Funerale Di Capua, Tanasini: ha dato un’impronta di umanità forte ad un ruolo pubblico

DIOCESI – L’omelia durante il funerale del sindaco di Chiavari Marco Di Capua, è stata pronunciata dal vescovo emerito Mons. Alberto Tanasini che per oltre 4 anni ha avuto modo di collaborare in maniera diretta con il primo cittadino. Di seguito un’ampia sintesi dell’omelia del vescovo Tanasini.

“Tutta la nostra comunità è in lutto e non solo la città di Chiavari. Tutta la nostra terra per la morte improvvisa del sindaco Marco Di Capua. Quando muore una persona giovane, soprattutto se all’improvviso, tutti abbiamo in senso di grande frustrazione. Se la persona è in ruolo pubblico si crea una sorte di dramma. E’ come se un’opera rimanesse sospesa e non sarà più terminata. La parola di Dio ci viene incontro dicendoci: il compimento della vita non dipende dagli anni. Noi guardiamo così il sindaco Marco, soffriamo il vuoto che ci lascia, è divenuto caro a Dio. La Parola di Dio si fa anche dura e questo mi sembra faccia riflettere noi che rimaniamo soprattutto. Noi non ci nascondiamo che chi riveste incarichi pubblici è soggetto a tentazione: rincorrere interesse personale piuttosto che il bene comune, essere uomini di parte, lasciarsi muovere dall’invidia. Tutto questo riempi i nostri notiziari quotidiani. Il sindaco Marco non si è lasciato toccare da queste insidie, ma ha agito con integrità e bontà e ci ha lasciato in eredità il suo stile per il bene delle nostre città. Per questo ascoltando il vangelo ascoltiamo l’invito: non sia turbato il vostro cuore. Addolorato sì, ma turbato no. Perché la vita ha una prospettiva nel Signore, mai vissuta inutilmente. Nella casa di Dio ci sono molti posti, vado a prepararvi un posto. Queste parole ci consolano ci spronano nella nostra fede. Voglio mettere a fuoco la figura del sindaco Marco con alcune immagini.
Un giovane uomo, alla Messa domenicale, con in braccio due frugoletti. Non è consueto vedere un uomo con carica così importante, in questa veste. Il ruolo pubblico non sovrastava il padre di famiglia, il marito. Signora Michela, senta questa comunità stretta attorno a lei, ai suoi piccoli, a tutti i familiari. Nulla e nessuno potrà riempire il vuoto lasciato da Marco, senta che non è sola a vivere questo momento di dolore e di fede,. Marco continuerà a sostenerla.
Il primo incontro personale con lui. Era venuto a darmi le dimissioni da membro del consiglio di amministrazione del Villaggio del Ragazzo, dal momento che si impegnava alla carica di sindaco. Disse che quella esperienza al Villaggio gli era servita. Lo spirito di don Nando al Villaggio lo aveva toccato.
In uno dei momenti più tragici della pandemia, quando il contagio entrava nelle case di riposo, mancavano i dispositivi di sicurezza, si adoperò per trovare una soluzione, sino a contattare l’elemosiniere pontificio. Nacque con lui una collaborazione, in perfetta sintonia, dividemmo le mascherine e le facemmo distribuire, in alcune case della città le portò lui stesso con grande soddisfazione. Lo vedevo ancora in mezzo alla gente capace di ascoltare tutti, con semplicità, per questo viviamo l’affetto addolorato di molti. Ci ha fatto un grande dono ha dato un’impronta di umanità forte ad un ruolo pubblico. Come Chiesa di Chiavari alla quale apparteneva, partecipiamo al lutto cittadino, lo ricordiamo partecipe degli eventi maggiori e della sua vita quotidiana nell’appartenenza alla Chiesa. Il vescovo Giampio è grato per aver conosciuto il sindaco Marco alla sua ordinazione a Casale e all’ingresso a Chiavari. Io ho potuto godere per più anni della relazione con il sindaco Marco, conclusa con il suo saluto commosso in Cattedrale quando ho salutato la Diocesi. Momenti commossi ed intensi. E lui ne è stato protagonista. Vogliamo ricordarlo così. Grazie sindaco Marco”.

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