Facendomi interprete dei sentimenti della Comunità ecclesiale chiavarese desidero far pervenire i migliori auguri di buon lavoro a quanti sono stati scelti dai cittadini alla guida dei Comuni della nostra Diocesi e nello stesso tempo assicurare la cordiale collaborazione della Chiesa nella cura del bene comune, ovviamente nell’assoluto rispetto dei diversi ambiti di competenza.

Ai sindaci che si apprestano a questo servizio per la prima volta e a quelli che continuano il loro mandato, ai consiglieri comunali eletti chiedo di lasciarsi interrogare anche dai numerosi cittadini che non hanno votato e rivolgo poi l’auspicio profetico formulato da don Tonino Bello:colui «che fa politica deve avere non solo la compassione delle mani e del cuore, ma anche la compassione del cervello. Analizza in profondità le situazioni di malessere. Apporta rimedi sostanziali sottratti alla fosforescenza del precariato. Non fa delle sofferenze della gente l’occasione per gestire i bisogni a scopo di potere. Paga di persona il prezzo di una solidarietà che diventa passione per l’uomo. Addita in termini planetari e senza paure, i focolai da cui partono le ingiustizie, le violenze, le guerre, le oppressioni, le violazioni dei diritti umani. Sicché, man mano che […] entra in politica, dovrebbe uscirne di pari passo la mentalità clientelare, il vassallaggio dei sistemi correntizi, la spartizione oscena del denaro pubblico, il fariseismo teso a scopi reconditi di dominio. Utopie? Forse. Ma così a portata di mano, che possono finalmente diventare “carne esangue” sull’altare della vita».

Buon cammino… insieme!

don Giampio, vescovo

Si allega l’omelia tenuta ieri pomeriggio dal Vescovo diocesano, mons. Giampio Devasini, nel corso della Concelebrazione eucaristica a Cerreta di Carro in occasione della festa di Sant’Antonio Maria Gianelli. L’Eucaristia è stata presieduta dal Vescovo di La Spezia-Sarzana-Brugnato, mons. Luigi Ernesto Palletti.

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Diocesi

Nomina

Il Vescovo diocesano, mons. Giampio Devasini, ha nominato in data odierna l’architetto Osvaldo Garbarino nuovo Direttore dell’Ufficio per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto.

Nato a Chiavari il 25 marzo 1958, Garbarino sostituirà dal prossimo 2 settembre don Luigino Castagnola e rimarrà in carica sino al 22 luglio 2025, termine del mandato di tutti gli attuali Direttori degli Uffici di Curia.

L’Ufficio per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto è lo strumento operativo in tutto ciò che riguarda l’edilizia di culto, la sua tutela e corretta valorizzazione, l’adeguamento liturgico e l’incremento dei beni culturali ecclesiastici.

don Luca Sardella
Portavoce della Diocesi

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Diocesi

Nomina

Il Vescovo diocesano, mons. Giampio Devasini, ha nominato don Francesco Basso Vicario parrocchiale delle Parrocchie di San Pietro in Sampierdicanne, di San Martino di Maxena, di Sant’Antonino martire in Sanguineto e di Nostra Signora della Pace e San Bernardo in Campodonico, tutte nel Comune di Chiavari. 

Mons. Devasini gli ha affidato in modo particolare la Pastorale dei giovani di queste realtà parrocchiali e, contestualmente, la Pastorale dei giovani delle Parrocchie di San Rufino in Leivi, di San Bartolomeo in Leivi, di San Tommaso del Curlo e di Santa Maria in Camposasco.

Don Basso, nato a Genova il 6 marzo 1991, è stato ordinato Presbitero lo scorso 19 maggio.

don Luca Sardella
Portavoce della Diocesi

Una grande festa di inizio estate aperta a tutti i giovani della Diocesi, nel desiderio di ritrovarsi insieme e rilanciare il personale cammino di vita e di fede.

La propone la Consulta diocesana di Pastorale giovanile martedì prossimo, 4 giugno, al Circolo Golf e Tennis di Rapallo che volentieri si è reso disponibile per ospitare l’evento.

L’arrivo dei partecipanti per “Summer vibes” sarà alle ore 19:00. Nel programma, dopo un avvio in musica, la preghiera guidata dal Vescovo Giampio Devasini, la riflessione di don Federico Pichetto, la cena e numerosi giochi a squadre.

«È la prima volta che la Consulta di Pastorale giovanile propone questa iniziativa e c’è stato subito entusiasmo – spiegano Maria Giulia Crispino e Mattia Annovazzi, Vicedirettori dell’Ufficio diocesano di Pastorale Giovanile -. Crediamo che possa essere una bella occasione per augurarci di vivere l’estate cogliendo le tante opportunità di bene che il tempo libero riserva a ciascuno di noi».

Pubblichiamo l’omelia tenuta ieri sera dal Vescovo diocesano nel corso della Solennità del Corpus Domini

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È stato riconsegnato questa mattina in Curia da parte dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Bologna un antico portale per nicchia, olio su tela, raffigurante i Misteri del Rosario, San Domenico e Santa Caterina da Siena, trafugato da ignoti a fine anni ’90 dalla chiesa di Sant’Antonino martire in Sanguineto a Chiavari.

Ad illustrare i dettagli dell’operazione il Comandante del TCP, il tenente colonnello Giuseppe De Gori: «Il bene d’arte recuperato era stato presentato presso l’Ufficio Esportazione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara da un antiquario della provincia di Parma per essere venduto fuori dai confini nazionali – ha spiegato De Gori -. Gli approfondimenti richiesti dalla SABAP di Bologna alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Genova e la provincia di La Spezia, nonché ai Carabinieri TPC, hanno permesso di identificare l’opera in questione con quella trafugata da ignoti malfattori, in data e modalità imprecisate, all’interno della chiesa parrocchiale Sant’Antonino Martire di Sanguineto».

Nonostante l’opera non fosse censita tra i beni da ricercare all’interno della Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti gestita dal Comando TPC, i Carabinieri hanno acclarato, dopo un’accurata ed attenta comparazione di confronto tra la foto della scheda di catalogo stilata dai funzionari del Ministero della Cultura nel 1989 con quella del bene presentato all’Ufficio Esportazione della SABAP di Bologna, che si trattava proprio di quella trafugata. 

Il portale per nicchia, delle dimensioni di cm 264 x 187 suddiviso in tre parti, è stato riconsegnato stamane al Vescovo diocesano, mons. Giampio Devasini, alla presenza del Comandante provinciale dei Carabinieri di Genova, Generale di Brigata Gerardo Petitto, della storica dell’arte funzionaria addetta alla Soprintendenza Chiara Masi e del Vicesindaco di Chiavari Michela Canepa.

Gli italiani in fuga dai riti religiosi? Se ne parlerà mercoledì 29 maggio alle ore 21:00 al Teatro Charitas di via Marana a Chiavari. Ospite il sociologo Luca Diotallevi

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Diocesi

Nomina

Il Consiglio Episcopale Permanente della Conferenza Episcopale Italiana ha nominato in data odierna mons. Giampio Devasini Membro della Commissione Episcopale per la cultura e le comunicazioni sociali.

L’Ufficio Giuridico ha predisposto un pratico vademecum relativo agli adempimenti necessari nell’organizzazione di feste/sagre nelle Comunità parrocchiali del territorio.

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La festa e la gioia per don Francesco

Don Francesco Basso è stato ordinato Presbitero domenica 19 maggio nella Cattedrale di Nostra Signora dell’Orto

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Diocesi

Nomina

Il Vescovo diocesano, mons. Giampio Devasini, ha confermato l’elezione di mons. Andrea Buffoli quale nuovo Presidente della Società Operaia Cattolica “Nostra Signora dell’Orto” di Chiavari per il triennio 2024-2027.

Mons. Buffoli, nato a Chiavari il 14 ottobre 1985 e ordinato Presbitero il 30 maggio 2010, è Parroco della Cattedrale, Cerimoniere e Direttore dell’Ufficio liturgico, Delegato regionale delle Confraternite e Assistente spirituale del Priorato diocesano delle Confraternite, Assistente spirituale dell’Unione diocesana Addetti al Culto e sacristi, Assistente spirituale dell’Associazione campanari liguri, Assistente spirituale della Virtus Entella e docente di religione.

Gli scopi della Società Operaia Cattolica “Nostra Signora dell’Orto” sono la formazione cattolica degli aderenti e il supporto alle attività della Cattedrale.

don Luca Sardella
Portavoce della Diocesi

Una veglia di preghiera per le vittime dell’omotransbifobia e di ogni violenza o discriminazione di genere.

L’Ufficio per la pastorale familiare della nostra Diocesi la propone per giovedì 23 maggio alle ore 21:00 nella chiesa di San Giovanni Battista di Chiavari.

Sarà presente Luigi Testa, autore del libro “Via crucis di un ragazzo gay” che porterà la sua testimonianza. A fare da sfondo al momento di preghiera un versetto del libro del Deuteronomio: “Siate forti, fatevi animo, non temete e non vi spaventate di loro, perchè il Signore, tuo Dio, cammina con te; non ti lascerà e non ti abbandonerà”.

Si è tenuta questa mattina al Santuario mariano di Montallegro a Rapallo la Giornata sacerdotale. Si allega l’omelia tenuta dal Vescovo diocesano. Al termine sono stati festeggiati gli anniversari di Ordinazione.

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Il dono di un nuovo Presbitero a servizio della Chiesa diocesana. 

Nella solennità di Pentecoste, domenica 19 maggio, Francesco Basso sarà ordinato sacerdote per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria del Vescovo, mons. Giampio Devasini. La Celebrazione avrà inizio alle ore 15:30 nella Cattedrale di Nostra Signora dell’Orto a Chiavari.

Nato a Genova il 6 marzo 1991, don Francesco appartiene alla comunità parrocchiale dei Santi Gervasio e Protasio di Rapallo. Qui vive sin da giovanissimo il suo servizio come catechista e animatore. Laureato in Servizio Sociale all’Università di Genova, ha lavorato come Assistente sociale presso il Comune di Rapallo in diverse aree. 

Entrato in Seminario nel settembre 2018, in questi anni ha prestato servizio pastorale nella Parrocchia dei Santi Gervasio e Protasio di Rapallo, in quella di San Bartolomeo della Ginestra a Sestri Levante e a San Pietro di Riva Trigoso. Da due anni sta svolgendo servizio nelle Parrocchie di Leivi e Camposasco, nei gruppi giovani della Parrocchia di Sampierdicanne, nella Consulta diocesana di Pastorale giovanile, nella Casa circondariale di Chiavari e nel Centro di ascolto Caritas chiavarese.

L’appuntamento di domenica sarà preceduto dalla tradizionale Veglia di Pentecoste, sabato sera alle ore 21:00 sempre in Cattedrale. Tema di quest’anno “La tua grazia ci trasformi in coltivatori operosi dei semi evangelici”. Tra le intenzioni di preghiera, oltre che per il nuovo Presbitero, anche quella per il prossimo giubileo del 2025.

Si rinnova venerdì 17 maggio al Santuario mariano di Montallegro l’appuntamento con la Giornata sacerdotale, occasione per rendere grazie del dono del presbiterato e per fare festa con i confratelli che raggiungono significativi anniversari di ministero.

La Concelebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo diocesano, mons. Giampio Devasini, inizierà alle ore 10:30. Al termine della Santa Messa saranno festeggiati:
– 25° di Ordinazione: sac. Stefano Curotto e sac. Alessandro Giosso
– 50° di Ordinazione: sac. Rinaldo Rocca 
– 60° di Ordinazione: sac. Giuseppe Carpi
– 65° di Ordinazione: can. Vittorio Gotelli e mons. Romano Ferroggiaro

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Nomine

Il Vescovo diocesano, mons. Giampio Devasini, ha conferito il canonicato a don Giacomo Canepa e a don Alberto Gastaldi. I due Presbiteri da lunedì 13 maggio entreranno a far parte del Capitolo dei Canonici della Cattedrale, il collegio di sacerdoti al quale spetta assolvere alle funzioni liturgiche più solenni nella chiesa cattedrale.

Don Canepa, nato a Lavagna il 26 giugno 1973, ordinato presbitero il 31 maggio 1998, è Parroco della Parrocchia di Santa Maria e San Biagio in Bacezza e di Sant’Andrea di Rovereto a Chiavari, Rettore del Santuario di Nostra Signora delle Grazie, Direttore dell’Ufficio Catechistico e dell’Ufficio per i Ministeri istituiti del Catechista, del Lettorato e dell’Accolitato.

Don Gastaldi, nato a Chiavari il 6 luglio 1973, ordinato presbitero il 15 maggio 2005, è Parroco della Parrocchia di San Giuseppe dei Piani di Ri a Chiavari, Direttore dell’Ufficio regionale e diocesano di Pastorale Giovanile e vocazionale, Direttore dell’Ufficio per la Pastorale scolastica e dell’Ufficio per l’insegnamento della Religione cattolica, Responsabile del Servizio per la formazione e la fraternità dei Presbiteri ordinati negli ultimi 10 anni e docente di religione.

Mons. Devasini ha poi nominato don Gianlorenzo Borzini nuovo Canonico penitenziere della Cattedrale, incarico rimasto vacante dopo la scomparsa di mons. Mario Rollando.

Un milione e mezzo di euro per sostenere le attività di culto e pastorale, per gli interventi di carità sul territorio e per la manutenzione degli edifici di culto.

È la somma assegnata alla nostra Diocesi dai fondi dell’8xmille e che sarà impiegata nell’anno in corso.

Nel dettaglio si tratta di 536.254,66 euro per le esigenze di culto e pastorale e di 510.276,20 euro per gli interventi caritativi.

Dai fondi nazionali, inoltre, sono arrivati 490.000 euro per interventi di manutenzione degli edifici di culto. Tra i lavori sostenuti ci sono quelli alla chiesa di Sant’Antonino in Sanguineto, alla chiesa di Sant’Antonio di Pontori in Val Graveglia, alla chiesa di San Lorenzo di Borzonasca e all’ex asilo della parrocchia di San Marziano a Carasco.

I fondi pervenuti dall’8xmille sostengono molteplici progetti di carità su tutto il territorio attraverso la rete Caritas, così come le attività pastorali diocesane. Il rendiconto è pubblicato online sul sito www.diocesichiavari.it nella sezione dedicata accessibile dalla home-page.

Domenica prossima, 5 maggio, si terrà la Giornata nazionale di sensibilizzazione per il sostegno economico alla Chiesa cattolica.

L’8xmille è la destinazione di una parte delle tasse sul reddito per finalità volte a soddisfare interessi primari della persona che sono costituzionalmente garantiti e prefissati dalla legge. Non ha, pertanto, alcun costo per il singolo. Anche i contribuenti esonerati dall’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi possono ugualmente effettuare la scelta per la destinazione dell’8xmille dell’Irpef, firmando sino al 15 ottobre. Le somme raccolte dalla Chiesa italiana servono per sostenere le attività di culto e pastorale, per il sostentamento dei sacerdoti diocesani e per gli interventi di carità in Italia e nei paesi in via di sviluppo.

La Chiesa destina circa un terzo delle risorse per andare incontro ai bisogni delle famiglie economicamente fragili, delle persone senza fissa dimora, degli anziani, di chi ha bisogno di ambulatori per curarsi, per progetti di formazione e prevenzione per bimbi e ragazzi a rischio devianza e molto altro ancora, senza alcuna distinzione.

Va registrato come i fondi negli ultimi anni siano in costante diminuzione a causa del calo delle persone che firmano a favore della Chiesa cattolica. È prezioso ricordare come dietro ad ogni firma ci siano storie, persone, esperienze: una rete di piccoli o grandi gesti d’amore che può essere concretamente sostenuta da tutti.

Si allega l’omelia tenuta in Cattedrale dal Vescovo diocesano, mons. Giampio Devasini, in occasione della Celebrazione eucaristica per la Festa della Liberazione.

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Avrà come titolo “Creare casa” la 61ma Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni. Nella nostra Diocesi sabato 20 aprile la preghiera si articolerà in due momenti: alle 17:00 in Cattedrale e alle 21:00 per tutti i giovani delle scuole secondarie e universitari a Sestri Levante nella Parrocchia di Santa Maria di Nazareth.

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Nomina

Il Vescovo diocesano, mons. Giampio Devasini, ha nominato don Luca Sardella suo Delegato nel Consiglio per gli Affari Economici dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose della Liguria. La nomina avrà durata sino al 2029.

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Diocesi

Le omelie di Pasqua del Vescovo diocesano

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Sono rientrati a casa con la consapevolezza che la cura del bene comune è possibile nella misura in cui ciascuno è disponibile a mettersi in gioco nella “Politica” con la P maiuscola, come ama definirla Papa Francesco.

Bilancio positivo per l’esperienza “Diventare grandi”, promossa dall’Ufficio di Pastorale Giovanile della Diocesi, che ha visto oltre cento ragazzi a Roma, nelle giornate di lunedì e martedì, per entrare a contatto con la storia dell’Italia e le sue Istituzioni.

La spinta alla nascita della Repubblica è stata evidenziata da due tappe. Grazie alla fondazione “Shoah”, nel quartiere ebraico, i ragazzi hanno ascoltato la testimonianza di persone scampata alla furia nazista durante il rastrellamento del ghetto di Roma nel 1943. Successivamente la visita alle Fosse Ardeatine, ricordando il sacrificio di oltre 300 persone uccise dalle forze naziste. Quindi il ruolo della Repubblica oggi, con la visita guidata al Quirinale e l’approfondimento sui temi fondamentali della Costituzione.

Spazio anche all’attività della Farnesina, con un significativo incontro con Antonio Tajani, Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Il Ministro si è mostrato molto disponibile nel dialogo con i giovani ad un confronto aperto su tanti temi, come ad esempio la ricerca della pace nel complicato quadro internazionale.

Il servizio della Chiesa, attraverso la bellezza di tante storie dedicate agli altri, è stato evidenziato dal cardinal Angelo Comastri, che ha invitato i giovani a spendere la vita con gioia per chi è nel bisogno.

Una serie di incontri dedicati alla “comune fragilità”.

Dalla sinergia tra la Diocesi e il Liceo “Marconi-Delpino” di Chiavari è nato un percorso di riflessione per mettere al centro il racconto di chi ogni giorno lavora per offrire ai giovani orizzonti nuovi e significativi. 

Venerdì 5 aprile il primo degli appuntamenti in rassegna. Ospite Franco Vaccari, presidente e fondatore di “Rondine – Cittadella della pace”, alle ore 15:00 nell’Aula Magna del Liceo Luzzati di Chiavari sul tema “La fiducia”. 

Spiegano gli organizzatori: «Abbiamo pensato al titolo del ciclo di conferenze, La comune fragilità, con l’intento di sottolineare che la fragilità non è una questione generazionale, non è una situazione accidentale solo dei nostri ragazzi, ma è una condizione di noi tutti, di tutta la nostra società che sta radicalmente cambiando per effetto di molti fattori concomitanti: la quarta rivoluzione industriale, le sanguinose guerre, i cambiamenti climatici. Con questa onestà intellettuale deve essere affrontata».

Gli altri incontri in programma sono quelli con don Luigi Verdi, fondatore della fraternità di “Romena”, mercoledì 17 aprile alle ore 10:00 al Maria Luigia dal titolo “La bellezza ferita” e quello con l’educatrice Anna Cattaneo (data da definire) sul tema “L’audacia: rendere possibile l’impossibile”. 

Per partecipare occorre iscriversi inviando una mail a: geps17000a@istruzione.it.

È in corso a Zoagli la Via Crucis promossa dall’Azione Cattolica Ragazzi della Diocesi, presieduta dal Vescovo Devasini.

Si allega l’omelia tenuta questo pomeriggio in Cattedrale dal Vescovo diocesano, mons. Giampio Devasini, nel corso della Messa Crismale concelebrata con i Presbiteri di tutta la Diocesi.

Omelia Messa Crismale

Un segno di gratitudine a Ondina Roscelli per i quasi quarant’anni di impegno e servizio nell’Ufficio diocesano per la Pastorale della scuola.

Il Vescovo diocesano, mons. Giampio Devasini, le ha consegnato stamane in Curia una targa, «per il servizio svolto con generosità e competenza dal 1985, in un’opera quotidiana di ascolto e confronto con gli insegnanti e nel dialogo con gli istituti scolastici del territorio» ha detto don Alberto Gastaldi, direttore dell’Ufficio per la Pastorale della scuola.

Con la Domenica delle Palme siamo entrati nella Settimana Santa, la più importante dell’Anno liturgico. Di seguito gli appuntamenti presieduti dal Vescovo diocesano, mons. Giampio Devasini:


Mercoledì 27 marzo
ore 17:00 Santa Messa Crismale – Cattedrale


Giovedì 28 marzo
ore 16:00 Santa Messa alla Casa di riposo “Devoto” di Lavagna


Venerdi 29 marzo
ore 10:00 Via Crucis dell’Azione Cattolica Ragazzi a Zoagli
ore 18:00 Celebrazione “in passione Domini” in Cattedrale
ore 21:00 Via Crucis – Chiavari


Sabato 30 marzo
ore 21:30 Veglia pasquale – Cattedrale


Domenica 31 marzo
ore 9:45 Santa Messa all’Ospedale di Sestri Levante
ore 17:30 Celebrazione del Vespro e Santa Messa – Cattedrale

Qui l’omelia tenuta nella Domenica delle Palme

È da diversi anni che la Diocesi di Piacenza-Bobbio ha intrapreso una riflessione rispetto alla possibilità che la Val d’Aveto fosse accorpata alla nostra Diocesi. Da un lato perché la maggior parte dei residenti di quella Valle è legata più al Tigullio che non al piacentino per fruire di molteplici servizi come la scuola, il lavoro e la sanità. Dall’altro per una prossimità anche geografica con Chiavari che permetterebbe al Vescovo diocesano di esercitare una cura pastorale più puntuale per i fedeli di quel territorio.

Si tratta di dare continuità ad un percorso che già nel 1989, quando vennero unite le Diocesi di Bobbio e Piacenza, consegnò al territorio diocesano di Chiavari le parrocchie di Borzonasca, Caregli e Brizzolara che appartenevano alla circoscrizione bobbiense.

Il Vescovo di Piacenza-Bobbio, mons. Adriano Cevolotto, ha pertanto dato seguito ad un progetto di ridefinizione dei confini che era allo studio da qualche tempo.

Nel novembre 2022 ha sottoposto la questione al Consiglio Presbiterale della sua Diocesi, ottenendo parere favorevole. Lo scorso giugno a Rezzoaglio ha avuto un incontro con una buona rappresentanza delle Parrocchie interessate, nel quale ha potuto constatare l’assoluta condivisione dell’ipotesi da parte dei presenti.

Da qui mons. Cevolotto ha inoltrato ad ottobre una formale richiesta al vescovo Devasini di valutare la possibilità di avviare in maniera congiunta l’iter canonico-civile di revisione dei confini di entrambe le Diocesi.

Le Parrocchie che passerebbero nel territorio della Diocesi di Chiavari sono quelle che insistono nei Comuni di Santo Stefano d’Aveto e di Rezzoaglio, per un totale di quasi duemila fedeli.

Nel dettaglio si tratta delle Parrocchie di:

  • Santo Stefano protomartire in Santo Stefano d’Aveto
  • Santa Maria Assunta in Allegrezze
  • San Michele Arcangelo in Alpicella
  • Santi Angeli Custodi in Amborzasco
  • San Giovanni Battista in Pievetta
  • San Bernardo da Mentone in Ascona
    tutte nel Comune di Santo Stefano d’Aveto.

E ancora le Parrocchie di:

  • San Michele Arcangelo in Rezzoaglio
  • San Giuseppe in Vicosoprano
  • San Pietro Apostolo in Alpepiana
  • Santa Maria Maggiore in Brignole
  • San Bernardo Abate in Cabanne
  • San Giovanni Battista in Priosa
  • San Bartolomeo in Magnasco
  • San Rocco in Villanoce
    tutte nel Comune di Rezzoaglio.

Le ragioni che giustificano questa richiesta, come detto, sono di carattere geografico, culturale ed ecclesiale. Aspetti sottolineati anche dal Nunzio Apostolico in Italia che incontrando a Roma i presuli di entrambe le Diocesi, in occasione della comunicazione della loro nomina, li invitò a tenere in particolare considerazione questa possibilità, proprio in ordine ad una migliore cura dei fedeli di quel territorio.

A seguito della formale richiesta dalla Diocesi di Piacenza-Bobbio e delle motivazioni che la sostenevano, monsignor Devasini si è quindi attivato per un discernimento condiviso.

Ha prima convocato per un confronto il Consiglio Presbiterale, il gruppo di sacerdoti che rappresentando il Presbiterio coadiuva il Vescovo nel governo della Diocesi. Da questa riunione, tenutasi a metà febbraio, è stato espresso a larga maggioranza il parere favorevole a questa unificazione.

Il 13 marzo, poi, è stato ascoltato anche il Consiglio Pastorale Diocesano, composto soprattutto da laici che insieme al Vescovo ha il compito di studiare, valutare e proporre conclusioni operative rispetto alle attività pastorali della Diocesi, che si è espresso a favore di questa proposta.

Monsignor Devasini rispondendo nei giorni scorsi al Vescovo di Piacenza-Bobbio ha quindi espresso il consenso ad avviare il processo di unificazione.

Ora spetterà alla Diocesi di Piacenza-Bobbio produrre tutta la documentazione relativa alle Parrocchie del territorio della Val d’Aveto da inoltrare alla Santa Sede, al competente Dicastero per i Vescovi, per la ridefinizione ufficiale dei confini.

Saranno necessari diversi mesi per espletare questa procedura e al momento è prematuro capire quali saranno i Presbiteri che serviranno quel territorio. Non sappiamo se i due attuali preti continueranno la loro attività in Val d’Aveto incardinandosi così nella nostra Diocesi. Ma aver condiviso questo intento è, di fatto, un passaggio imprescindibile per dare corpo ad un progetto che permetterà alla Val d’Aveto di essere ancora più vicina al territorio sociale ed ecclesiale del Tigullio.

don Luca Sardella
Portavoce della Diocesi

Si allega il testo dell’intervento tenuto questo pomeriggio dal Vescovo diocesano, mons. Giampio Devasini, in apertura del Consiglio Comunale di Chiavari a Palazzo Bianco.

Signor Sindaco, signori Assessori, signor Presidente del Consiglio comunale, signori Consiglieri,

grazie di cuore per l’invito che mi avete rivolto, per l’accoglienza che mi state riservando e per la possibilità che oggi mi offrite di dire una parola – e lo faccio molto volentieri – a riguardo di questa nostra bella città di Chiavari. Una bellezza fatta di storia, di cultura, di arte, di imprenditorialità, di ambiente naturale. Una bellezza che vive nei palazzi storici, nella cittadella, nelle strade, nei giardini, nelle scuole, nelle chiese, nei portici che rendono unica Chiavari, luogo di incontro, di relazione, di condivisione tra residenti e tra residenti e turisti.

Permettetemi però di soffermarmi anche su alcuni punti di debolezza che, con il concorso di tutti, possono, come la bellezza, diventare punti di forza.

La questione demografica: Chiavari e il Tigullio sono tra le aree con popolazione più anziana in Europa, il che determina oltre ad un appesantimento della spesa sanitaria e sociale, un rallentamento forte delle dinamiche di sviluppo e di crescita. E se è vero che la longevità è un bene, è anche vero però che gli anziani fanno fatica a pensare al futuro e sono naturalmente resistenti all’innovazione. In questo contesto di forte calo della natalità e di drammatico invecchiamento della popolazione (il cd inverno demografico), le politiche della famiglia diventano un imperativo assoluto. È vero che si tratta di interventi innanzitutto nazionali ma le cittadine del Tigullio e Chiavari in particolare dovrebbero adottare ogni misura atta a favorire la natalità e la crescita del numero dei nuclei familiari (politica delle sezioni primavera e delle scuole dell’infanzia con forti investimenti su questi servizi, sostegno alle donne lavoratrici, sostegni economici alle famiglie numerose, potenziamento delle convenzioni con le sezioni primavera e le scuole dell’infanzia non statali ecc.).

La questione scolastica: Chiavari ha una storia di capoluogo scolastico del Tigullio. La situazione delle strutture oggi è assai problematica. La funzione formativa a Chiavari resta l’ultima funzione pregiata della città e va presidiata e salvaguardata in ogni modo. Anche questo è terreno di collaborazione tra pubblico e privato. La bellissima idea della mensa per studenti ai Filippini è un esempio di come questa collaborazione possa essere proficua. Permettetemi ancora qualche breve considerazione sui giovani e sul rapporto giovani-anziani. Occorre, a questo riguardo, mettere in campo un patto generazionale che vada incontro ai nostri giovani, ne intercetti i sogni, le ambizioni, le aspettative, li coinvolga nei processi decisionali affinchè possano riprendere in mano il loro futuro senza essere costretti – come oggi succede – ad andarsene: insediamento nel nostro territorio di alcuni corsi, master da parte dell’Università di Genova; creazione delle condizioni per lo sviluppo dell’imprenditorialità giovanile e altre iniziative ancora potrebbero contenere la fuga. Ogni generazione ha bisogno di quella precedente, ciascuna ha le proprie risorse e tutte insieme aiutano a progredire. Papa Francesco afferma spesso che la salvezza degli anziani è dare ai giovani la memoria e quella dei giovani è prendere questi insegnamenti e portarli avanti nella profezia. Gli anziani sono dunque necessari, occorre pertanto creare un ambiente a loro favorevole. Ambiente favorevole nel senso di poter invecchiare in casa propria, di usufruire di un alloggio adeguato a prezzo equo, di potersi avvalere di trasporti accessibili. Devono essere create le condizioni affinché un anziano resti indipendente, sia inserito in una rete di contatti sociali, continui ad esser membro attivo della comunità.

La questione culturale: di tutte le città del comprensorio, Chiavari è certamente quella più dotata di istituzioni e strutture culturali. Società Economica, Palazzo Rocca, Wylab, una pluralità di associazioni che svolgono un’importante attività culturale in città e nel comprensorio, rappresentano un patrimonio da proteggere e valorizzare. Se si riuscirà – lo speriamo tutti – a riaprire il Teatro Cantero come struttura culturale polivalente, si disporrà di un insieme di strutture, tutte attorno a piazza Matteotti e cioè nel centro della città, utilissime per promuovere un turismo culturale e congressuale che può avere una grande importanza per l’economia e il lavoro. Le tradizionali attività commerciali sono in difficoltà anche a causa di internet e di Amazon e hanno bisogno di nuovi impulsi che potrebbero venire proprio da un rilancio del turismo culturale e congressuale. Anche lo sport potrebbe essere un volano turistico: ho saputo che a Chiavari ci sono ben 65 società sportive, alcune di grande livello, che potrebbero contribuire con le loro manifestazioni a rafforzare i flussi turistici.

La città è un progetto per vivere insieme. Questa è la sfida degli anni a venire: una città inclusiva e solidale (non mancano infatti le aree di povertà, di precarietà, di solitudine), che rispetta l’ambiente, aperta, capace di ricevere e di dare. Per vincere tale sfida occorre la collaborazione, la sinergia tra tutti i soggetti, pubblici e privati, della società civile. Anche la Chiesa, esperta in umanità, non mancherà di continuare a fare la propria parte in vista dello sviluppo del bene comune.

Signore e signori della politica e dell’amministrazione, ancora grazie e buon lavoro! Dio benedica!

Si è spento nella serata di ieri monsignor Mario Rollando. Era ricoverato alla RSA di Chiavari da diversi giorni.

Nato a Vernazza il 7 febbraio 1936, era stato ordinato Presbitero il 5 giugno 1960. 

Canonico penitenziere della Cattedrale di Nostra Signora dell’Orto, dopo esserne stato per diversi anni Parroco prevosto, è stato Rettore del Seminario, Incaricato diocesano per la formazione spirituale, Assistente dell’Azione Cattolica e Giudice al Tribunale ecclesiastico interdiocesano della Liguria.

La salma di mons. Rollando sarà esposta domani, domenica 17 marzo, alle ore 11:00 nella Cappella maggiore del Seminario Vescovile.

La veglia di preghiera si terrà lunedì alle ore 21:00 nella Cattedrale di Nostra Signora dell’Orto.

Il funerale sarà celebrato martedì 19 marzo alle ore 10:30 sempre in Cattedrale e sarà presieduto dal Vescovo diocesano, mons. Giampio Devasini.

don Luca Sardella
Portavoce della Diocesi

Una “Giornata della Pace” che parte dallo sport come strumento di incontro e di crescita umana, in un tempo marcatamente segnato da piccoli e grandi conflitti.

La propongono gli Uffici per la Pastorale dello Sport, per i Problemi sociali e il lavoro, per la Pastorale dei Migranti insieme all’Azione Cattolica diocesana e al Centro Sportivo Italiano.

Sabato 13 aprile sul lungomare di Chiavari a partire dalle ore 9:00 si svolgerà un torneo di dodgeball aperto a tutte le Parrocchie del territorio.

Per iscrizioni e informazioni si può contattare il numero 3888685325.

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Nomine

Il Vescovo diocesano, mons. Giampio Devasini, ha nominato in data odierna Arianna Solari nuovo Presidente diocesano dell’Azione Cattolica Italiana.

Nata a Rapallo il 26 settembre 1986, residente a Lavagna, Solari svolge la professione di segretaria in una azienda chiavarese. Nello scorso triennio è stata Vice presidente per il Settore adulti dell’Associazione. Come previsto dallo Statuto, la durata dell’incarico è triennale.

Contestualmente il Vescovo ha nominato Assistente diocesano dell’Associazione don Stefano Traini. Nato a Genova il 23 dicembre 1968, don Traini è attualmente Direttore della Caritas diocesana.

Insieme a lui sono stati nominati i due sacerdoti collaboratori: don Luca Sardella per il Settore Giovani e don Maurizio Prandi per il Settore Ragazzi.

Ritorna l’esperienza di “Ora et labora”, alcuni giorni di convivenza per ragazzi universitari e giovani lavoratori.
L’intento dell’iniziativa sarà quello di mettere insieme, nel ritmo della settimana abituale, il lavoro e le occupazioni quotidiane con un tempo di preghiera più profonda che ne costituisca la trama.
La convivenza si terrà nel Seminario Vescovile da lunedì 8 a venerdì 12 aprile.

“Membra Jesu nostri, umanissimo corpo”. Nella Parrocchia di Sant’Anna a Rapallo l’Ufficio diocesano per la cultura propone l’ascolto dell’opera di Dietrich Buxtehude intervallata da meditazioni di don Jacopo De Vecchi. Venerdì 15 marzo alle 21:00.

Seconda edizione del laboratorio di canto gregoriano, promosso dall’Ufficio di Pastorale liturgica e dall’Istituto diocesano di musica “G.B. Campodonico”, a cura del maestro Luca Buzzavi. Per informazioni è possibile scrivere a istitutocampodonicochiavari@gmail.com

«Papa Francesco ha avviato l’udienza con noi invitandoci a fare domande e a condividere tutte le nostre riflessioni, senza autocensure. Il tutto si è svolto in un clima franco e cordiale».

Così il Vescovo diocesano, monsignor Giampio Devasini, racconta l’incontro avuto stamane con il Santo Padre in Vaticano insieme agli altri Vescovi della Liguria, convenuti a Roma per la Visita “ad Limina Apostolorum”.

Un’ora e mezza di dialogo, dalle 10:50 alle 12:20, «strutturato in domande e risposte». 

«Il Papa ci ha chiesto di adoperarci per edificare una Chiesa gioiosa, una Chiesa che guidata dallo Spirito sa essere creativa – continua mons. Devasini -. Ci ha poi ricordato che il Vescovo deve praticare quattro vicinanze: con Dio, con i confratelli Vescovi, con i Presbiteri e con il santo popolo fedele di Dio».

Al termine dell’udienza spazio alla foto di gruppo e alla consegna ai singoli presuli di un medaglione raffigurante la Santa Famiglia, alcuni rosari e un libro.

Domani il programma prevede alle 7:15 la Celebrazione dell’Eucaristia nella Basilica di San Pietro, alle 9:15 la riunione al Dicastero per i Vescovi, alle 11:00 quella al Dicastero per la Dottrina della Fede e alle 12:15 al Dicastero per il Clero.

Sarà celebrata domenica in Diocesi l’annuale “Giornata del Malato”. Appuntamento per la Celebrazione eucaristica in Cattedrale, presieduta dal Vescovo diocesano, alle ore 15:30.

Sono ufficialmente aperte le iscrizioni per il tradizionale Pellegrinaggio diocesano dei Cresimati a Roma, che si svolgerà dal 26 al 28 agosto 2024.

L’iniziativa è rivolta a ragazzi e ragazze che hanno ricevuto o riceveranno il Sacramento della Confermazione in questo anno. Ad accompagnare i giovani sarà il Vescovo, mons. Giampio Devasini.

Come negli anni scorsi il pellegrinaggio prevede la partecipazione all’udienza generale con Papa Francesco, la professione di fede sulla tomba dell’Apostolo Pietro nella Basilica vaticana, la visita di alcuni luoghi significativi e l’incontro con autorevoli testimoni.

Per partecipare occorre fare riferimento a sacerdoti e catechisti della propria parrocchia. Le iscrizioni si ricevono esclusivamente online, tramite QR code che si trova nella locandina.

Per informazioni si può scrivere a: gmgchiavari@gmail.com

Una due giorni a Roma per i giovani dai 17 ai 20 anni con l’obiettivo di vivere un percorso di riflessione sul “diventare grandi”, sulla responsabilità di prendere consapevolmente delle scelte anche in ordine alla cura del bene comune.

La proposta lanciata dal Servizio di Pastorale giovanile della nostra Diocesi è in calendario per l’1 e il 2 aprile.

Tra le visite in programma quelle al Quirinale e alla Corte Costituzionale; previsto anche un incontro con la fondazione “Fratelli Tutti” in Vaticano.

Le iscrizioni si ricevono online entro il 15 marzo. La quota di 130 euro comprende il viaggio A/R in pullman, il pernottamento e la prima colazione nella casa per ferie “M. Domenica Barbantini”.

Si allega l’omelia tenuta dal Vescovo diocesano, mons. Giampio Devasini, nel corso della Santa Messa per la festa di San Francesco di Sales, patrono dei Giornalisti. La Celebrazione si è tenuta mercoledì mattina nella Cappella maggiore del Seminario di Chiavari.

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Cari fratelli e sorelle,

ogni volta che celebriamo l’annuale memoria liturgica del vostro patrono, San Francesco di Sales, non possiamo non guardare all’esempio profondamente umano, e dunque cristiano, che questo Vescovo è stato capace di donare attraverso il suo stile di annuncio.

Una predicazione, la sua, che intrecciando pensiero e cuore era capace di sprigionare un particolare “calore”, tanto da rimanere impressa – quasi come potrebbe fare un marchio a fuoco – nella coscienza di chi ascoltava.

Del resto di “calore” della comunicazione parla anche Papa Francesco nel Messaggio per la 58.ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni sociali. 

Di fronte alla rivoluzione apportata dalle “intelligenze artificiali”, il Papa evidenzia l’aspetto di una comunicazione che sia davvero capace di sprigionare “calore”. E questo è possibile soltanto quando la comunicazione si impegna a comporre l’esigenza della narrazione dei fatti con il bene del singolo e della comunità. 

Dalla pagina di Vangelo che abbiamo ascoltato vorrei raccogliere alcune risonanze che possono accompagnare il vostro quotidiano lavoro a servizio di quel “calore” della comunicazione di cui abbiamo tanto bisogno.

Gesù sta riprendendo ad insegnare lungo il mare.

Comunicazione particolare, quella dell’insegnamento, perché orientata a “lasciare un segno”, come l’etimologia della parola suggerisce. E nella complessità del tempo che viviamo, siamo chiamati ad un supplemento di consapevolezza rispetto alla qualità dei segni che lasciamo.

Nel vostro quotidiano lavoro di cronisti, lasciare “segni” è parte integrante della vostra professione: lo fate attraverso le parole che scrivete o pronunciate, attraverso le immagini che mostrate.

Qual è la qualità di ciò che proponete?

Sono segni che “informano”, e dunque aiutano a formarci interiormente grazie alla riflessione culturale che viene generata, o “deformano” perché danno spazio a ciò che non fa crescere?

Dalla qualità dei “segni” che ogni giorno proponete a chi vi legge o vi ascolta o guarda le vostre immagini voi aiutate o meno a edificare la comunità umana secondo il “sogno” di Dio.

L’insegnamento di Gesù, poi, avviene con parabole. Un genere letterario particolarmente amato dal Signore, che in più occasioni prende a prestito delle immagini e delle situazioni della vita per indicare la presenza e l’azione del Regno di Dio.

La parabola di Gesù è capace di affascinare perché partendo dalla realtà della storia è capace di mostrare quel “di più” di bene e di vita che la attraversa.

Voi ogni giorno avete il compito di raccontare con fedeltà la realtà, in contesti comunicativi dove spesso a vincere è la mistificazione della verità di cui le fake-news sono emblema.

Rimanere fedeli alla verità della realtà è il più grande servizio che potete offrire alle nostre comunità. E questo domanda non solo di raccontare ciò che accade nei puntuali servizi di cronaca che proponete ogni giorno, ma di aiutarci a “vedere più in là”. 

Le parabole di Gesù, del resto, partivano dalla realtà e la aprivano ad un “oltre”. Così anche per voi: il racconto della realtà è chiamato ad aprirsi ad una lettura sapiente della storia.

Questo richiede tempo, dedizione, pazienza, ascolto, silenzio, riflessione. Ingredienti non scontati in un tempo sempre più accelerato che domanda anche a voi – alle prese con le poche risorse umane a disposizione – di chiudere velocemente le pagine di un giornale o i vari servizi televisivi.

Abbiate cura di non rinunciare a questo faticoso esercizio di discernimento. Gli ingredienti ora indicati sono parte integrante del vostro essere cronisti. Perché prima di essere offerta, ogni vostra parola, ogni vostra immagine sia sapientemente soppesata.

Ed è solo a partire da qui che la comunicazione quotidiana potrà ritrovare il suo più pieno calore. Quello che le “intelligenze artificiali” puntano ad imitare, ma che solo il cuore umano riesce realmente ad offrire.

Una Cattedrale gremita in ogni ordine di posto ha salutato questo pomeriggio il Vescovo emerito di Chiavari, Alberto Tanasini, scomparso mercoledì mattina.

A presiedere la Messa esequiale l’Arcivescovo metropolita di Genova, mons. Marco Tasca, alla quale ha assistito il cardinale Angelo Bagnasco, vescovo emerito di Genova. Hanno concelebrato tutti i Vescovi della Conferenza Episcopale Ligure: il Vescovo diocesano mons. Giampio Devasini, mons. Luigi Ernesto Palletti (La Spezia-Sarzana-Brugnato), mons. Calogero Marino (Savona-Noli), mons. Guglielmo Borghetti (Albenga-Imperia), mons. Antonio Suetta (Ventimiglia-Sanremo), mons. Guido Marini (Tortona). Insieme a loro l’Arcivescovo Eugenio Sbarbaro e mons. Corrado Sanguineti (vescovo di Pavia) originari della Diocesi chiavarese, mons. Mario Vaccari, vescovo di Massa Carrara-Pontremoli, mons. Alberto Maria Careggio, vescovo emerito di Ventimiglia-Sanremo e predecessore di Tanasini alla guida della nostra Diocesi, mons. Vittorio Lupi, vescovo emerito di Savona-Noli. Molti i presbiteri del clero di Chiavari e di Genova.

«Mi sembra che il segreto dei giorni del vescovo Alberto, il cuore della sua vita, alla fine, sia qui: è stato un uomo proteso, con tutta la sua esistenza, al Signore, da lui amato, servito, appunto atteso – ha detto il Vescovo Giampio Devasini nell’omelia -. Sì, il vescovo Alberto ha avuto tanti impegni, ha svolto molti servizi, ma era un uomo scrupoloso, non soltanto in ciò che faceva, ma anche nel custodire il suo silenzio, anche nel non permettere che il vorticoso succedersi degli eventi gli togliesse il tempo della preghiera. Ha atteso il Signore, è stato desto, è stato sveglio fino alla fine con le sue capacità e con i suoi limiti, con le sue grandezze e con le sue mancanze, come capita a tutti noi».

«Ha vissuto desto, cercando di praticare e di far praticare alla Chiesa di Genova prima e alla Chiesa di Chiavari il discernimento su dove venga oggi il Signore e il Regno di Dio, soprattutto in quel gesto con cui i cristiani dicono la loro attesa della venuta del Signore Gesù che è l’annuncio del Vangelo, nel tempo opportuno e nel tempo non opportuno, quando le cose vanno bene e quando le cose non vanno bene – ha continuato Devasini -. Caro Vescovo Alberto, la bella Chiesa che è in Chiavari – Chiesa che hai teneramente e intensamente amato, Chiesa di cui hai sempre parlato con umile fierezza – si congeda ora da te ringraziandoti per la tua paternità: una paternità che ha favorito la comunione ecclesiale e la fraternità tra i presbiteri; una paternità attenta all’uomo là dove si svolge la sua vita quotidiana; una paternità vissuta all’insegna della pazienza e di una fedeltà instancabile ancorché fortemente messa alla prova dalle tue fragilità fisiche; una paternità contrassegnata da sobrietà e discrezione. Caro Vescovo Alberto, per te la notte è passata ed è sorto lo splendore di un incontro. E non con un Dio ladro di vita ma con un Dio che si fa servo dei suoi servi, che si china davanti all’uomo e lo onora, che allieta e nutre la vita, un Dio amante della vita, della vita che per lui, con lui e in lui non conosce tramonto».

Al termine si è data lettura dei messaggi di cordoglio inviati da Papa Francesco e dal Segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, mons. Giuseppe Baturi, a nome del cardinale Presidente Matteo Maria Zuppi.

E’ seguita la tumulazione in forma privata nella cripta dei Vescovi.

Continua ininterrotto da ieri mattina il flusso di fedeli nella Cattedrale di Nostra Signora dell’Orto per fare visita e pregare davanti alla salma del Vescovo emerito, mons. Alberto Tanasini, scomparso mercoledì mattina.

Questo pomeriggio alle 15:30 il funerale sarà presieduto dall’Arcivescovo metropolita di Genova, mons. Marco Tasca. Assisterà alla Celebrazione il cardinale Angelo Bagnasco, vescovo emerito di Genova.

Diversi i presuli che hanno confermato la loro partecipazione: mons. Calogero Marino (vescovo di Savona-Noli e per lungo tempo Vicario generale della Diocesi chiavarese), mons. Corrado Sanguineti (vescovo di Pavia e suo tempo Pro-Vicario generale della nostra Diocesi), mons. Luigi Ernesto Palletti (vescovo di La Spezia-Sarzana-Brugnato, che sostituì mons. Tanasini come Ausiliare di Genova), mons. Guido Marini (vescovo di Tortona), mons. Mario Vaccari (vescovo di Massa Carrara-Pontremoli), mons. Vittorio Lupi (vescovo emerito di Savona-Noli), mons. Martino Canessa (vescovo emerito di Tortona).

A tenere l’omelia sarà il Vescovo diocesano, mons. Giampio Devasini.

Il Vescovo diocesano, mons. Giampio Devasini, ha disposto per oggi, giovedì 25 gennaio, il suono delle campane “a morto” di tutte le chiese del territorio diocesano alle ore 19:00 in segno di suffragio per la scomparsa del Vescovo emerito, mons. Alberto Tanasini.

Si è spento questa mattina alle 4:00 mons. Alberto Tanasini.

Il Vescovo emerito di Chiavari era ricoverato nel reparto di rianimazione dell’Ospedale di Lavagna.

La salma di mons. Tanasini sarà esposta domani mattina, giovedì 25 gennaio, alle ore 8:00 nella Cattedrale di Nostra Signora dell’Orto. Le Sante Messe di domani (8:30-10:30-18:00) e di venerdì (8:30-10:30) saranno celebrate in suo suffragio. 

La Chiesa Cattedrale rimarrà aperta per tutta la giornata di domani per consentire la visita e la preghiera dei fedeli. Rimarrà aperta anche venerdì sino alle ore 12:00.

Il Rosario sarà pregato domani sera, giovedì 25 gennaio, alle ore 21:00 in Cattedrale. Il funerale sarà celebrato venerdì pomeriggio, 26 gennaio, alle ore 15:30 e sarà presieduto dall’Arcivescovo metropolita di Genova, monsignor Marco Tasca.

La tumulazione avverrà in forma privata nella cripta dei Vescovi.

Nato a Ravenna il 6 agosto 1945, del clero di Genova, mons. Tanasini era stato ordinato Presbitero il 1 marzo 1969. Eletto alla Chiesa titolare di Suelli il 2 luglio 1996, consacrato il 14 settembre 1996, è stato Vescovo ausiliare di Genova sino al trasferimento a Chiavari il 16 maggio 2004. Ha guidato la nostra Diocesi sino al 10 aprile 2021.

don Luca Sardella
Portavoce della Diocesi

Nella Solennità della Presentazione del Signore, si rinnova l’appuntamento con la Giornata della Vita Consacrata. Il prossimo 2 febbraio alle 17:45 appuntamento in Cattedrale.

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Diocesi

Nomine

L’Arcivescovo di Genova, mons. Marco Tasca, in accordo con i competenti Vescovi della Regione Ecclesiastica Ligure ha designato don Alessandro Giosso componente del Consiglio di Indirizzo della Fondazione CARIGE.

A questo Organo è affidato il compito di vigilare sull’operato del Consiglio di Amministrazione della Fondazione stessa, sulle sue attività istituzionali e sui risultati dell’attività di investimento.

Don Alessandro, nato a Chiavari il 28 dicembre 1973, ordinato Presbitero l’8 dicembre 1999, è attualmente Parroco delle Parrocchie di San Martino in Portofino e di Santa Maria Assunta in Nozarego. Membro del Consiglio diocesano per gli Affari Economici, Direttore del Museo diocesano e dell’Archivio storico diocesano, è Dottorando di ricerca in Teologia Fondamentale alla Pontificia Università Gregoriana di Roma.

Gli stessi Vescovi della Conferenza Episcopale Ligure nel corso dell’ultima riunione hanno nominato don Luca Sardella nuovo Difensore del Vincolo nel Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano della Liguria.

Il compito del Difensore del Vincolo all’interno di un Processo canonico consiste nel cercare e presentare al giudice tutti quegli argomenti che ragionevolmente possono servire per dimostrare la validità di un’ordinazione o di un matrimonio.

Don Luca, nato a Santa Margherita Ligure il 13 gennaio 1982, ordinato Presbitero il 24 novembre 2013, è Parroco delle Parrocchie di Santa Margherita e di San Giacomo di Corte in Santa Margherita Ligure, Direttore dell’Ufficio per le Comunicazioni sociali e Portavoce della Diocesi, Direttore dell’Ufficio Giuridico della Curia, Membro del Consiglio diocesano per gli Affari Economici, Docente di Mezzi di Comunicazione sociale all’Istituto Superiore di Scienze Religiose della Liguria, Assistente diocesano del Settore Giovani dell’Azione Cattolica e Dottorando di ricerca in Diritto Canonico alla Pontificia Università Lateranense di Roma.

Si è conclusa oggi la tradizionale Tre-giorni del Clero che da lunedì ha visto riuniti a Varigotti diversi sacerdoti della Diocesi per l’annuale appuntamento di formazione e fraternità.

I Presbiteri partecipanti hanno avuto modo di riflettere e confrontarsi sul tema: “Fiducia, vulnerabilità e forme di abuso”.

A guidare i lavori il biblista don Matteo Crimella, Anna Deodato, membro del Servizio nazionale per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili della Cei, e don Enrico Parolari, prete della diocesi di Milano e psicoterapeuta.

«Si configura un abuso – ha detto don Parolari – quando si verifica una manipolazione della coscienza e una costrizione arbitraria della libertà personale, sino al punto di ledere, distorcere e annullare nella vittima il suo rapporto con Dio, i suoi convincimenti più profondi, arrivando a coinvolgere e ridurre la sua capacita di autodeterminazione vitale». C’è stato spazio tra i Presbiteri per interrogarsi e conoscere questo fenomeno, così da porre passi consapevoli nell’esercizio del proprio ministero.

Presente a Varigotti il Vescovo diocesano, mons. Giampio Devasini, che ha condiviso il clima di amicizia e fraternità che sempre scandisce questo appuntamento.

L’evoluzione dei sistemi di intelligenza artificiale rende sempre più naturale comunicare attraverso e con le macchine, tanto che è diventato difficile distinguere il calcolo dal pensiero, il linguaggio prodotto da una macchina da quello generato dagli esseri umani.

Come tutte le rivoluzioni, anche questa basata sull’intelligenza artificiale pone nuove sfide affinché le macchine non contribuiscano a diffondere un sistema di disinformazione a larga scala e non aumentino la solitudine di chi è già solo, privandoci di quel calore che solo la comunicazione tra persone può dare.

È importante guidare l’intelligenza artificiale e gli algoritmi perché vi sia in ognuno una consapevolezza responsabile nell’uso e nello sviluppo di queste forme differenti di comunicazione che si vanno ad affiancare a quelle dei social media e di internet. È necessario che la comunicazione si orientata a una vita più piena della persona umana.

In occasione della festa di San Francesco di Sales, patrono dei Giornalisti, l’Ufficio per le Comunicazioni sociali della Diocesi di Chiavari e l’Unione Cattolica della Stampa Italiana Liguria, in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti della Liguria, organizzano un incontro formativo sul tema del messaggio del Papa per la 58esima Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali.

L’appuntamento è mercoledì 24 gennaio alle 10:00 nei locali del Seminario vescovile di Chiavari, in Piazza Nostra Signora dell’Orto 8.

L’incontro inizierà con la celebrazione della Messa, presieduta dal vescovo di Chiavari, mons. Giampio Devasini, incaricato della Conferenza Episcopale Ligure per le Comunicazioni sociali. Il momento formativo inizierà alle 10:30.

Interverrà da remoto – con la possibilità di porre domande – Luigi Rancilio, caporedattore di Avvenire e responsabile dei social. Interverrà in presenza Stefania Berretta, responsabile della formazione per l’Ordine dei Giornalisti della Liguria.

Introduce don Luca Sardella, Direttore dell’Ufficio per le Comunicazioni sociali e Portavoce della Diocesi di Chiavari. Modera Emanuela Castello, presidente UCSI Liguria.

E’ stata richiesta la possibilità di accreditare l’incontro nell’ambito della formazione permanente.

E’ in programma mercoledì 24 gennaio l’incontro ecumenico a Sestri Levante promosso dalle Chiese cristiane del Tigullio nell’ambito della Settimana di preghiera per l’unità dei Cristiani.

Pubblichiamo l’omelia del Vescovo diocesano pronunciata in Cattedrale nella Solennità dell’Epifania del Signore.

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«La pace è trasformazione del cuore»

In allegato l’omelia di mons. Giampio Devasini pronunciata in Cattedrale il primo gennaio.

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Si allega l’omelia tenuta in Cattedrale dal Vescovo diocesano nel corso della Celebrazione del Te Deum di fine anno.

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Tradizionale incontro pre-natalizio questa mattina in Curia tra il Vescovo diocesano, mons. Giampio Devasini, e i Sindaci del Tigullio per lo scambio degli auguri.

Gratitudine da parte dei primi cittadini del territorio per l’opportunità di ritrovarsi insieme per uno sguardo ampio e complessivo sul comprensorio, sulle sue fatiche ma anche sulle sue potenzialità.

Il dialogo è stato avviato da una serie di temi che il Vescovo ha offerto alla riflessione di tutti. Dall’incremento delle persone che vivono in stato di povertà all’emergenza abitativa, dalla disoccupazione al sostegno delle giovani generazioni.

Ogni sindaco ha avuto modo di condividere le difficoltà che si incontrano quotidianamente nella cura del bene comune e la relativa fatica nel fare programmazione, individuando però nel “fare rete” la possibilità di affrontare sinergicamente le sfide con uno sguardo comune.

Cena pre natalizia per la Consulta diocesana di Pastorale Giovanile. Un’occasione per fare festa e dirsi la reciproca gratitudine per il servizio svolto insieme a favore dei giovani di tutta la Diocesi. «Un bel momento di fraternità che aiuta a cementare il legame tra noi per essere sempre di più un gruppo a servizio di tutti» dice Maria Giulia Crispino, Vice direttrice del Servizio diocesano di Pastorale giovanile.

In allegato le omelie pronunciate da mons. Giampio Devasini

Fragilità negli adolescenti, ma anche incertezza negli adulti.

La sfida delle scuole per accompagnare i ragazzi e le ragazze a crescere con responsabilità è aperta. La Diocesi ha il desiderio di porsi al fianco delle istituzioni per condividere progetti e iniziative che supportino uno sguardo educativo che favorisca studenti, genitori e insegnanti.

Questo aspetto, insieme ad altri, è stato al centro dell’incontro che si è svolto stamane nel Seminario di Chiavari tra il Vescovo diocesano, monsignor Giampio Devasini, e i dirigenti scolastici del territorio. Un’iniziativa organizzata insieme alla Rete Merani, realtà che coordina le scuole del Tigullio e del Golfo Paradiso. 

«Al di là delle analisi – ha detto il Vescovo – è importante incontrarsi e condividere delle proposte che aiutino a incontrare i ragazzi per offrirgli esperienze significative e confrontarsi con gli adulti perché non si sentano soli nelle difficoltà che incontrano».

La Diocesi, che già ha all’attivo esperienze di collaborazioni con le scuole, ha offerto ulteriore disponibilità sia di idee che di spazi per promuovere nuovi percorsi.

«E’ stata un’occasione significativa – ha detto al termine Catenina Balli, dirigente scolastica, coordinatrice della Rete Merani – soprattutto per guardare alle iniziative buone che già sono presenti sul territorio, nell’ottica di crescere nel fare rete e nel mettere in gioco impegno e creatività. Ogni giorno vediamo che le problematiche aumentano, ma se si affrontano insieme intravediamo la possibilità di non rimanere bloccati nell’emergenza». Dai dirigenti l’impegno a far scoprire agli studenti «che a scuola non si viene solo per sé stessi. Occorre investire sulla bellezza del tempo dedicato agli altri, a partire dal compagno più in difficoltà fino ad iniziative di volontariato».

Con grande riconoscenza ci apprestiamo a salutare la Comunità dei Frati Cappuccini di Santa Margherita Ligure che il prossimo 10 gennaio lascerà il locale convento per unirsi ad altre Comunità.
La loro presenza a Santa Margherita Ligure dagli inizi del 1600 ha contribuito negli anni a far crescere un’autentica spiritualità francescana segnata dall’accoglienza, dalla cura e dall’aiuto ai più poveri. Per questo la Diocesi esprime ammirazione e gratitudine.
Non possiamo nascondere il profondo dispiacere dell’intera comunità diocesana perché insieme ai Frati Cappuccini di Santa Margherita saluteremo presto anche le Sorelle Clarisse di Leivi. Ma c’è al contempo la consapevolezza che il seme di Vangelo da loro piantato e curato in tanti anni di attività non andrà perduto.
La spiritualità di San Francesco continuerà ad incarnarsi nel tessuto della nostra Chiesa diocesana, a partire dall’eredità che la Comunità di Santa Margherita Ligure si prepara a consegnare al territorio e alla presenza francescana che continuerà a vivere e
operare nel convento di Chiavari.

don Luca Sardella
Portavoce della Diocesi

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Diocesi Notizia

Francesco Basso ordinato Diacono

Il seminarista Francesco Basso è stato ordinato Diacono dal Vescovo diocesano questo pomeriggio nella Cattedrale di Chiavari. Pubblichiamo il testo dell’omelia pronunciata da mons. Giampio Devasini.

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Cari fratelli e sorelle,​

oggi da questa assemblea si leva a Dio un duplice grazie. Un primo grazie è per averci donato Maria, Madre di Gesù e Madre nostra; un secondo grazie è per l’ordinazione diaconale del nostro Francesco.

Caro Francesco, tra poco sarai conformato a Gesù che non è venuto in questo mondo per essere servito ma per servire; diventerai sacramento, segno efficace della sua presenza in mezzo al santo popolo fedele di Dio. Sarai servo dell’annuncio della Parola, servo dell’amore da condividere con i fratelli e le sorelle, servo del culto da rendere a Dio.

Servo dell’annuncio del Vangelo e cioè dell’amore di Dio manifestatosi pienamente in Gesù così che nessuno si senta escluso da questo amore che mette/rimette in piedi le persone, guarisce l’umana esistenza liberandola dalla deriva del non senso, dona conforto, speranza e gioia di vivere. E sappiamo tutti bene che l’annuncio del Vangelo è tanto più credibile quanto più il Vangelo permea mente, cuore, mani e piedi di chi l’annuncia. Sì, anche i piedi: quanta strada percorre Gesù nei Vangeli! E quanto ci dice questo camminare! Essere Chiesa di Gesù, essere alla sequela di Gesù cos’altro può voler dire se non questo? Uscire, con Gesù e al modo di Gesù, per incontrare le donne e gli uomini che abitano le nostre città e i nostri paesi; uscire, con Gesù e al modo di Gesù, per essere aiutati a liberarci da schemi mentali sclerotizzati che ci tengono prigionieri impedendoci di essere uomini e donne di comunione; uscire, con Gesù e al modo di Gesù, per non addormentarci nelle nostre comodità o nei nostri riti.

Al servizio del Vangelo è strettamente – direi di più: costitutivamente – legato il servizio dell’amore da condividere con i fratelli e le sorelle e particolarmente con i poveri, nell’accezione più ampia possibile del termine. Poveri e Vangelo devono stare insieme perché i poveri non sono una categoria sociale, sono sacramento di Cristo, segno efficace della sua presenza. Sono la carne di Gesù che dobbiamo abbracciare ed accarezzare. Poveri e Vangelo devono stare insieme perchè sono i poveri ad evangelizzarci in quanto ci permettono di riconoscere, attraverso le tante sfaccettature della loro condizione e della loro vita, i tratti più autentici del volto del Padre che è nei cieli. Quando e come inizia il cammino di conversione di Francesco d’Assisi? È lui stesso a dircelo nel suo Testamento: «Il Signore dette a me, frate Francesco, di incominciare a fare penitenza così: quando ero nei peccati mi sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi e il Signore stesso mi condusse tra loro e usai con essi misericordia. E allontanandomi da essi, ciò che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza d’animo e di corpo». Poveri e Vangelo devono stare insieme perché è quanto facciamo per i poveri che dà autorevolezza e forza all’annuncio della buona notizia dell’amore di Dio. Poveri e Vangelo devono stare insieme perché i poveri sono miei fratelli, sono mie sorelle in quanto figli e figlie dell’unico Padre che è nei cieli. Prendersi cura dei poveri comporta anche la disponibilità a fare la propria parte contro quelle strutture di peccato che creano nella società la cultura dello scarto, dell’esclusione, che privano la persona della sua dignità. 

Infine, il servizio dell’altare: assistere il vescovo e i presbiteri soprattutto quando presiedono l’Eucaristia. «L’Eucaristia […] guarisce la nostra memoria chiusa. Le ferite che ci teniamo dentro non creano problemi solo a noi, ma anche agli altri. Ci rendono paurosi e sospettosi: all’inizio chiusi, alla lunga cinici e indifferenti. Ci portano a reagire nei confronti degli altri con distacco e arroganza, illudendoci che in questo modo possiamo controllare le situazioni. Ma è un inganno: solo l’amore guarisce alla radice la paura e libera dalle chiusure che imprigionano. Così fa Gesù, venendoci incontro con dolcezza, nella disarmante fragilità dell’Ostia; così fa Gesù, Pane spezzato per rompere i gusci dei nostri egoismi; così fa Gesù, che si dona per dirci che solo aprendoci ci liberiamo dai blocchi interiori, dalle paralisi del cuore. Il Signore, offrendosi a noi semplice come il pane, ci invita anche a non sprecare la vita inseguendo mille cose inutili che creano dipendenze e lasciano il vuoto dentro. L’Eucaristia spegne in noi la fame di cose e accende il desiderio di servire. Ci rialza dalla nostra comoda sedentarietà, ci ricorda che non siamo solo bocche da sfamare, ma siamo anche le sue mani per sfamare il prossimo. È urgente ora prenderci cura di chi ha fame di cibo e dignità, di chi non lavora e fatica ad andare avanti. E farlo in modo concreto, come concreto è il Pane che Gesù ci dà. Serve una vicinanza reale, servono vere e proprie catene di solidarietà. Gesù nell’Eucaristia si fa vicino a noi: non lasciamo solo chi ci sta vicino!» (Papa Francesco, 14 giugno 2020).

Caro Francesco, concorri a generare non una Chiesa avulsa dal reale, corrispondente ai tuoi gusti e alle tue idee ma una Chiesa che vive nel tempo, mantenendo salda la speranza e attendendo i cieli nuovi e la terra nuova. Concorri a generare non una Chiesa dormiente, che adora le ceneri, paga della sua storia e delle sue tradizioni, ma una Chiesa dinamica, che custodisce il fuoco, si interroga, scruta i segni dei tempi e si lascia convertire continuamente per essere fedele al mandato del suo Signore. Concorri a generare non una Chiesa che distribuisce sempre e soltanto certezze dottrinali e orientamenti morali ma una Chiesa che innanzitutto ascolta, che sa anche suscitare e custodire domande, cosciente di camminare nella notte pellegrina verso la luce. Concorri a generare non una Chiesa che condanna ed esclude, una Chiesa-dogana ma una Chiesa che accoglie, abbraccia, accarezza. 

Caro Francesco, Maria SS.ma ti accompagni aiutandoti a vivere una sempre più profonda relazione con Gesù e, con lui e come lui, a donare la tua vita agli altri perchègli altri abbiano vita. 

Cari fratelli e sorelli permettetemi di concludere questa riflessione con una preghiera a Maria composta dal grande don Tonino Bello:

«Santa Maria, fa’ che il Vangelo diventi la norma ispiratrice di ogni nostra scelta quotidiana. Preservaci dalla tentazione di praticare sconti sulle sue esigenti richieste. Rendici capaci di obbedienze gaudiose. E metti, finalmente, le ali ai nostri piedi perché alla Parola possiamo rendere il servizio missionario dell’annuncio, fino agli estremi confini della terra. Santa Maria, serva del mondo, che, subito dopo esserti dichiarata ancella di Dio, sei corsa a farti ancella di Elisabetta, conferisci ai nostri passi la fretta premurosa con cui tu raggiungesti la città di Giuda, simbolo di quel mondo di fronte al quale la Chiesa è chiamata a cingersi il grembiule. Restituisci cadenze di gratuità al nostro servizio così spesso contaminato dalle scorie dell’asservimento. E fa’ che le ombre del potere non si allunghino mai sui nostri offertori.

Tu che hai sperimentato le tribolazioni dei poveri, aiutaci a mettere a loro disposizione la nostra vita, con i gesti discreti del silenzio e non con gli spot pubblicitari del protagonismo. Rendici consapevoli che, sotto le mentite spoglie degli affaticati e degli oppressi, si nasconde il Re. Apri il nostro cuore alle sofferenze dei fratelli. E perché possiamo essere pronti a intuirne le necessità, donaci occhi gonfi di tenerezza e di speranza.

Gli occhi che avesti tu, quel giorno. A Cana di Galilea». Amen.

Pubblichiamo l’omelia pronunciata questa sera dal Vescovo Devasini nel corso della Veglia dell’Immacolata nella Basilica dei Santi Gervasio e Protasio di Rapallo.

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«Ecco Dio è la mia salvezza» (Is 12, 2)

«Il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore» (Lc 1, 47)

Cari fratelli e sorelle, la salvezza della nostra vita dalla deriva del non senso, dell’inconsistenza, della disperazione si compie accogliendo l’amore di Dio, l’amore preveniente, gratuito, incondizionato, smisurato di Dio. Questo amore però non è sempre evidente: per esempio non lo è quando mi accade di vivere esperienze particolarmente dolorose…..magari col tempo riuscirò anche a leggerle – per usare le parole di Peter Cameron – come «un dono crudele,  ma pur sempre un dono» perché mi hanno aiutato a capire tante cose, a dare una certa direzione alla mia vita, a non essere superficiale…..ma non è detto che questo avvenga, non è automatico. Oggi ho inaugurato a Cicagna l’abete “Natalino” che ha dato volto concreto ad un racconto di Vladimiro, un ragazzo di 32 anni affetto da sla: completamente immobile, tracheostomizzato, nutrito attraverso la peg e disperatamente attaccato alla vita. L’ho conosciuto in occasione del pellegrinaggio a Lourdes dell’agosto scorso e poi, con don Marco Gattorna, l’ho incontrato altre volte: confessare l’amore di Dio nella sua condizione è terribilmente difficile per lui ma anche per me. Dagli incontri con lui – il cui mondo interiore si sta affinando fino a raggiungere vette altissime – esco sempre commosso e arricchito ma anche con tante domande che non trovano risposta. Ecco, penso che credere sia anche questo: confessare l’amore di Dio quando quest’amore non è affatto evidente. Il credente non è uno che avanza nella serena luminosità del giorno ma è uno che cammina nella notte, pellegrino verso la luce. La fede non è possesso, garanzia, sicurezza. La fede è resa, consegna, abbandono. «Credo, Signore, aiuta la mia incredulità» (Mc 9, 24).

La salvezza della nostra vita dalla deriva del non senso, dell’inconsistenza, della disperazione si compie accogliendo l’amore di Dio, l’amore preveniente, gratuito, incondizionato, smisurato di Dio. E quest’accoglienza ha i tratti dell’autenticità solo quando, con il mio cuore, dilatato da questo amore, vado, con Dio e come Dio, verso gli altri, metto la mia esistenza a servizio degli altri, dono la mia vita agli altri perché gli altri abbiano vita. Gesù ci ha insegnato che il credente non è colui che obbedisce a Dio osservando le sue leggi ma è colui che assomiglia al Padre che è nei cieli perché pratica un amore simile al suo. E lo può praticare perché è abitato dall’amore di Dio come ci ricorda l’apostolo Paolo: «L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato» (Rm 5, 5). «Credo, Signore, aiuta la mia incredulità» (Mc 9, 24).

Caro Francesco, con te e per te preghiamo perchè tu possa tenere sempre lo sguardo fisso su Gesù, sul suo esempio luminoso, sulla radicalità e totalità della sua intrepida dedizione e così avrai la forza di servire i fratelli e le sorelle “a modo di Gesù”. Caro Francesco, con te preghiamo perché, sul tuo esempio, altri giovani, accogliendo la chiamata di Dio, decidano di dedicarsi totalmente a Lui nel servizio dei fratelli e delle sorelle. 

Nel suo cammino verso il Presbiterato, nella Solennità dell’Immacolata Concezione di Maria il seminarista Francesco Basso verrà ordinato Diacono per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria del Vescovo diocesano mons. Giampio Devasini.

La Celebrazione, venerdì 8 dicembre, si svolgerà nella Cattedrale di Nostra Signora dell’Orto alle ore 18:00.

Nato a Genova il 6 marzo 1991, Francesco appartiene alla comunità parrocchiale dei Santi Gervasio e Protasio di Rapallo. Qui vive sin da giovanissimo il suo servizio come catechista e animatore. Laureato in Servizio Sociale all’Università di Genova, ha lavorato come Assistente sociale presso il Comune di Rapallo in diverse aree.

Entrato in Seminario nel settembre 2018, in questi anni ha prestato servizio pastorale nella Parrocchia dei Santi Gervasio e Protasio di Rapallo, in quella di San Bartolomeo della Ginestra a Sestri Levante e a San Pietro di Riva Trigoso.

Da due anni sta svolgendo servizio nelle Parrocchie di Leivi e Camposasco, nei gruppi giovani della Parrocchia di Sampierdicanne, nella Consulta diocesana di Pastorale giovanile, nella Casa circondariale di Chiavari e nel Centro di ascolto Caritas chiavarese.

L’appuntamento di venerdì sarà preceduto, come tradizione, da una Veglia di Preghiera curata dal Seminario diocesano che quest’anno si svolgerà a Rapallo domani, giovedì 7 dicembre, alle ore 21:00 nella Basilica dei Santi Gervasio e Protasio.

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Diocesi Notizia

Nomine

Il Vescovo diocesano, mons. Giampio Devasini, ha nominato Mattia Annovazzi e Maria Giulia Crispino nuovi Vice Direttori dell’Ufficio diocesano per la Pastorale giovanile.

Mattia Annovazzi, nato a Genova il 28 ottobre 1996, è ingegnere civile e appartiene alla Parrocchia di San Giuseppe dei Piani di Ri a Chiavari.

Maria Giulia Crispino, nata a Genova il 31 marzo 2003, è studentessa di Tecniche di laboratorio biomedico all’Università di Genova. Appartiene alla Comunità parrocchiale di Santo Stefano del Ponte a Sestri Levante.

Entrambi condividono il servizio educativo nelle rispettive parrocchie, nella Consulta di Pastorale giovanile e nell’Equipe giovani dell’Azione Cattolica diocesana.

Il Vescovo ha anche nominato Luca Pani nuovo Vice Direttore dell’Ufficio per la Pastorale della Scuola e dell’università e dell’Ufficio per l’Insegnamento della religione cattolica.

Nato a Lavagna il 1° maggio 1972, Pani è Docente di ruolo di Religione cattolica alla Scuola primaria di Lavagna.

don Luca Sardella
Direttore Ufficio per le Comunicazioni sociali
Portavoce della Diocesi

Conto alla rovescia per la Giornata diocesana Giovani che sabato 25 novembre coinvolgerà i ragazzi di tutta la Diocesi a Santa Margherita Ligure.

L’appuntamento annuale si celebra alla vigilia della solennità di Cristo Re dell’Universo, giornata scelta da Papa Francesco per la celebrazione della Giornata, e vedrà protagonisti i giovani di tutte le parrocchie, associazioni e movimenti del comprensorio.

Il ritrovo alle ore 19:00 nell’Auditorium della centrale Parrocchia di Santa Margherita. Musica, animazione e giochi scandiranno le fasi iniziali della serata, per poi passare all’apericena curata dal locale Comitato “Festa della Primavera”. 

Alle ore 21:00 nella Basilica di Santa Margherita la preghiera sarà guidata dal vescovo diocesano, mons. Giampio Devasini.

La Giornata diocesana Giovani, promossa dalla Consulta di Pastorale giovanile, avrà come titolo “Sperare insieme”.

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Diocesi

Nomine

I Vescovi della Regione Ecclesiastica Ligure hanno nominato e riconfermato alcuni Presbiteri della nostra Diocesi come responsabili di altrettanti settori della pastorale. 

Don Mario Cagna è stato nominato nuovo Delegato regionale per la Salute; monsignor Andrea Buffoli è il nuovo Delegato regionale per le Confraternite.

Rinnovato, inoltre, l’incarico a don Alberto Gastaldi come Delegato regionale per la Pastorale giovanile e vocazionale e a don Paolo Zanandreis come Delegato regionale per i Problemi sociali e il lavoro.

don Luca Sardella
Direttore Ufficio per le Comunicazioni sociali
Portavoce della Diocesi

La comunità diocesana celebra in comunione con tutta la Chiesa la settima Giornata Mondiale dei Poveri. Domenica a San Bartolomeo della Ginestra a Sestri Levante il pranzo aperto alle persone sole e senza dimora alle 12:15. Nelle celebrazioni eucaristiche la Caritas invita a fare un tempo di sosta nel quale rispondere alla domanda: “Quali sono le povertà che vedo intorno a me in questo tempo?”. Diffuso anche un pieghevole che riassume tutti i riferimenti essenziali dei servizi offerti dalla Caritas.

In allegato il Messaggio di Papa Francesco per la Giornata.

Pubblichiamo l’omelia tenuta questa sera dal Vescovo diocesano, mons. Giampio Devasini, nel corso della Consegna del mandato ai Catechisti per l’Anno pastorale 2023/2024

Cari fratelli e sorelle, se vogliamo capire la natura della Chiesa, i motivi per cui esiste, lo scopo della sua vita, è utile andare alle origini. E troviamo subito una sorpresa: la Chiesa nasce sulle rive di un lago: il lago di Galilea. C’è da meravigliarsi che la Chiesa non nasca in un luogo sacro, che Gesù non abbia chiamato i primi apostoli dal Tempio di Gerusalemme, che non sia andato a cercarli in una sinagoga. Evidentemente Gesù non vuole far nascere la Chiesa dentro a una campana di vetro, non intende proteggerla dal mondo profano o dalla strada, ma desidera che sia un gruppo di gente normale, immersa nella realtà comune. Non solo Gesù evita di radunare i primi discepoli in un luogo speciale, ma neppure cerca un tempo speciale: li chiama mentre stanno lavorando, non mentre stanno pregando; i primi due «gettavano le reti in mare» e gli altri due «riparavano le loro reti». La Chiesa che Gesù raduna è una Chiesa del quotidiano, una chiesa del tempo ordinario.

Ma chiama per fare cosa? Per mettersi in cammino: «Venite dietro a me», è la sua proposta. Si sarebbero forse aspettati, da un rabbino dell’epoca, un invito diverso: “Venite e sedetevi”, per prendere appunti; oppure: “Venite e ripetete” per imparare a memoria una dottrina. Invece li invita a mettersi in moto. E i quattro, come faranno tanti altri, cominciano a camminare dietro a Gesù. La Chiesa da lui voluta non sta ad aspettare che gli altri arrivino; è una Chiesa in movimento, una Chiesa «in uscita» come dice papa Francesco. I cristiani sono dei peccatori che hanno l’umiltà di mettersi in cammino, non sono dei santi già arrivati al traguardo. Questo cammino ha una meta, non è un girovagare a caso. La meta dei discepoli è diventare «pescatori di uomini». Gesù rispetta l’umanità dei suoi apostoli e non chiede loro in quel momento di diventare pastori, operai, agricoltori – immagini che userà più avanti – ma di rimanere pescatori, di essere se stessi, di conservare la loro umanità. Però la eleva: non più pescatori di pesci, ma di uomini; la loro vita non sarà più spesa unicamente per sfamare le loro famiglie, ma per sfamare le folle. Le loro reti d’ora in avanti saranno gettate non più solo nel mare di Galilea, ma in quel mare così profondo e misterioso che è il cuore umano. 

Occorrono anche oggi dei cristiani che siano pescatori di uomini, che gettino reti. In un clima spesso faticoso e sofferente, povero di risorse e di fiducia, ferito e amareggiato, i cristiani sono invitati da Gesù a gettare reti di speranza e di tenerezza. Ci sono già tanti giudici spietati nel mondo, perché anche i cristiani si mettano a puntare il dito; e infatti Gesù non ha immaginato la Chiesa come un tribunale. Ci sono già tante persone occupate a classificare gli altri, a registrarli come buoni o cattivi, perché anche i cristiani si mettano a fare i contabili dei peccati altrui; e infatti Gesù non ha immaginato la Chiesa come l’ufficio dell’anagrafe e o del catasto. L’ha immaginata come una rete d’amore e di speranza, una comunità capace di costruire relazioni che diano vita. Una rete dove la gente non rimanga impigliata controvoglia, imbrigliata e bloccata, ma si senta legata agli altri, sperimenti la gioia dell’amicizia con Dio e i fratelli, vinca la solitudine interiore e provi il bisogno di interessarsi di coloro che vivono nella necessità. Il cuore umano è un mare spesso in tempesta, dentro al quale però, si trovano ricchezze inaspettate. 

Gesù ha chiamato i discepoli perché gettino le reti in questo mare, tirandovi fuori i tesori della speranza e della solidarietà, spesso purtroppo sepolti nei fondali dell’egoismo, dell’indifferenza e della solitudine.

Cari fratelli e sorelle, alla luce del brano di Vangelo proclamato stasera chi è il catechista?

Il catechista è una persona non bigotta, non bacia pile, non clericale; il catechista è una persona che non partecipa alla vita della comunità parrocchiale perché lo stare in famiglia le è pesante o per altre ragioni poco trasparenti: per favore prendiamoci cura in altro modo delle persone esistenzialmente frustrate. 

Il catechista è una persona impegnata a crescere nella relazione di amicizia, di comunione con Gesù e a lasciarsi orientare – nella vita ordinaria, nella vita di ogni giorno – dalla sua parola e dai suoi esempi.  

Il catechista è una persona che sente il desiderio e l’urgenza di condividere la gioia che per lei scaturisce dall’incontro con Gesù e che quindi sa trovare, con intelligenza, creatività e pazienza, le vie per praticare tale condivisone.

Il catechista è una persona accogliente che si impegna a comprendere i bambini/i ragazzi e loro famiglie eventualmente multicolori, a lasciarsi toccare dai loro vissuti, valorizzando il tanto di buono che sicuramente li abita, senza mai giudicare, senza mai incasellare né gli uni nè le altre.

Il catechista è una persona che, prima ancora che trasmettere una dottrina (che va trasmessa, certo), getta reti d’amore, di speranza, di tenerezza, di solidarietà; il catechista è cioè una persona che promuove relazioni capaci di donare vita, che aiuta a sperimentare la gioia dello stare insieme, la gioia del vivere non solo per se stessi. 

Cari fratelli e sorelle: con voi e per voi preghiamo perché possiate sempre essere catechisti/e secondo il cuore di Gesù. Buon cammino. 

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Diocesi

Rinunce e nomine

Il Vescovo diocesano, monsignor Giampio Devasini, ha nominato fra David Junior Tchamatou, dell’ordine dei Frati Minori Cappuccini, nuovo Assistente religioso dell’Ospedale “Nostra Signora di Montallegro” in Rapallo.

Fra David, nato a Kumba (Camerun) il 30 dicembre 1974, appartiene alla comunità dei Cappuccini di Santa Margherita Ligure e sostituisce padre Alberto Minuzzo OFM capp. trasferito in altra Diocesi.

don Luca Sardella
Direttore Ufficio per le Comunicazioni sociali
Portavoce della Diocesi

È pronto il programma della Peregrinatio Mariae della statua della Madonna di Lourdes nella nostra Diocesi, promossa a livello nazionale dall’Unitalsi. 

L’immagine mariana arriverà a Chiavari domenica 3 dicembre alle 20:45 e sarà accolta sul sagrato della Cattedrale di Nostra Signora dell’Orto alle 20:45 dal Vescovo diocesano, mons. Giampio Devasini, alla presenza delle Autorità civili e militari. Seguirà la Celebrazione della Parola nella Giornata dei ministeri e delle cantorie, quindi l’Adorazione Eucaristica per tutta la notte. 

Lunedì 4 dicembre, dopo la Santa Messa presieduta dal Vescovo alle 6:30 e il saluto a Maria alle 8:30, la Peregrinatio toccherà nell’arco della giornata diversi punti del territorio diocesano: il carcere di Chiavari, l’ospedale di Lavagna, il Santuario di Nostra Signora dei Miracoli di Cicagna, i Pii Istituti riuniti di Santa Margherita Ligure. Alle 18:00 nella Basilica dei Santi Gervasio e Protasio di Rapallo il Vescovo emerito di Chiavari, mons. Alberto Tanasini, celebrerà l’Eucaristia. In serata si farà tappa nella Parrocchia di San Michele a Casarza Ligure.

Martedì 5 dicembre nella Parrocchia di Sant’Antonio di Sestri Levante la Celebrazione eucaristica conclusiva presieduta dal Vescovo Devasini alle ore 7:00.

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Diocesi Notizia

Rinunce e nomine

Il Vescovo diocesano, mons. Giampio Devasini, ha nominato in data odierna tre nuovi membri del Consiglio Pastorale diocesano.

Si tratta di frate Gianfranco Iacopi OFM Capp., in servizio al Convento dei Cappuccini di Chiavari, della signora Emanuela Castello e del signor Gianni Ferretti.

Il Consiglio Pastorale diocesano è l’organismo consultivo, composto soprattutto da laici e guidato dal Vescovo, che ha il compito di studiare, valutare e proporre conclusioni operative per quanto riguarda le attività pastorali della Diocesi.

Rimarranno in carica sino al termine del mandato del Consiglio stesso previsto nel dicembre 2026.

don Luca Sardella
Direttore Ufficio per le Comunicazioni sociali
Portavoce della Diocesi

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Diocesi

4 novembre, la Celebrazione in Cattedrale

A questo link l’omelia tenuta questa mattina in Cattedrale dal Vescovo diocesano, mons. Giampio Devasini, nel corso della Celebrazione Eucaristica in occasione del Giorno dell’unità nazionale e della Giornata delle Forze armate.

A questo link le omelie tenute da mons. Giampio Devasini in occasione della Solennità di Tutti i Santi.

A questo link l’omelia nel giorno della Commemorazione di tutti i fedeli defunti.

Cari fratelli e sorelle, 

tutti gli aggettivi possibili per dire delle disumane atrocità causate dai signori della guerra medio orientale, tutti gli aggettivi possibili sono stati spesi. Di fronte a strategie di potere che ci sfuggono e di cui però vediamo i devastanti effetti, siamo chiamati, come credenti, a non lasciarci paralizzare dal senso di impotenza che inevitabilmente ci prende ma a reagire con l’unica arma a nostra disposizione: l’arma della preghiera. Sì, ancora una volta, in questa veglia, vogliamo chiedere al Padre comune che è nei cieli, che tutti i soggetti coinvolti nel conflitto si lascino finalmente ferire la mente e il cuore dall’immane sofferenza causata dalle loro azioni e, riconoscendosi fratelli tutti, si impegnino a percorrere le vie del dialogo per trovare soluzioni di pace giuste e durature. E perché questa nostra invocazione al Padre comune sia autentica è indispensabile che ciascuno/a di noi si impegni ad eliminare dalle proprie relazioni quotidiane ogni sentimento e azione di divisione, di non perdono, di odio, di violenza, di sopraffazione.Cari fratelli e sorelle, il cammino di preghiera – di cui questa veglia è una tappa – continui con fiducia nei giorni che verranno fino a che sorga, in medio oriente come in ogni altro angolo della terra impregnato del sangue di guerre fratricide,  l’alba radiosa della pace.

Venerdì 10 novembre è in calendario il Mandato ai Catechisti. A Chiavari l’appuntamento è alle 19:00 con l’apericena in Seminario. Alle 20:30 nella Cattedrale di Nostra Signora dell’Orto il Vescovo presiede la Liturgia con la consegna del Mandato.

In allegato il Calendario dei percorsi Pre matrimoniali per il prossimo anno.

Un percorso per coinvolgere gli adolescenti e i giovani delle parrocchie, delle associazioni e dei movimenti della Diocesi in un cammino insieme.
Con questo desiderio, sulla spinta estiva della Giornata mondiale della Gioventù e del Pellegrinaggio dei Cresimati a Roma, la Pastorale Giovanile della Diocesi di Chiavari propone alcuni appuntamenti durante i prossimi mesi.
Tra i diversi appuntamenti, un primo momento significativo sarà sabato 25 novembre 2023 dalle ore 19:00 con la giornata diocesana giovani che si terrà a Santa Margherita Ligure.
In primavera ci sarà una novità: la proposta per i ragazzi tra i 18 e i 20 anni di due giorni a Roma, subito dopo Pasqua, per conoscere alcuni protagonisti della vita politica e imprenditoriale, con l’obiettivo di aiutare a confrontarsi sulle scelte importanti della vita.
Per gli adolescenti un invito particolare a inizio estate: mercoledì 5 giugno 2024 dalle ore 19:00 si svolgerà a Rapallo una serata di festa dedicata a loro.

Cari fratelli e sorelle,
accogliendo l’invito del Santo Padre Francesco, venerdì 27 ottobre vivremo una giornata di digiuno, preghiera e penitenza per implorare da Dio, Padre di tutti, il dono della pace.
Udito il parere dei Vicari foranei, non si terrà un’unica veglia di preghiera in cattedrale, ma veglie di preghiera e celebrazioni eucaristiche avranno luogo in numerose chiese della nostra Diocesi. Corale sarà l’invocazione che si leverà da ogni angolo della nostra comunità diocesana: pace e non guerra! Vita e non morte! Invocazione che sarà autentica solo se accompagnata dall’impegno ad eliminare dalle nostre relazioni quotidiane ogni sentimento e azione di odio, di vendetta, di violenza, di divisione.
Maria SS.ma, Regina della pace, prega per noi.

+ Giampio Devasini
Vescovo di Chiavari

Nella chiesa del Conservatorio a mare delle Suore Gianelline di Chiavari, tutti i giorni dal lunedì alla domenica sarà celebrata la Santa Messa alle ore 7:15, aperta a quanti vorranno partecipare.

Domani sera, venerdì 20 ottobre, nella Parrocchia di Ri Basso a Chiavari è in programma la Veglia Missionaria. L’appuntamento avrà inizio alle 20:45. Interverrà Alessandra Morelli, già alto Commissario Onu per i rifugiati.

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Diocesi Notizia

Nomina

Don Paolo Nicora è il nuovo Vicario foraneo del Vicariato di Graveglia e Sturla. 

La nomina è stata firmata questa mattina dal Vescovo diocesano, mons. Giampio Devasini, dopo aver ascoltato i Presbiteri che svolgono il ministero nel Vicariato stesso.

Don Nicora, nato a Sestri Levante il 28 febbraio 1973, è stato ordinato Presbitero il 20 maggio 2018. È Parroco in Val Graveglia delle Parrocchie di San Lorenzo di Arzeno, di Santa Maria e San Michele di Nascio, di Sant’Apollinare di Reppia, di San Bartolomeo di Statale e di San Pietro di Zerli.

Tra i principali compiti del Vicario foraneo, previsti dal Codice di Diritto Canonico, quello di promuovere e coordinare l’attività pastorale comune nell’ambito del Vicariato. Don Paolo Nicora sostituisce don Maurizio Prandi trasferito recentemente a Casarza Ligure.

don Luca Sardella
Direttore Ufficio per le Comunicazioni sociali
Portavoce della Diocesi

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Diocesi

«Tacciano le armi e si convertano i cuori»

L’attacco contro Israele e la reazione che ne sta seguendo, con un’escalation inimmaginabile, destano dolore e grande preoccupazione.

La Presidenza della CEI esprime vicinanza e solidarietà a tutti coloro che, ancora una volta, soffrono a causa della violenza e vivono nel terrore e nell’angoscia.

«Chiediamo il pronto rilascio degli ostaggi – scrive la Presidenza -. Come auspicato da Papa Francesco durante la preghiera dell’Angelus di oggi: “Gli attacchi e le armi si fermino, per favore, e si comprenda che il terrorismo e la guerra non portano a nessuna soluzione, ma solo alla morte e alla sofferenza di tanti innocenti. La guerra è una sconfitta: ogni guerra è una sconfitta!”. Ci appelliamo alla comunità internazionale perché compia ogni sforzo per placare gli animi e avviare finalmente un percorso di stabilità per l’intera regione, nel rispetto dei diritti umani fondamentali. Quella Terra che riconosciamo come Santa merita una pace giusta e duratura, per essere punto di riferimento di “fede, speranza e amore”. Troppo sangue è già stato versato e troppo spesso di innocenti. Alle famiglie delle vittime e ai feriti giunga il nostro conforto. In questo mese, dedicato alla preghiera del Rosario, invitiamo tutte le nostre comunità a pregare per la pace: “Tacciano le armi e si convertano i cuori”».

Pianoforte, organo, teoria e armonia. Ma anche canto gregoriano. E’ l’offerta formativa proposta dall’Istituto diocesano di Musica Giovanni Battista Campodonico

Si allega il testo dell’omelia pronunciata dal Vescovo di Pavia, mons. Corrado Sanguineti, nel corso della Santa Messa esequiale per don Pino De Bernardis. La Celebrazione è stata presieduta dal Vescovo diocesano, mons. Giampio Devasini.

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Carissimi confratelli nell’episcopato e nel sacerdozio, carissimi fratelli e sorelle nel Signore,

Lo scorso 18 marzo eravamo, come oggi, in tanti a celebrare con Don Pino la messa per i suoi novant’anni e circondavamo con affetto e gratitudine il nostro caro Don Pino, che dopo un periodo di riabilitazione, si apprestava a ritornare a casa, nella sua amata Casa Marchesani. Iniziava così per lui un periodo segnato dalla debolezza e dalle limitazioni del suo corpo, impedito nei movimenti, circondato dalla cura premurosa della fedele Ondina, alla quale oggi esprimiamo un grande grazie per com’è stata vicina in tutti questi anni a Don Pino, aiutata negli ultimi mesi da altre persone che si sono dedicate a lui. In queste settimane, chi l’andava a visitare, l’ha visto con i suoi occhi sereni, sempre più abbandonato al Signore, teso e pronto all’incontro con Lui, obbediente alle circostanze così differenti dalla sua vita in altri tempi così attiva e intensa, talvolta con qualche assenza di mente e di totale presenza alla realtà.

A qualche persona, egli ha espressamente detto che egli viveva, abbracciava la vita così come gli era offerta e data, giorno dopo giorno. Possiamo pensare che in questa umile adesione alla realtà, Don Pino abbia continuato a dire il suo “sì” a Cristo, fino all’incontro finale con Lui, oltre la soglia del tempo e della morte, e possiamo essere fiduciosi che per la sua fede, germogliata fin da piccolo nella sua famiglia, sotto lo sguardo dei suoi amati genitori, cresciuta negli anni del suo seminario e segnata, in modo profondo dall’incontro con il carisma di Don Luigi Giussani, per la sua fedeltà vissuta in  65 anni di sacerdozio – era stato ordinato in questa cattedrale il 15 giugno 1958 – egli ora sia accolto nell’abbraccio del Signore e nella compagnia dei santi e dei tanti amici che l’hanno preceduto nella casa del Padre.

In questo momento, lasciamo che sia la Parola di Dio a illuminare e a sostenere la nostra speranza e a rileggere il cammino di un uomo e di un prete che per tanti è stato amico e padre, ardente e appassionato nella sua fede, capace di generare, per grazia, un popolo di figli e di amici. Nella prima lettura, il profeta Ezechiele ha una visione impressionante: una distesa di ossa senza vita, che per la potenza dello Spirito, si vestono di carne e di nervi e riprendono a vivere, formando un esercito immenso. Gli viene rivelato: “Figlio dell’uomo, queste ossa sono tutta la casa d’Israele” (Ez 37,11). E al termine della visione, Dio si rivolge direttamente al suo popolo, allora disperso per l’esilio e annuncia una nuova vita, una risurrezione: “Vi farò uscire dai vostri sepolcri, o popolo mio. Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete” (Ez 37,13-14). Qui direttamente non si sta parlando della risurrezione futura alla fine del mondo, ma di una risurrezione che inizia già a fiorire nel tempo, in un popolo di uomini e donne, prima morti e spenti, aridi e senza vita, che riprendono a vivere, a costruire, a sperare.

Ecco, carissimi amici, anche noi siamo chiamati a essere testimoni e protagonisti di questa risurrezione che germoglia, come albore, già ora, e, come ebbe a dire Don Giussani in una sua meditazione, “la risurrezione di Cristo è un popolo nuovo nella storia”, ha come primo segno e frutto l’accadere di un popolo nuovo nella storia. Un popolo di persone che, investite dall’energia di Cristo risorto, dal suo Spirito, vivono e riconoscono un cambiamento nella loro carne, vibrano di una vita nuova, che cresce e fiorisce come intelligenza e affezione, come intensità e amore, prima ignote e impensate. Questo è il miracolo che manifesta la presenza di Cristo nel mondo, una presenza che è perché opera e cambia!

Don Pino, fin dall’inizio del suo sacerdozio, vissuto a Portofino, è stato un testimone di questa novità di vita, non solo per la forza e la vivacità del suo temperamento, ma soprattutto per l’entusiasmo della sua fede, respirata e nutrita già in famiglia e nella sua parrocchia di Rapallo, ai piedi della Madonna di Montallegro, e nel dono di volti umani in cui ha riconosciuto la bellezza e l’umanità dello sguardo di Gesù: lui ricordava soprattutto lo sguardo dei suoi genitori e di alcuni sacerdoti incontrati da ragazzo, in parrocchia e poi in seminario. Ma per lui è stato determinante l’incontro con lo sguardo e l’umanità intensa e irruente di Don Giussani e con quella compagnia di giovani che intorno a Don Giussani era nata e si stava dilatando, agli inizi degli anni Sessanta.

Così, l’umanità viva, ardente di fede, del giovane Don Pino ha come trovato un punto di chiarezza, una presenza piena d’attrattiva, che l’ha rilanciato, con ancora più passione e con una nuova intelligenza, nell’opera della testimonianza e della comunicazione della fede tra i giovani. Com’è accaduto già a Don Giussani, Don Pino negli anni spesi nell’insegnamento di religione a scuola, nel servizio ai compiti che i vescovi gli hanno chiesto, nel tempo dedicato, rubando spesso ore al sonno, nello stare accanto alle persone, nell’ascoltare per ore dialoghi e confessioni, nel guidare la vita della comunità del movimento che andava crescendo, ha visto accadere di nuovo il miracolo della visione di Ezechiele: per la grazia dello Spirito, operante nel carisma educativo di Don Giussani, ha visto formarsi un popolo di persone che riprendevano passione e gusto nel vivere la fede, nell’appartenere alla Chiesa, nell’affrontare con libertà e responsabilità, anche con limiti ed errori, la realtà in tutti i suoi aspetti, generando opere, come la scuola “Maria Luigia”, a cui, finché ha potuto, ha dedicato le sue cure e la sua paternità.

Carissimi fratelli e sorelle, se guardiamo al popolo di cui siamo figli, generato dallo Spirito attraverso la paternità di uomini come Don Giussani e come Don Pino, sentiamo riecheggiare in noi la parola dell’apostolo Paolo, che all’inizio della sua prima lettera ai Corinzi, ringrazia Dio per l’opera che egli ha visto compiersi in quella comunità, nata dalla sua predicazione: “La testimonianza di Cristo si è stabilita tra voi così saldamente che non manca più alcun carisma a voi” (1Cor 1,6-7). Nella vita di Don Pino, ovviamente con i limiti e le imperfezioni della sua persona e del suo carattere, traspare la testimonianza di Cristo, che attraverso la sua dedizione sacerdotale, si è resa visibile nell’esistenza di tante persone con cui egli è entrato in contatto e nel popolo di cui è stato, allo stesso tempo, padre e figlio. La testimonianza di Cristo intesa non solo come la testimonianza che Don Pino ha reso a Cristo, anche nel tratto finale della sua parabola umana, ma soprattutto intesa come la testimonianza che Cristo rende a se stesso, nella sua capacità di rigenerare esistenze inaridite o stanche e di edificare un’unità tra uomini, prima estranei tra loro, impossibile a noi uomini. Ed è questa testimonianza che siamo chiamati a riconoscere e di cui essere grati: perché Don Pino, come Don Giussani, come ogni testimone di Cristo, passa, almeno in termini umani e temporali, e certamente ci mancherà la sua persona, con i suoi tratti, il suo sguardo, la sua indomabile passione a chi incontrava, la sua affezione semplice alla Chiesa e al movimento. Perché, egli non ci ha mai legato a sé, non ci ha mai trattenuto a sé, sempre rimandava alla storia, all’appartenenza al movimento e alla Chiesa, nella forma concreta e presente. Don Pino dunque passa, ma ciò che ci ha testimoniato resta, perché è Cristo che continua a essere vivo e all’opera qui e ora, nella sua Chiesa e nel mondo.

Infine, il Vangelo di oggi ci riporta al cuore dell’avventura umana e cristiana di questo nostro fratello, padre e amico; è la domanda che Gesù risorto rivolge a Simon Pietro, in quell’alba sul lago, è la domanda decisiva da cui tutto nasce e riprende vita: “Simone di Giovanni, mi ami? Mi vuoi bene” (Gv 21,16.17). La risposta immediata e sincera di Pietro è riecheggiata nel cuore di Don Pino, chissà quante volte: “Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene” (Gv 21,17). Le parole che Cristo ha rivolto allora all’apostolo, che aveva rinnegato il Maestro, indicano bene la direzione che ha assunto il cammino di Don Pino in questi ultimi mesi di forzata inattività: “In verità, in verità ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi” (Gv 21,18).

Possiamo immaginare che nel dialogo del cuore, Don Pino abbia accolto queste parole del Signore, abbia accettato di non potersi più vestire da solo, si sia lasciato portare anche dove umanamente non voleva – perché deve essere stata una fatica accettare di vivere così gli ultimi giorni della sua esistenza tra noi. Ma alla fine, si sia lasciato prendere per mano e abbia detto il suo ultimo sì a Cristo. Mentre preghiamo per lui e lo accompagniamo al Padre, chiediamo la grazia di sentire anche noi la stessa parola del Signore – “Seguimi” – e di seguirlo con fedeltà e letizia ogni giorno. Amen!

Si è spento nella serata di ieri monsignor Giuseppe De Bernardis.

Nato a Rapallo il 19 marzo 1933, ordinato Presbitero il 15 giugno 1958 per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria del Vescovo Francesco Marchesani, il suo primo incarico pastorale fu quello di Vicario parrocchiale nella Parrocchia di San Martino a Portofino.

Nell’agosto del 1964 venne invitato da don Gianni Cogorno a Santa Margherita Ligure ad ascoltare la testimonianza di alcuni giovani milanesi. Don Pino rimase sorpreso dai loro racconti e domandò chi fosse il sacerdote che li accompagnava nel cammino della vita e della fede. Risposero: «Don Luigi Giussani». Da lì andò a Milano per conoscerlo, iniziando un’amicizia cresciuta nel corso degli anni. Grazie a “don Pino” il Movimento di Comunione e Liberazione iniziò a muovere i suoi passi prima a Chiavari e poi in tutta la Liguria. Il suo impegno lo portò anche a Bergamo, Padova, Pavia, Piacenza, solo per citare alcune delle più significative realtà del Nord Italia. 

Docente di religione al Liceo classico “Delpino” di Chiavari per oltre 30 anni, don Pino è stato Direttore dell’Ufficio diocesano e regionale per l’educazione, la scuola e l’università. Cappellano di Sua Santità, era Canonico della Cattedrale di Nostra Signora dell’Orto.

La salma sarà esposta oggi pomeriggio alle 15:00 nella Cappella maggiore del Seminario di Chiavari. Domani, mercoledì 4 ottobre, sarà recitato il Rosario alle ore 21:00 in Cattedrale. Il funerale sarà celebrato giovedì 5 ottobre alle ore 10:30 in Cattedrale.

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Diocesi Notizia

Nomina

Il Vescovo diocesano, mons. Giampio Devasini, ha nominato in data odierna don Luca Sardella nuovo membro del Consiglio Diocesano per gli Affari Economici.

Il CDAE è presieduto dal Vescovo ed è composto da fedeli esperti in economia e nel diritto. È l’organismo che con pareri e consensi coadiuva il Vescovo nell’amministrazione dei beni della Diocesi e delle persone giuridiche a lui soggette, con particolare riguardo ai profili tecnici, soprattutto giuridici ed economici.

Don Sardella, nato a Santa Margherita Ligure il 13 gennaio 1982 e ordinato Presbitero il 24 novembre 2013, è attualmente Portavoce della Diocesi, Direttore dell’Ufficio Giuridico della Curia e Parroco a Santa Margherita Ligure.

Laureato in Giurisprudenza all’Università di Genova e in Diritto Canonico alla Pontificia Università Lateranense di Roma, è Dottorando di ricerca nello stesso Ateneo.

Il Consiglio Diocesano per gli Affari Economici rimarrà in carica sino al 2026 e attualmente ne fanno parte, oltre all’Economa diocesana Angela Pinasco, anche mons. Stefano Mazzini, don Alessandro Giosso, don Guido Perazzo, Giampiero Antonello, Annabianca Boletto, Francesco Caviglia e Giovanna Copello.

In allegato il Documento di sintesi della Fase narrativa nell’ambito dell’itinerario sinodale in corso.

Documenti

Ripartono i percorsi della scuola di formazione teologica della nostra diocesi. Giovedì 28 settembre alle ore 21:00 ci sarà l’apertura dell’anno formativo all’Auditorium san Francesco di Chiavari con la partecipazione del Vescovo diocesano e del teologo Andrea Grillo. Da lunedì 2 ottobre, invece, riprenderanno i corsi in presenza, online e nei vicariati. Per informazioni o chiarimenti si può consultare il sito www.sftchiavari.com o scrivere una mail a sft.chiavari@gmail.com.

Il territorio del levante ligure si unisce alla celebrazione mondiale di preghiera e azione per proteggere la casa comune. 

Il “Tempo del Creato” è iniziato il 1° settembre, Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato, e si concluderà il 4 ottobre, festa di San Francesco d’Assisi, patrono dell’ecologia amato da molte confessioni cristiane.

«È un’occasione nella quale rinnovare il nostro impegno per la cura della casa comune con una celebrazione ecumenica di preghiera e azione – spiega Elsa Sconnio Boggiano, Direttore dell’Ufficio per l’Ecumenismo e per il Dialogo interreligioso -. Il tema di quest’anno “Che la giustizia e la pace scorrano” mette in primo piano l’immagine di un fiume che ci invita alla riconciliazione e all’unità della creazione».

L’appuntamento promosso dalle Chiese cristiane del Tigullio è in calendario per venerdì 22 settembre a Lavagna. Alle ore 18:00 il ritrovo al Santuario della Madonna del Ponte per camminare lungo il fiume Entella sino al Parco Virgola, dove si terrà una veglia di preghiera comunitaria ed un momento conviviale. 

In caso di pioggia l’incontro si svolgerà nella Chiesa di Maria Madre in corso Genova.

«Persone e Relazioni LGBT+ nella Chiesa. Parliamone».

È il titolo dell’incontro promosso dall’Ufficio diocesano di Pastorale familiare in calendario domenica 24 settembre alle ore 21:00 all’Auditorium San Francesco di Chiavari.

Interverrà Chiara D’Urbano, psicologa e psicoterapeuta, Consultore del Dicastero per il Clero della Santa Sede.

«Siamo partiti ascoltando lo scorso 9 giugno le storie di fede di giovani e famiglie dentro il proprio orientamento sessuale – dice don Marco Torre, Direttore dell’Ufficio per la Pastorale della Famiglia -. Ora desideriamo confrontarci con quello che le scienze umane offrono all’intelligenza credente come punti acclarati riguardo le persone LGBT. Lo faremo grazie alla competenza della psicoterapeuta Chiara D’Urbano, chiamata da Papa Francesco al Dicastero del Clero. Porremo domande, non idee precostituite, per poter avviare con serietà una cura pastorale che sia libera da preconcetti e pregiudizi e possa offrire a tutti, proprio a tutti, il Vangelo di Gesù».

L’appuntamento di domenica verrà ripreso integralmente da TeleRadioPace e riproposto lunedì 25 settembre alle ore 21:00 su Telepace 1 (canale 12).

Domenica 24 settembre 2023 a Lavagna è in calendario il XXIV Raduno diocesano delle Confraternite. Alle 11:30 sul sagrato della Basilica di Santo Stefano il Vescovo diocesano celebra l’Eucaristia.

Alla vigilia della partenza del nuovo Anno scolastico è stata celebrata ieri nella parrocchia di Cicagna la Santa Messa con la partecipazione di insegnanti e personale del locale istituto comprensivo.

La Celebrazione Eucaristica è stata presieduta da don Alberto Gastaldi, direttore dell’Ufficio Scuola della Diocesi. Alla Celebrazione erano presenti sindaci e rappresentanti di tutti i Comuni della vallata.

«È un’occasione che si rinnova – afferma Andrea Cestari, insegnante dell’istituto comprensivo – con la certezza che dobbiamo inaugurare il nostro anno con una promessa di bene verso di noi, tra colleghi e verso i ragazzi che incontreremo».

Nell’omelia don Gastaldi ha preso spunto dalla frase che Gesù dice a Pietro “Prendi il largo”, per sollecitare i presenti a «prendere il largo nella scuola, avendo fiducia che occorre passione, competenza e creatività». Non da soli, «ma credendo nella squadra». Per questo ha anche invitato i rappresentanti dei comuni a dialogare sempre di più tra istituzioni per venire incontro alle esigenze che nascono nella zona. 

Venerdì 1 settembre alle ore 18:00 nel cortile del Seminario Vescovile di Chiavari (con ingresso Piazza Nostra Signora dell’Orto, 8) si terrà la presentazione del secondo anno della Scuola di Formazione Teologica della Diocesi di Chiavari. Interverrà il Direttore della Scuola, don Federico Pichetto, che illustrerà la proposta formativa e presenterà i corsi attivati.

Con la partecipazione all’Udienza generale del mercoledì di Papa Francesco si è conclusa la decima edizione del Pellegrinaggio diocesano dei Cresimati a Roma.

Tre giornate intense per i 250 ragazzi del territorio che lunedì pomeriggio, al loro arrivo nella Capitale, hanno rinnovato la Professione di Fede sulla tomba dell’Apostolo Pietro nella Basilica vaticana.

Particolarmente coinvolgenti le testimonianze proposte. Lunedì sera Arturo Mariani, calciatore della Nazionale Italiana Amputati, ha invitato i ragazzi al coraggio di scegliere mettendo a frutto i doni ricevuti. Martedì è stata la volta di Capitano Ultimo, il colonnello dei Carabinieri Sergio De Caprio protagonista nel 1993 dell’arresto del boss mafioso Totò Riina. Rivolgendosi ai partecipanti in un appassionante racconto della sua vita, Capitano Ultimo, a partire dalla sua esperienza a contatto con i più bisognosi nell’associazione di volontariato da lui fondata, ha testimoniato la bellezza di una vita capace di aprirsi al dono di sè.

Ma il pellegrinaggio a Roma è stato anche lo spazio per la visita alla città, per costruire nuove amicizie con coetanei di tutta la Diocesi e per tanto divertimento.

A salutare personalmente il Papa a nome del gruppo sono stati otto giovanissimi: Elisa Mazza (Chiavari), Nicole Casorerio (Moneglia), Sara Belfonte (Valfontanabuona), Alice Rossi (Sestri Levante), Nicola Zolezzi (Lavagna), Giulia Curotto (Vignolo di Mezzanego), Anna Lenito Rovegno (Rapallo) e Beatrice Milanta (Santa Margherita Ligure).

«La fede si esprime nel servizio. Ognuno di noi ha questa chiamata alla santità. Andiamo avanti su questa strada»: queste le parole del Pontefice durante l’Udienza generale, che ha poi incontrato personalmente gli otto ragazzi che gli hanno donato una maglietta del pellegrinaggio.

In serata il rientro a casa.

Se è vero, come ha ricordato Papa Francesco, che «il cammino verso l’unità dei cristiani e il cammino di conversione sinodale della Chiesa sono legati», a sottolineare questo stretto legame il prossimo 30 settembre in Piazza San Pietro è in programma una Veglia ecumenica di preghiera, alla quale sono invitati «fratelli e sorelle di tutte le confessioni cristiane» e con la quale «affideremo a Dio i lavori della XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi».

L’iniziativa intitolata “Together – Raduno del Popolo di Dio” vuole essere un tempo di ascolto, di condivisione, di fratellanza, di unità e pace. Ad essa parteciperanno giovani dai 18 ai 35 anni provenienti da tutta Europa. La veglia di preghiera ecumenica sarà celebrata alla vigilia della XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi sul tema: “Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione”, che si svolgerà dal 4 al 29 ottobre 2023.

Il Servizio diocesano di Pastorale giovanile si sta attivando per partecipare all’evento. La partenza sarà sabato 30 settembre al mattino in treno da Chiavari. La veglia in Piazza San Pietro, presieduta da Papa Francesco, è prevista alle ore 17:00. Il rientro il giorno seguente in serata.

Per informazioni o iscrizioni è possibile collegarsi a questo link:

https://forms.gle/KcPEtYvT6cWkSsdK6

Con un animo in cui si intrecciano gratitudine e dispiacere apprendiamo la decisione delle Sorelle Clarisse di Leivi di lasciare la nostra Diocesi per unirsi alla comunità delle Clarisse di Vicoforte, scelta maturata al compiersi di un cammino di discernimento che le ha viste impegnate negli ultimi anni.

Siamo grati alle Sorelle di Santa Chiara perché la loro presenza nella nostra Chiesa diocesana in questi trent’anni è stata per laici e presbiteri un significativo punto di riferimento per la propria vita spirituale.

Chi sale al Monastero di Leivi sa di trovare un’oasi di pace dove poter godere dell’amicizia fraterna delle Suore e della bellezza di un luogo che permette tempi distesi di silenzio e preghiera.

Comprendiamo la scelta delle Clarisse e insieme alla gratitudine per quanto hanno donato alla nostra Diocesi manifestiamo anche un profondo dispiacere, nella consapevolezza di perdere una presenza di grande valore spirituale che arricchiva il tessuto della nostra Chiesa chiavarese.

don Luca Sardella
Portavoce della Diocesi

La nostra Diocesi si prepara ad ospitare la 73a Settimana Liturgica Nazionale che dal prossimo lunedì 28 agosto vedrà convenire a Chiavari 200 convegnisti da ogni parte d’Italia.
Tema di fondo che scandirà le giornate nel Tigullio, promosse dal Centro Azione Liturgica e dalla Chiesa chiavarese, sarà: “E’ bello per noi essere qui. Bellezza e verità del celebrare cristiano”.
Accogliendo l’invito di Papa Francesco a «riscoprire ogni giorno la bellezza della verità della celebrazione cristiana», il CAL vuole offrire a presbiteri, religiosi, religiose, laici e operatori pastorali la possibilità di una seria e vitale formazione alla e dalla liturgia.
Numerosi gli ospiti che interverranno nella Cattedrale di Nostra Signora dell’Orto. Tra loro anche il card. Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, che presiederà l’Eucaristia martedì 29 agosto alle ore 8:30. 
La sede del Convegno sarà la Cattedrale, ma è previsto anche uno spostamento in battello a Rapallo, martedì pomeriggio, dove nella Basilica dei Santi Gervasio e Protasio il Vescovo di Savona, mons. Calogero Marino, presiederà la Liturgia del Vespro.
Tra gli appuntamenti in programma si segnala la relazione di mercoledì 30 agosto di mons. Vittorio Viola, Segretario del Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, e una tavola rotonda al pomeriggio sul tema “Architettura e musica in dialogo”, con la partecipazione del compositore Marco Frisina. Giovedì 31 agosto al mattino la relazione di padre Enzo Fortunato sul tema “Liturgia in un cambiamento d’epoca”.
«In questo tempo di chiara difficoltà, più volte definito da Papa Francesco un “cambiamento d’epoca”, in cui vive la comunità ecclesiale in Italia, soprattutto nel periodo post-pandemico e a partire dalle recenti indagini sulla partecipazione dei credenti alla celebrazione eucaristica domenicale, in particolare tra le nuove generazioni, – spiegano gli organizzatori – nella liturgia il Risorto si prende cura di noi e mediante il suo Spirito, a nostra volta anche noi possiamo prenderci cura gli uni degli altri».
Tutti gli appuntamenti saranno trasmessi in diretta da Teleradiopace.

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Riapertura degli Uffici di Curia

Gli Uffici della Curia vescovile, dopo la pausa estiva, riaprono lunedì 21 agosto con il consueto orario: dal lunedì al sabato (escluso il venerdì) dalle ore 9:00 alle ore 12:00.

Taglia il traguardo dei dieci anni il Pellegrinaggio diocesano dei Cresimati a Roma. L’esperienza quest’anno coinvolgerà 250 tra ragazzi e accompagnatori, affermandosi come tappa significativa nell’itinerario formativo rivolto ai ragazzi che hanno celebrato il Sacramento della Confermazione.
La partenza lunedì 28 agosto dalle varie parti della Diocesi e il ritrovo nella Basilica di San Pietro per il rinnovo della Professione di fede. Dopo una visita guidata nel centro città, alla sera è previsto l’incontro con Arturo Mariani, calciatore della Nazionale Italiana Amputati. Martedì 29 la Celebrazione Eucaristica nella Basilica di Sant’Andrea della Valle, la visita ai principali monumenti della città e l’incontro dopo pranzo con Capitano Ultimo. Mercoledì 30 la partecipazione all’Udienza generale di Papa Francesco, al termine della quale due ragazzi del gruppo saluteranno personalmente il Pontefice.

L’entusiasmo dei giovani chiavaresi si fa sentire. A Lisbona i ragazzi accompagnati dal Vescovo Devasini partecipano ai diversi appuntamenti. Le voci dei partecipanti nelle interviste di Teleradiopace.

Con un videomessaggio, mons. Giampio Devasini si rivolge ai giovani in partenza per la Giornata Mondiale della Gioventù di Lisbona

Sono partiti con molta emozione alla volta di Chavez, in Portogallo, gli otto giovani della diocesi di Chiavari che vivranno i prossimi giorni di attesa della Giornata Mondiale della Gioventù di Lisbona ospitati dalle famiglie del territorio.
Un’esperienza, quella del “gemellaggio”, che punta alla condivisione dell’amicizia e della fede tra i ragazzi di tutto il Mondo e i coetanei portoghesi che li accoglieranno. La prima tappa del viaggio è stata Barcellona. Domani, insieme ai coetanei di Genova, si proseguirà per la Diocesi di Vila Real. 
«Desideriamo conoscere da vicino il territorio – spiega don Stefano Bruzzone, vice direttore del Servizio diocesano di Pastorale giovanile -. La possibilità di abitare a coppie nelle famiglie che hanno dato disponibilità all’accoglienza è un’occasione per costruire legami significativi».
Saranno 192 i giovani della Diocesi che parteciperanno alla GMG.
Il gruppo partirà da Chiavari sabato sera alle ore 21:00. Dopo una tappa a Barcellona, si arriverà lunedì 31 ad Algueirao Mem Martins, paese che oltre ai chiavaresi ospiterà anche le diocesi di Padova e Verona.
Nel programma la partecipazione alle catechesi con i Vescovi, la festa per gli italiani e la via Crucis con Papa Francesco. Cuore della GMG la veglia di preghiera presieduta dal Pontefice nel Campo da Graça di Lisbona, sabato 5 agosto, e la Santa Messa conclusiva di domenica 6 agosto.