Messa di Natale in ospedale: “Dio è con noi, sempre”

SESTRI LEVANTE – Nel giorno di Natale il vescovo Devasini ha visitato il reparto covid dell’Ospedale di Sestri L. Il pastore della diocesi ha incontrato ammalati e operatori sanitari che da quasi due anni stanno combattendo contro il virus. Per loro parole di speranza e di vicinanza, e l’esortazione a fare propria la luce del Natale che ci induce a credere che “Dio è con noi” in ogni circostanza della vita.

 

TESTO DELL’OMELIA DEL VESCOVO:

Da quanto è iniziata la pandemia si sono succeduti numerosi decreti per governare l’emergenza sanitaria. Anche Gesù entrando in questo mondo ebbe subito a che fare con un decreto (Cesare Augusto censimento di tutta la terra). Il figlio di Dio viene al mondo a Betlemme a causa di un decreto imperiale.  Giuseppe vuole farsi registrare nel suo paese d’origine che era lo stesso del grande Re Davide. Per questo affrontò un viaggio di oltre 800 km insieme a Maria che stava per dare alla luce il bambino. In questo modo Gesù poté nascere proprio a Betlemme di Giudea realizzando le antiche profezie. Gesù si troverà per tutta la vita in mezzo a norme e decreti, come dobbiamo fare noi giustamente essendo cittadini che osservano le leggi dello stato e cristiani che aderiscono alle indicazioni della Chiesa e lo facciamo in modo particolare in questo tempo di emergenza sanitaria di pandemia, dovendo rispettare la salute nostra e degli altri e facilitare il servizio di coloro che operano per contrastare questo contagio. Ma Gesù non si accontentò di osservare i decreto, egli vi mise dentro un’anima, o un pizzico di sale e un raggio di luce. Dirà infatti un giorno ai discepoli di non accontentarsi della semplice adesione alle leggi ma di essere sale della terra e luce del mondo. Quella notte, infatti, quando nacque nella stalla di Betlemme, il cielo si illuminò sui pastori e risuonò per loro un canto d’amore. Questa luce e questo canto d’amore non erano previsti nel decreto di Cesare Augusto, a cui premeva solo la conta dei sudditi per una migliore organizzazione dell’impero romano. Ma questa luce, questo canto d’amore poterono investire Betlemme il villaggio del re Davide proprio perchè Giuseppe aveva deciso di obbedire al decreto. Le leggi da sole non fanno crescere le relazioni, ma se le osserviamo mettendoci dentro il sale dell’amore e la luce della fede, possono persino aiutarci a ritrovare l’essenziale. Anche questo natale è ferito, non c’è dubbio, per chi ha vissuto e vive esperienze di paure, per chi è reso fragile dalla malattia, non solo dal Covid, per chi ha perduto delle persone care nel corso dell’anno. Per chi sperimenta l’apprensione per i propri anziani, quando sono ospitati in strutture. Per chi in prima linea ha provato il dolore di veder morire i malati. Per chi ha perso persino il lavoro o si è trovato in situazioni familiari difficili. Per tutti è un Natale ferito. Proprio in questi giorni dell’anno affiorano i nostri sentimenti più profondi e con essi emerge anche più forte, più acuta la mancanza delle persone che avremmo voluto con noi, in casa, a festeggiare. Ma se il nostro cuore diventa una piccola Betlemme quel bambino che nasce in una situazione povera e compromessa come la nostra ci porta ancora oggi un raggio di luce e di amore. Il nucleo del Natale è proprio questo. Il Signore ci visita per farci sapere che ci è accanto, che ci ama, che ciò che davvero conta non è il rivestimento esterno del Natale, ma il suo significato intimo “Dio è con noi”. E’ con noi nella notte della fatica e del dolore. E’ con noi in mezzo ai decreti trasformandoli in opportunità per attingere all’essenziale, è con noi nella grotta della paura alleviando la solitudine, è con noi nella mangiatoia della fragilità facendovi spuntare la vita. Proprio questo è il suo nome Emanuele, Dio con noi.

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