Giornata per la vita a Montallegro

DIOCESI – Al Santuario di Montallegro, a Rapallo, è stata celebrata la 44° giornata per la vita. La Messa è stata presieduta dal vescovo Giampio Devasini che, al termine, ha incontrato e salutato diverse mamme, donando loro una primula, simbolo della vita che rinasce. Di seguito alcuni stralci dell’omelia del vescovo.

Nel brano di vangelo ascoltato vengono toccati molti temi. La Parola, la fede, la Chiesa, la vocazione. Intanto la Parola: avete sentito che molte folle seguivano Gesù. Perché? Perché evidentemente percepivano la sua Parola, non imposta ma offerta e resa credibile, affidabile da una vita messa a servizio, donata, percepivano la sua Parola come la sola capace di dare finalmente compiuta risposta a quella attesa di pienezza di vita che abitava i loro cuori.

La fede: prendi il largo e gettate le reti. Pietro avrebbe potuto dire no. “Che cosa ne sai tu, tu sei un uomo di terra, io sono un uomo di mare”. Invece Pietro si fida di Gesù prendi il largo. Le reti vengono gettate e la pesca è straordinaria. Questa è la fede. Fidarsi di Gesù, affidarsi a Gesù, rimettere la nostra vita nelle sue mani, perché sia lui ad esserne l’unico vero signore, la fede è la certezza che se la missione che compiamo da lui arriva, quella missione, secondo i tempi che lui solo conosce, immancabilmente porterà frutto. Se la missione che stiamo vivendo viene da noi, potremmo avere tutte le competenze di questo mondo, quella missione sarà infruttuosa. 

La Chiesa: la Chiesa è la comunità che nasce dalla Parola. E annuncia la Parola. Prima la chiesa audiens e poi la chiesa docens. La Chiesa non è un gruppo di lavoro, la Chiesa è fraternità.

La Vocazione: vocazione che è incontro e crisi. Innanzitutto è incontro con Gesù. Incontro grazie al quale io inizio a conoscere Gesù e alla sua luce inizio a conoscere me stesso. La vocazione è sempre incontro e crisi, nel senso di messa in discussione delle immagini ideali che ho di me stesso. L’incontro col Signore mi mette davanti a ciò che sono. E inizia la sequela. Una sequela che può accadere di re-iniziare, perché può accadere che la vocazione entri in crisi. E se pensiamo alla figura di Pietro possiamo notare come i momenti in cui si articola la prima sequela, sono gli stessi momenti in cui si articola il re inizio della sequela, dopo la crisi della vocazione. I tre momenti sono: l’obbedienza alla Parola, il riconoscimento della distanza, e la confessione del peccato. Così inizia la sequela di Pietro, e la sua vocazione andrà in crisi con il tradimento: E il re inizio della sequela conoscerà le stesse tappe. Il ricordo della Parola, e poi la manifestazione della distanza e del peccato. Ecco cari fratelli e sorelle chiediamo allo spirito santo che ci aiuti ad essere persone che ascoltano e mettono in pratica la Parola che salva. Ti farò pescatore di uomini. Quando si pesca il pesce lo si tira fuori dal suo habitat naturale, e il pesce muore. pescare uomini è l’operazione opposta, è tirarli fuori dal pantano di morte, di non senso di disperazione, di inconsistenza in cui si trovano, perché la loro vita possa fiorire. Chiediamo allo spirito Santo di essere persone che ascoltano la Parola del Signore. Che custodiscono la fede trasmettendola. Chiediamo allo Spirito Santo di custodire la nostra vocazione, quale che essa sia non avendo paura delle crisi che possono capitare, ma vivendo le crisi come occasioni di crescita.

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