Preghiera comune per la pace

vescovo musulmaniSANTA MARGHERITA LIGURE – Una rappresentanza della comunità islamica del Tigullio ha preso parte alla Messa celebrata dal vescovo diocesano a San Giacomo di Corte a Santa Margherita Ligure. E’ stato risposto così all’appello lanciato dall’Islam francese, che ha chiesto un segno di solidarietà concreto ai fedeli musulmani, in risposta al tragico attentato di Rouen, in Normandia, dove è stato ucciso padre Hamel, l’anziano parroco della cittadina. I fedeli  musulmani del Tigullio hanno chiesto di poter partecipare alla celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo Alberto Tanasini, e, quindi, hanno preso parte alla liturgia per  festeggiamenti in onore di Nostra Signora della Lettera. L’imam di Sestri Levante, che non ha potuto partecipare personalmente alla celebrazione, ha telefonato al Vescovo, per esprimergli solidarietà e vicinanza. Prima dell’inzio della Messa, Amal El Farissi, rappresentante della comunità islamica del territorio, ha letto un messaggio, nel quale i fedeli  musulmani, in quanto parte integrante della società civile del Tigullio, hanno espresso la più ferma condanna di ogni forma di violenza pepetrata in nome di Dio; nel messaggio vengono inoltre citati alcuni passaggi del Corano che invitano al rispetto reciproco fra le religioni. Mons. Alberto Tanasini ha ringraziato con commozione per il gesto compiuto, che va nella direzione di un dialogo iniziato e intessuto già da diversi anni, che vede protagonista la comunità islamica nella sua veste più istituzionale, ma anche tanti singole persone di fede musulmana, che, a titolo personale, intrattengono relazioni di amicizia e scambio reciproco con molti cristiani. La celebrazione è proseguita in un clima di grande simpatia umana reciproca, e si è conclusa con un cordiale scambio di saluti e di rigraziamenti. Al termine anche il sindaco di santa Margherita Ligure, Paolo Donadoni, ha espresso il suo rigraziamento alla comunità islamica a nome degli abitanti della città. “Siamo convinti che il Papa abbia ragione quando dice che questa non è una guerra di religione”, ha detto Mons. Alberto Tanasini al termine della celebrazione, “perchè Dio che ha creato l’uomo lo ha fatto per il bene, e non per la sopraffazione reciproca”; ha fatto eco a questa lettura della situazione anche la stessa Amal El Farissi, che vede nelle persone che hanno compiuto gesti terroristici “individui profondamennte ignoranti rispetto ai contenuti della fede islamica: l’Islam crede nella sacralità della persona umana; anche noi, oggi”, ha aggiunto, “viviamo nella paura ma crediamo che questa situazione si possa affrontare tutti insieme, cristiani e musulmani, restando uniti”.

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