Penitenziale in Cattedrale

24 ore per il signoreDIOCESI – Il punto di partenza per il pentimento e la penitenza è dato dal riconoscimento del proprio peccato. Il vescovo Alberto Tanasini ha aiutato, quindi, i fedeli presenti nella Cattedrale di N. S. dell’Orto per la Liturgia penitenziale, a rendersi conto di che cosa sia il peccato: il meccanismo consiste nel rivolgersi a qualche idolo, che prende il posto di Dio. Il primo invito, pertanto, è quello di scoprire i propri idoli; il secondo è quello di non contare sull’uomo. Occorre, quindi, avere la forza di pensare secondo il Vangelo. Traendo spunto dai testi biblici, il vescovo ha ricordato che staccarsi da Dio porta all’aridità. Nostro dovere -ha affermato- è quello di rispettare i comandamenti, che non sono solo obblighi, ma sono la risposta al bene che proviene da Dio. I comandamenti si riassumono nei due precetti dati da Gesù nel Vangelo: amare Dio con tutte le forze e amare il prossimo come se stessi. In particolare, il vescovo Tanasini ha richiamato con amarezza la tendenza ad abbandonare con molta superficialità e leggerezza la partecipazione alla Messa, che per i fedeli è la fonte dell’acqua viva. L’amore diventa la luce per guardare il prossimo. Il sacramento della confessione pone rimedio al malessere provocato dal peccato: riceviamo misericordia da Dio -ha sintetizzato il vescovo- e la riversiamo sui fratelli. Se ci rendiamo conto che siamo usciti dalla casa del Padre -ha concluso-, torniamo, perché troviamo la misericordia di Colui che ci aspetta.

 

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