Veglia per la famiglia

Veglia-vescovoDIOCESI – Il vescovo diocesano ha presieduto nella Cattedrale di N. S. dell’Orto la veglia diocesana di preghiera per la famiglia. Il momento si è svolto a ridosso dell’apertura del sinodo straordinario dei vescovi. Mons. Tanasini ha richiamato l’importanza di questa assise e ha annunciato alcuni degli elementi che caratterizzano il documento preparatorio stilato dai vescovi. Di seguito il testo integrale dell’omelia del vescovo:

Quello che stiamo vivendo, obbedisce ad un compito che il Signore ci ha affidato: annunciare il Vangelo affrontando anche le nuove emergenze pastorali che riguardano la famiglia. Annunciare il Vangelo. Questo compito coinvolge tutto il popolo di Dio. Nella lettera del Papa alle famiglie vengono sottolineati alcuni punti: “Esso esige l’apporto indispensabile della preghiera e con la preghiera tutti siamo chiamati a partecipare a quella grande assise che è il sinodo che si sta per aprire. Perché pregare? Perché è il modo principale più forte che consente a tutti e chiede a tutti di prendere parte a questo momento di vita della Chiesa. Perché l’annuncio del Vangelo ha bisogno sempre della mozione dello Spirito Santo. Il discernimento che è uno degli impegno fondamentali che viene chiesto ai padri sinodali esige la luce dello Spirito Santo e questa luce è necessaria per adottare i mezzi pastorali necessari. Noi, infatti, parlando della famiglia, della sua missione, cerchiamo la volontà di Dio, non i nostri progetti. Cerchiamo il progetto di Dio creatore e redentore, progetto che è retto dall’amore di Dio che è fonte di ogni amore. Dunque noi vogliamo servire la Buona Notizia dell’Amore Divino, che plasma e dà forma alla vita dell’uomo. Molto della vita dell’uomo si gioca attorno alla famiglia. A come è compresa la realtà della famiglia, a come è vissuta la realtà della famiglia. La Parola di Dio si diffonde su questo elemento dell’esperienza umana per affermare come esso sia fondamentale e decisivo per la stessa identità dell’essere umano e per il suo destino. La famiglia non è un accessorio! Gesù ne ha parlato, oltre a vivere la sua crescita in sapienza, età e grazia sottomesso a Maria e Giuseppe. Forse non ci pensiamo ancora abbastanza al fatto che per crescere umanamente Gesù ha vissuto questa esperienza di sottomissione ad una Madre a un Padre, e questo è stato condizione per crescere in sapienza, età e grazia. La Chiesa insegna sulla famiglia, interviene e parla della famiglia, perché ha il compito di annunciare il Vangelo su di essa affermando e servendo il disegno del creatore, cioè il suo disegno d’amore. Agli sposi cristiani la Chiesa offre per volontà di Gesù il sacramento del matrimonio, che assume tutta la ricchezza del disegno creatore e lo eleva nella luce del Signore, sottolineato quell’aspetto di sacro di cui abbiamo sentito parlare ripetutamente questa sera. La famiglia è una realtà sacra perchè ha la sua fonte in Dio. A questo riguardo c’è una sintesi che troviamo nella Gaudium et Spes: “I coniugi stessi, creati ad immagine di Dio vivente, e muniti di un’autentica dignità personale siano uniti da un uguale mutuo affetto, dallo stesso modo di sentire, dal progetto di santità. Così che seguendo Cristo, principio di vita nella gioia e nei sacrifici della loro vocazione, attraverso il loro amore fedele, possano diventare testimoni di quel mistero d’amore che il Signore ha rivelato al mondo con la sua morte e risurrezione”. Il sacramento del matrimonio chiede di dare questa testimonianza, diventa capacità di dare questa testimonianza. Ed è questo il riferimento a cui guarda la Chiesa, non l’adeguamento al mondo e alla sua modernità. Quante volte ho sentito in questi giorni dire: “La Chiesa deve adeguarsi alla modernità”. No la chiesa deve adeguarsi al Vangelo, al progetto di Dio, al dono che Cristo ha fatto, a questo la Chiesa deve adeguarsi, sempre di più e sempre meglio. Ma nello stesso tempo la Chiesa è attenta alla condizione dell’uomo e si pone di fronte alle problematiche che oggi emergono nel campo del matrimonio e della famiglia. Attenti: non ad alcune problematiche, quelle di moda per dettami mediatici, quelle di cui abbiamo sentito ripetutamente un martellamento. Il documento preparatorio del sinodo ne fa un elenco, e questi problemi appaiono, se noi li leggiamo, di varia natura e tutti rilevanti, riguardanti i diversi ambienti e le diverse culture, non solo il nostro ambiente e la nostra cultura. Sentiamo: “siamo di fronte al problema dei matrimonio misti o interreligiosi; di fronte alla famiglia monoparentale; di fronte alla poligamia, di fronte a matrimoni combinati con problematica della dote intesa come prezzo di acquisto della donna; di fronte al sistema delle caste: si tratta della cultura del non impegno e della presupposta instabilità del vincolo. Questa è una mentalità un atteggiamento. Siamo di fronte a forme di femminismo ostili alla Chiesa, a fenomeni migratori e riformulazione dell’idea stessa di famiglia. Al pluralismo relativista nella concezione del matrimonio. Siamo di fronte all’influenza dei media sulla cultura popolare nella comprensione popolare della cultura delle nozze e della vita familiare”. Quante delle fiction che stiamo guardando vogliono proporci un modello di famiglia, che forse viene dato per scontato, anzi ho sentito qualche produttore dire: noi plasmiamo la nuova umanità. Quindi c’è un progetto. “Siamo di fronte a tendenze di pensiero sottese a proposte legislative che svalutano la permanenza e la fedeltà del patto matrimoniale. Siamo di fronte al diffondersi del fenomeno delle madri surrogate (utero in affitto). Siamo di fronte a nuove interpretazioni dei diritti umani. Di fronte al moltiplicarsi delle coppie di fatto, ma non solo un moltiplicarsi numerico ma ad un modo di pensare, che non accedono al matrimonio e a volte ne escludono l’idea. Siamo di fronte alla proposta di unione tra persone dello stesso sesso, cui non di rado è consentita l’adozione di figli. Eppoi se guardiamo all’ambito strettamente ecclesiale siamo di fronte ad un indebolimento abbandono della fede nella sacramentalità del matrimonio e del potere terapeutico della penitenza sacramentale”. Ho ripreso semplicemente l’elenco di cui si parla nel documento preparatorio. Perché l’ho fatto? Perché non se ne parla mai. Si parla solo di alcuni problemi che sembrano essere urgenti e interessarci ma non di tutta questa visione. Ecco perché un sinodo sulla famiglia. Ecco quante problematiche da affrontare, ecco quale bisogno di preghiera. “E’ urgente che l’attenzione si rivolga a queste sfide, dice Papa Francesco, E questa attenzione deve essere espressione della carità dei pastori, consapevoli che il progetto di Dio nell’uomo è ferito dal peccato. E quindi i pastori devono interrogarsi su come essere strumenti autentici della misericordia di Dio che vuole davvero essere salvezza dell’Uomo. Non cediamo alla tentazione di creare partiti, opposizione di schieramenti, di affidarci a opinioni gradite o contrastate. Piuttosto desideriamo ardentemente che ci guidi il Signore col suo spirito. La volontà del bene ci farà strumenti nel suo guidare la chiesa per il bene degli uomini. E’ per questo che siamo qui a pregare stasera ed è per questo che continueremo a pregare, guidati da questa volontà e non da una polemica dialettica. Signore che cosa vuoi perché la famiglia sia davvero strumento di crescita dell’umanità e non segno del suo degrado spirituale, morale, sociale. Questa domanda rivolgiamo al Signore con la nostra preghiera. Allora dico che stasera abbiamo cominciato la preghiera e la continueremo. Domani ci uniremo a tutte le chiese italiane che in piazza San Pietro pregheranno all’immediata vigilia dell’apertura del sinodo. E lo faremo per voi, per rappresentare la nostra comunità. Chiediamo di continuare a pregare e faremo un segno: vi verrà consegnato un piccolo lume da accendere e mettere sulla finestra per dire che desideriamo che le nostre famiglia siano luce, non poste sotto il moggio, ma sul candelabro, con umiltà e decisione, luce per il mondo. Che la nostra preghiera sia luce per il mondo. Vi prego di accenderli accompagnandoli con la preghiera, non solo oggi o domani, ma prosegua in tutto questo tempo. Noi sappiamo con certezza che lo spirito di Dio efficacemente guida la sua Chiesa. Apriamoci adesso, apriamoci noi perché sia aperta tutta la chiesa, siano aperti i padri sinodali, e perché questa coralità sia efficace invocazione di quella luce di cui abbiamo bisogno.

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