Don Corrado ordinato vescovo

CORRADO SANGUINETIDIOCESI – L’ordinazione episcopale di Mons. Corrado Sanguineti è stata vissuta con grande gioia dalla diocesi di Chiavari: un’ora e mezza prima della S. Messa i fedeli avevano già fatto ingresso nella Cattedrale di N. S. dell’Orto; molti si erano dovuti fermare nel pronao, dove erano stati allestiti i maxischermi e posizionate le sedie. C’erano, oltre ai familiari e alle autorità, tante persone provenienti dalle parrocchie dove don Corrado aveva prestato servizio, in particolare S. Colombano di Vignale e S. Martino del Monte in val Fontanabuona, gli amici numerosi del Movimento di Comunione e Liberazione, fedeli provenienti con i pullman da Pavia, la diocesi di cui prenderà possesso il prossimo 24 gennaio alle h. 16. L’ordinazione episcopale è stata impartita dal Card. Angelo Bagnasco, Arcivescovo Metropolita di Genova, insieme a Mons. Alberto Tanasini, vescovo di Chiavari, a Mons. Giovanni Giudici, vescovo uscente di Pavia e ad altri dodici vescovi; hanno concelebrato circa 130 preti di Chiavari, di Pavia e delle altre diocesi liguri; i sacerdoti assistenti di Mons. Sanguineti durante la celebrazione sono stati Mons. Pino De Bernardis, responsabile di Comunione e Liberazione per la Liguria, e Mons. Adriano Migliavacca, vicario generale della diocesi di Pavia. “Il vescovo è strada per andare verso Cristo” -ha detto il Card. Bagnasco nell’omelia, che, rivolgendosi all’ordinando, ha aggiunto: “sarai calpestato e sentirai male, ma sarai lieto di poter partecipare alla Croce potente e salvatrice di Cristo; soprattutto allora ti sentirai discepolo del Divino Maestro”. L’Arcivescovo, poi, ha dato alcune indicazioni a Mons. Sanguineti: “pascolare il gregge significa dare la vita nell’umile pazienza di ogni giorno; il vescovo è paziente, perché sa che nulla è perduto ed è sempre possibile ricominciare. Dovrai confermare la fede della tua comunità; pertanto, dovrai essere uomo di fede, che contempla le vicende con gli occhi di Cristo. Prioritaria sarà la cura dei tuoi sacerdoti, primi amici e collaboratori: loro avranno bisogno di te e tu di loro; vescovo e clero sono una cosa sola. Dovrai entrare umilmente nella storia di Pavia: un pastore plasma la comunità, ma anche ne è plasmato”.

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