La forza della preghiera per la pace

Veglia-vescovoDIOCESI – Riflessione del vescovo Mons. Alberto Tanasini al termine della Veglia di preghiera per le vittime delle persecuzioni indetta per il 15 agosto, solennità dell’Assunta.” Terminata la nostra preghiera, abbiamo ascoltato uniti le parole dei vescovi italiani, le riflessioni di Papa Francesco. Tutto questo ci ha dato il senso, la necessità di questo momento di preghiera. Ci ha coinvolto profondamente, ci ha invitati a portare con noi, senza distrazioni, questo problema: il problema della violenza persecutrice. A me non resta che ringraziarvi per aver ascoltato l’invito e di averlo accolto così numerosi. E’ un segno che la nostra Chiesa è attenta e partecipe; è sensibile a quanto accade a tanti nostri fratelli. E’ un segno tangibile! L’invito è stato rivolto così rapidamente e l’appuntamento è coinciso con una serata normalmente di festa. La vostra presenza mi commuove e certamente tocca il cuore di Dio. Ci siamo raccolti qui, la sera del giorno in cui abbiamo contemplato Maria nella Gloria del Padre. L’abbiamo guardata, secondo quanto ci ha proposto la liturgia, donna vestita di sole. Nello stesso tempo così vicina, così legata ai figli messi alla prova. Lei stessa ha avuto il cuore trapassato dalla spada e questo a causa della fedeltà al suo Figlio. Abbiamo affidato a Lei la nostra preghiera. Abbiamo chiesto a Lei di continuare a intercedere, consolare, dare speranza, essere vicina. Abbiamo chiesto soprattutto che si faccia sentire vicina e consolatrice, dando forsa ai nostri fratelli che sono in grande sofferenza. Papa Francesco in questi giorni ha chiesto aiuto, ha cercato di scuotere le coscienze, di togliere i torpori, le incertezze e poi ha ringraziato chi ha accolto l’invito, prestando aiuto ai perseguitati di qualunque fede, di questi uomini e donne colpiti dalla violenza. Credo che ciò che di più grande ci ha dato il Papa in questi giorni sia ritrovare la forza della preghiera. La nostra forza! Non abbiamo un’altra forza. Siamo così abituati a pensare che noi, con i nostri mezzi, possiamo affrontare e risolvere i problemi. E ci troviamo impotenti di fronte alle violenze, di fronte al male che entra nel cuore dell’uomo e lo rende odiatore del genere umano. Venivano definiti così i cristiani per giustificare le persecuzioni, ma noi vediamo che altro è l’odio che entra nel cuore degli uomini. La forza della preghiera.. Portiamo con noi questa certezza! Ravviviamola! Ricordiamo che tutti i cristiani perseguitati, tutti i martiri hanno sempre e soltanto avuto una forza: quella della preghiera. Sia la nostra forza. Per questo vi invito a continuare a pregare. A partire da qui col proposito di continuare questa preghiera. Ci è stato suggerito di seguire questi giorni il Papa in Corea. Incontra i giovani. E questa presenza dei giovani è testimonianza di come davvero il sangue dei cristiani sia germoglio di nuovi cristiani. D’altra parte, una delle cose forse più taciute, che non trova posto sui media, di coloro che in questi giorni invocano aiuto, chiedono soccorso, e nello stesso tempo danno testimonianza di fede rinnovata, fede consolidata, fede non abbandonata, inimmaginabile! Ci arrivano queste testimonianza dei loro pastori, perchè non raccoglierle? E perchè non sentire che mentre noi preghiamo per loro, loro insegnano a noi, ci chiedono se saremo pronti come loro a lasciare tutto, pur di non lasciare la fede. Ci chiedono così. Riflettiamo con forza. Forse anche noi dovremmo accorgerci che siamo messi alla prova. Ringraziamo di queste testimonianze, chiediamo al Signore che entrino nel grande tesoro della Chiesa di oggi, della Chiesa di tutti i tempi.”

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