Documento di sintesi dell’esperienza sinodale in Diocesi

DIOCESI – L’equipe sinodale diocesana (Fabio Rinosi, Marta Traversaro, Martina Ghione, Nicoletta de Nevi, don Stefano Mazzini), composta da persone con cammini di fede e formazione personale diversi, si è incontrata più volte e sempre in un clima amichevole, cordiale, schietto, costruttivo. Ai predetti incontri ha costantemente partecipato il Vescovo. L’equipe, certa dell’intelligenza creativa dei soggetti chiamati ad ascoltare, ha offerto a questi ultimi solo alcune essenziali linee guida. Da parte sua, l’equipe ha scelto di ascoltare prevalentemente quelle persone che non sono abituali interlocutori delle nostre comunità che hanno mostrato sorpresa e apprezzamento per essere state cercate.
Oltre all’equipe sinodale diocesana (che ha operato sia collegialmente sia come singoli membri), hanno vissuto l’esperienza dell’ascoltare: alcuni uffici di curia; gli organi consultivi diocesani; alcuni vicariati ed ambiti; singole parrocchie; seminaristi; gruppi, associazioni e movimenti ecclesiali. Questi soggetti hanno praticato l’ascolto anche al loro interno. Sono stati ascoltati: giovani; poveri; immigrati; ammalati; carcerati; persone con disabilità; divorziati risposati/conviventi; persone LGBT; persone che hanno abbandonato la pratica religiosa; presbiteri dimessi dallo stato clericale; religiose e religiosi; cristiani di altre confessioni; singoli/e che hanno fatto pervenire contributi scritti.
Nell’ascolto, avvertito come positivo e reciprocamente arricchente, sono anche stati evidenziati due rischi:
a) che si tratti di un ascolto “una tantum” e non di uno stile ecclesiale da portare avanti con paziente fedeltà;
b) che all’ascolto – ovviamente fatto oggetto di un’approfondita lettura guidata dallo Spirito – non segua l’assunzione di linee dottrinali e pastorali che tengano conto dei risultati dell’ascolto stesso.
Alcune persone, e tra queste qualche presbitero, hanno espresso, variamente motivandoli (eventi ecclesiali nazionali ed esperienze sinodali diocesane che si sono rivelati/e poco fruttuosi/e; convincimento che lo stile sinodale è già da tempo ampiamente praticato; timori di pressioni dal basso che portino ad inaccettabili cambiamenti a livello dottrinale e pastorale), sentimenti di sfiducia nel processo sinodale.

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