Biografia

Mons. Giampio Devasini

per grazia di Dio e designazione della Sede Apostolica

VESCOVO DI CHIAVARI

Nato ad Alessandria il 4 settembre 1962. Ha conseguito la laurea in giurisprudenza nel 1990 all’Università di Genova e ha svolto una successiva esperienza professionale.

E’ stato ordinato presbitero l’8 giugno 2002 dal vescovo di Casale Monferrato, mons. Germano Zaccheo. E’ stato vice rettore del seminario vescovile (2002-2007); amministratore parrocchiale di Alfiano Natta e Cardona; delegato vescovile per la vita consacrata (2003-2019); vice rettore del Santuario “Madonna di Crea” (2007); amministratore parrocchiale di Sanico (2007-2015); vicario episcopale per la pastorale (2009-2012).

Nel 2010 ha conseguito la licenza in Teologia Morale presso la Facoltà teologica dell’Italia settentrionale. Moderatore dell’unità pastorale “Santa Gianna Beretta Molla” (2011-2015); parroco di Pontestura e Quarti (2015-2021); parroco di Solonghello (2015-2017); rettore della Chiesa di Sant’Antonio abate; pro vicario generale e successivamente vicario generale della diocesi di Casale Monferrato dal 2015 al 2021.

Eletto vescovo di Chiavari il 10 aprile 2021. E’ stato consacrato vescovo nella Cattedrale di Sant’Evasio a Casale Monferrato il 29 maggio 2021 dal vescovo Mons. Gianni Sacchi.

L’ingresso nella Cattedrale di N. S. dell’Orto a Chiavari è il 20 giugno 2021.

Stemma episcopale di Mons. Giampio Devasini
BLASONATURA. DESCRIZIONE ARALDICA.

“Partito d’argento e d’oro, alla tau al naturale sul tutto, accompagnata a destra dalla lettera M, formosa, d’azzurro, a sinistra dal cuore di rosso, fiammeggiante”. Lo scudo è accollato alla croce astile, gemmata di verde. Il tutto timbrato dal cappello prelatizio, a sei nappe per lato, 1-2-3, di verde, di dignità vescovile. Motto: VESTIGIA CHRISTI SEQUI.

M – Monogramma della Vergine Maria, la prima discepola del Signore Gesù. Venerata in Diocesi di Casale Monferrato con i titoli di “Madonna di Crea” e “Madonna del Pozzo” e in Diocesi di Chiavari con i titoli di “N. S. dell’Orto” e “N. S. di Montallegro”, la Vergine Maria resta l’“Odigitria”, colei che “indica la via” cioè il Figlio Gesù Cristo. Frate Francesco «Circondava di un amore indicibile la Madre di Gesù, perché aveva reso nostro fratello il “Signore della maestà”. A suo onore cantava lodi particolari, innalzava preghiere, offriva affetti tanti e tali che lingua umana non potrebbe esprimere» (2Cel 198; cfr 1Bon IX, 3).

Τ – Lettera dell’alfabeto greco ed ebraico, Tau è segno biblico di salvezza (cfr Ez 9,4; Ap 7,2; 14,1-7) particolarmente caro a Frate Francesco (cfr 3Cel 3; 3Cel 159; 2Bon II,9) che lo utilizzò, ad esempio, per contrassegnare la Benedizione per Frate Leone.

Cuore – Simbolo della Carità, segno distintivo del cristiano: «Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri» (Gv 13, 34-35). È l’esperienza del condividere il quotidiano con i lebbrosi che segna l’inizio del cammino di conversione di Frate Francesco: «Il Signore dette a me, frate Francesco, di incominciare a fare penitenza così: quando ero nei peccati mi sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi, e il Signore stesso mi condusse tra loro e usai con essi misericordia. E allontanandomi da loro, ciò che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza di animo e di corpo. E in seguito, stetti un poco e uscii dal secolo» (Test 1).

Motto – Il motto che compare nel cartiglio è tratto da 1Pt 2,21: «Cristo patì per voi, lasciandovi un esempio, perché ne seguiate le orme». Questo versetto della 1Pt lo ritroviamo più volte negli Scritti di Frate Francesco (cfr RegNB I, 1; XXII, 2; EpFid II 13; EpLeo 3; EpOrd 51) e certamente il «seguire l’insegnamento e le orme del Signore nostro Gesù Cristo» (RegNB I, 1) costituisce, di tali Scritti, criterio ermeneutico.