Messaggio del vescovo per la Quaresima

ceneri cattedrale 2DIOCESI – “La quaresima è un tempo che ogni anno ci viene offerto, per un profondo rinnovamento della nostra vita. E’ un tempo di conversione. Per vivere questo tempo è necessario renderci conto di quanto esso sia importante, di quanto sia importante un rinnovamento di vita. In caso contrario non ci accorgeremo neppure della serietà di questo tempo, lo limiteremo ad un momento fatto di gesti esteriori, se li compiremo. Oppure, addirittura, non ci interesserà proprio, lo si lascerà vivere a qualcuno ritenuto particolarmente devoto. Il modo di pensare odierno, secolarizzato, cioè molto ridotto all’esperienza terrena, spesso sembra volerci far dimenticare di questi momenti dello spirito. Quando ne cogliamo l’importanza? il metterci sotto il suo sguardo è la misura delle nostre azioni e decisioni. Quando è la ricompensa che viene da lui che ci interessa, piuttosto che un apprezzamento esteriore, un’apparire davanti agli uomini. Il nostro rinnovamento comincia con il nostro rivolgerci all’amore del Padre, ritrovare il rapporto con lui. Le opere di penitenza, digiuno, preghiera, elemosina, siamo chiamati a viverle come strade per esprimere questo nostro sguardo al Padre. Il digiuno come segno della rinuncia a pensare solo a noi stessi, per essere disponibili a Dio e agli altri. La preghiera, come necessario incontro con il padre, per accorgerci di lui presente nella nostra vita, del parlare con lui in un rapporto vivo. L’elemosina quale espressione concreta di amore che si fa carico della povertà dei fratelli, delle loro miserie, come dice Papa Francesco nel messaggio per questa Quaresima. Dunque guardare al Padre vuol dire vivere la gioia di essere figli di Dio. Non solo per vincere l’apparenza esteriore, ma per esprimere questa gioia. Gesù ci dice che questo non è un tempo di tristezza, il tempo del digiuno, il tempo della penitenza, ma un tempo di gioia perchè tempo di rinnovamento, d’incontro nuovo con chi ci ama, il Padre che sta nei cieli. Il Padre che guarda nel segreto della nostra vita. Guardare al Padre vuol dire vivere la gioia di essere figli di Dio per il Battesimo ricevuto. La  Quaresima invito a ravvivare la grazia del Battesimo. Voler vivere la vita nuova, la vita dei risorti con Cristo. I catecumeni che qui oggi s’iscriveranno nel libro dei catecumeni in modo che di fronte alla comunità essi portino a compimento il cammino verso il battesimo, sono testimoni del valore del rinascere col Battesimo. Diventano concreto ricordo a noi tutti dell’impegno a ravvivare la grazie del Battesimo e noi li accogliamo con grande fraternità con grande gioia. Nell’attesa di vivere con loro la gioia della nascita quali figli di Dio. Il Papa ci invita a conoscere la grazia del Signore Gesù, perchè è lui, il Figlio, che ci rende figli del Padre. Seguire lui è percorrere la strada che porta al Padre e su questa strada noi ci incamminiamo oggi che iniziando la Quaresima. Impariamo da lui la rinuncia, la preghiera, la povertà, lui che si è fatto povero per arricchirci, lui che ha trascorso le notti nell’intimità della preghiera con il Padre, lui che ha rinunciato alla gloria del Padre per essere servo come noi. Accettiamo quindi l’invito dell’Apostolo Paolo: non accogliete invano la grazia di Dio. Questi giorni sono per noi il momento favorevole, sono i giorni della salvezza, non un tempo per apparire tristi, ma per ravvivare l’impegno, lo slancio verso il dono della vita.  Il gesto delle ceneri sia espressione di questa decisione guardare al Padre piuttosto che a noi, quindi convertirci prendendo sul serio il Vangelo” Omelia pronunciata nella Cattedrale di N. S. dell’Orto in occasione della celebrazione del mercoledì delle ceneri. 

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