidue sacerdoti, è stata una grazia grande per la nostra Chiesa. E soltanto la preghiera intensa di molti dà ragione di questo dono e certamente l’intercessione di Maria. Molti sono stati chiamati in grazia sua… Io chiedo al Signore oggi di continuare a chiamare giovani su questa strada, per il servizio del popolo di Dio, lo seguono per continuare la sua opera e invito i giovani che mi ascoltano a non tirarsi indietro, a non aspettare chissà quale intervento, episodio soprannaturale per poter accorgersi della grazia di Dio che chiama, ma vi invito a scoprire la bellezza della vita donata, il coraggio del dare se stessi, per un cammino che è altro, ma bello, che è intenso, ricco, che dona una paternità unica, solo che noi sappiamo rispondere: perché ordiniamo i sacerdoti il giorno di Pentecoste? Perché invochiamo lo Spirito Santo? Perché vedete, non si tratta semplicemente di un ruolo, di un compito sociale… no, questo evento tocca la loro vita, anzi il loro essere… il presbitero è un sacramento di Cristo, cioè rende presente Cristo, è chiamato ad essere immagine viva di Cristo… per questo non basta dare un mandato, un incarico, ma è prima necessario che ci sia questa identificazione al Signore, e lo Spirito Santo imprime in loro il volto di Cristo, quel volto che devono tenere pulito, per essere autentici, che sono chiamati a far vedere nei loro gesti, sì nei loro gesti, nelle loro relazioni, nei loro sentimenti, il volto del Signore… non è poco voler vedere nel volto dell’uomo, il volto di Cristo, il volto di Cristo che è pastore, capo, servitore degli uomini per la loro salvezza, il volto di Cristo che perdona, che consola, che sostiene, soltanto lo Spirito Santo può dare questo volto, e noi lo invochiamo con intensità…. invochiamo lo Spirito di verità, ci ha detto Gesù nel Vangelo, che ci mette nella condizione di conoscere, non intellettualmente, ma esistenzialmente il mistero di Dio, e dunque il mistero dell’uomo… conoscere la verità che mi fa leggere la realtà delle cose, a partire da Dio, l’ha detto il Signore: egli vi rivelerà ogni cosa. Darà loro il senso della propria esistenza e il senso dell’esistenza dei fratelli, perché li aiutino a camminare sulla strada del Signore. Ecco, questo è quanto chiediamo per loro oggi. E sono sicuro che sono tutti dediti a questa missione, tutti pronti a spendersi nella sequela di Cristo Gesù per i fratelli, il Signore li ha presi da varie situazioni, li ha portati qui oggi e intorno a loro ci sono i presbiteri della nostra Diocesi che li accolgono nel grembo del presbiterio subito come fratelli, subito come amici, perché entrare nella vigna sacerdotale per noi significa entrare in un corpo santo, quello del presbiterio, che col Vescovo ha il compito di curare la Chiesa senza sostituirci ai fedeli ma in loro aiuto… dice Paolo, non padroni della vostra fede ma consorti della vostra gioia. La gioia, è uno dei frutti dello Spirito, quei frutti che certamente segneranno la loro vita, noi lo chiediamo, quei frutti dello Spirito che plasmano, che devono plasmare la nostra umanità. Saluto tutti voi, fratelli e sorelle presenti a questo momento, la vostra presenza significa che il popolo di Dio aspetta i suoi pastori, li ama, è pronto a lavorare con loro per il Regno. Sia lodato Gesù Cristo.

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