Solennità dell’Ascensione

ASCENSIONE CATTEDRALEDIOCESI – La Solennità dell’Ascensione provoca a guardare il cielo come prospettiva ultima, come orizzonte verso il quale orientare la propria vita. Il Vescovo ha offerto questa riflessione nella S. Messa celebrata in Cattedrale, durante la quale ha conferito il ministero del lettorato a Stefano Libini della parrocchia dei Santi Gervasio e Protasio a Rapallo. Con la Solennità dell’Ascensione la Chiesa celebra l’inizio della sua missione: in essa scorre la vita nuova del Figlio di Dio, perchè è il Corpo di Cristo e questo riguarda ciascuno personalmente e ci lega, per rendere presente Gesù.  Il Vescovo ha invitato a celebrare l’ingresso nella gloria del Figlio di Dio, sentendo come proprio il suo mandato e riconoscendoci testimoni. Questo, però, ha continuato Mons. Tanasini, chiede di confrontarsi con una mentalità, che spesso usa le stesse parole per descrivere ben altre realtà. La potenzia di Dio, che si rivela Signore del mondo, non è nè sottomissione nè arroganza, ma verità, amore, umiltà; la gloria, è quella che nasce dall’essere Figli di Dio. Una seconda riflessione è scaturita dal mandato di Dio: andate e fate discepoli tutti i popoli. Non perchè Dio abbia bisogno di un seguito, alla stregua di un laeder, ha spiegato il Vescovo, ma perchè è venuto sulla terra per dare significato alla vita. Infine l’Ascensione, ha detto Mons. Tanasini, indica una prospettiva, provoca noi, abituati a dare importanza alla dimensione terrena delle cose: il vantaggio personale, il profitto, l’assenza di dolore o di fatica; il che comporta la perdita di fiducia di fronte agli inevitabili fallimenti.

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