Giubileo del malato

12729333_1687903358114900_3840057415305547165_nDIOCESI – Nella Cattedrale di N. S. dell’Orto è stato celebrato il Giubileo del malato. Persone inferme e sofferenti hanno attraversato la porta santa della Cattedrale e preso parte alla celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Mons. Alberto Tanasini. Ecco un’ampia sintesi dell’omelia del vescovo. “Il tema scelto dal Papa per la giornata del malato prende spunto dall’episodio evangelico delle nozze di Cana e fa riferimento alle parole di Maria “Fate quello che egli vi dirà”. Maria è attenta a tutti noi. È colei che ha fede e fiducia in Gesù. Crede che Gesù sia colui che può intervenire nella vita degli uomini. Ha fiducia perché si affida a Lui. Il Papa ci invita a metterci sulle tracce di Maria, ad avere fede, a credere col cuore per essere salvati. Credere in Lui e affidarci a Lui. Il vangelo ci invita anche a guardare Gesù messo alla prova. Nel deserto affronta la tentazione. Perché? Perché si è fatto uomo come noi, uguale in tutto tranne che nel peccato. Nella prova si mette accanto a noi e l’affronta. Egli è pieno di Spirito Santo, condotto dallo Spirito Santo. Col suo dono di grazia, di fortezza, di sapienza, di consiglio, ci aiuta a guardare senza esitazione. Dobbiamo credere profondamente che la nostra vita nn è abbandonata, o sfortunata, ma con gli occhi dello Spirito camminiamo sotto la croce. In Gesù scopriamo che la nostra stessa malattia diventa anche via di misericordia. Dal Signore avete diritto di reclamare misericordia, ma dice anche a voi di essere misericordiosi. Anche la vostra malattia è via di misericordia per il mondo che troppe volte non sa riconoscere il valore della sofferenza e la respinge. Portate in voi stessi le piaghe del Cristo Crocifisso. Le vostre piaghe sono misericordia perchè sono intercessione in cielo. Guardate il mondo con misericordia. Guardatelo dal vostro letto: vi sentite fragili e manifestate la vostra fiducia al Signore. A tutti voi qui presenti e a quelli che partecipano da casa dico: sia questo un momento di fiducia, un giorno di abbandono rinnovato nella fede e nella carità.

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